La Fondazione CARIGO acquisisce un capolavoro di Giuseppe Tominz

Da venerdì 8 gennaio l'opera viene esposta pubblicamente per la prima volta nel percorso della mostra "Rivelazioni. Quattro secoli di capolavori".

Novità di particolare rilievo sulla scena artistica regionale: la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia annuncia di aver acquisito un vero capolavoro di Giuseppe Tominz (Gorizia, 6 luglio 1790 – Gradiscutta, 24 aprile 1866), celebrato pittore di fama internazionale, considerato il massimo ritrattista di area goriziano-triestina dell'Ottocento. Si intitola “Francesco Costa, Parroco di Prevacina”, ed è un dipinto a olio (cm 53 x cm 67 in cornice d’epoca), che si colloca nel filone del ritratto a mezzobusto (in cui pochi e chiari tratti bastano a sottolineare, sin dallo sguardo, il ruolo e il contesto sociale del protagonista) il capolavoro del Tominz che la Fondazione Carigo ha acquisito in questi giorni. Una scelta che sottolinea il rinnovato impegno della Fondazione Carigo per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale del territorio, sia sul piano della tutela e conservazione delle opere di riferimento, che sotto il profilo della promozione culturale e di pubblica fruizione delle collezioni acquisite, in un’ottica di scambio e collaborazione fra le realtà di riferimento impegnate nell’area isontina, e in una dimensione di dialogo e di feconda interazione pubblico-privato. Ne è ulteriore testimonianza la mostra “Rivelazioni. Quattro secoli di capolavori”, allestita fino al 15 gennaio a Palazzo della Torre (via Carducci 2) per iniziativa della Fondazione Carigo, vero punto di forza del panorama culturale regionale con il suo emozionante tour attraverso opere di maestri come Canaletto, Giovanni Antonio Guardi, Lucas Cranach il Vecchio, Marcello Fogolino, Pietro della Vecchia, Morazzone, Gian Lorenzo Bernini, Nicola Grassi, Pompeo Batoni. Se migliaia di visitatori hanno fatto tappa in mostra dall’inaugurazione dello scorso ottobre, in queste festività molte altre presenze si sono registrate per la mobilitazione straordinaria che ha tenuto aperto Palazzo Della Torre: e anche nella giornata di venerdì 6 gennaio, festa dell’Epifania, la mostra sarà visitabile gratuitamente dalle 10 alle 19, con visita guidata gratuita alle 17. Ulteriori visite guidate gratuite, sempre alle ore 17, sono previste nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 gennaio, sempre a cura delle operatrici della Società Cooperativa Musaeus. Info: www.fondazionecarigo.it e 0481.537111. 

La mostra “Rivelazioni”, che nasce dalla volontà comune della Fondazione Carigo e della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia - Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Arcidiocesi di Gorizia, proponeva già in mostra diverse opere di Giuseppe Tominz: come il ritratto di John Greenham, dipinto che è anche l’immagine portante della mostra, e i ritratti di Carolina Toppo, Elisabeth von Muralt, Johan Baptista Cloetta e di “Zuan delle Rose”. Il ritratto ora acquisito, “Francesco Costa, Parroco di Prevacina” sarà integrato nel percorso espositivo a partire da venerdì 6 gennaio: nel dipinto il Parroco è identificabile attraverso la veste e il messale che tiene semiaperto nella mano destra. Lo sguardo del prelato è profondo, quasi indagatore nel suo sollevare lievemente il sopracciglio. E’ la prima volta che questo quadro viene esposto pubblicamente: di particolare rilievo è senz’altro la filiera dei proprietari novecenteschi del dipinto: di certificata origine goriziana, la tela è rimasta infatti per oltre tre decenni nella collezione del noto storico isontino Ranieri Mario Cossar (che lo acquistò per 1200 lire nel 1937), ed è quindi transitata, nel 1974, nella collezione del muggesano Italico Stener, per poi approdare nella sezione antiquaria della Leg – Libreria Editrice Goriziana. 

“Rivelazioni. Quattro secoli di capolavori” riunisce le opere acquisite nel tempo dalla Fondazione Carigo, direttamente connesse con le tradizioni artistiche e culturali del territorio, e quelle provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Trieste, aperta a più ampi orizzonti italiani ed europei. Spiccano in mostra la pregevole tavola di Lucas Cranach e una serie di disegni di Canaletto. A cerniera tra le opere provenienti da Trieste e quelle di Gorizia si segnala la splendida Pala del Belvedere di Giovanni Antonio Guardi, prestata dalla Curia Arcivescovile di Gorizia, che raffigura la Madonna del Rosario con il Bambino e i santi Antonio Abate, Domenico, Giovanni Nepomuceno, Sebastiano e Marco. 

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