Comune di Trieste

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Lorenzo Bencich


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Presentati al Centro per l'affidamento familiare del Comune di Trieste iniziative per minori e un corso di formazione


Venerdì 16 febbraio al Centro per l'affidamento familiare del Comune di Trieste (via Rossetti 27) sono stati presentati in conferenza stampa il corso per persone affidatarie, in partenza il 26 febbraio, e più in generale le attività dell'ente.

Sono intervenuti l'assessore alle Politiche Sociali Massimo Tognolli, le operatrici del Centro per l'affidamento familiare Elena De Cecco e Paola Tagliapietra.

L'assessore Massimo Tognolli ha dichiarato: “L'Amministrazione comunale ha fortemente voluto tenere questa conferenza stampa nel luogo dove avvengono gli incontri tra gli operatori e le famiglie, per contribuire a far crescere la cultura dell'affido e, più in generale, del sociale. Per il 2024 sono stati infatti investiti nel sociale 125 milioni di euro e cioè un terzo della spesa corrente del bilancio comunale: 25 milioni per la disabilità, 25 milioni per i minori, quasi 20 milioni per gli anziani, oltre 10 milioni per i minori stranieri non accompagnati, 7 milioni per il supporto scolastico ed extra-scolastico, con un incremento di circa il 10% rispetto al 2023. Le persone complessivamente in carico al Servizio Sociale sono 20 mila: se si considerano anche le loro sfere familiari, il Servizio incide direttamente o indirettamente sulla vita di 60 mila persone. Si tratta di una vera e propria 'città del sociale', che avrà sempre più abitanti, sia perché la sensibilità è aumentata sia perché emergono nuovi bisogni. Questa conferenza stampa rappresenta quindi la prima di una serie di appuntamenti con cui l'Amministrazione comunale intende promuovere la cultura del sociale sul territorio. Nello specifico, gli affidamenti familiari nel 2023 sono aumentati del 30% rispetto all'anno precedente. Ecco perché è stato organizzato un corso, per far conoscere l'attività a nuove potenziali persone affidatarie”.

IL CORSO DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE

Lunedì 26 febbraio
, lunedì 4 marzo e lunedì 11 marzo (in orario 16.30-18) al Centro per l'affidamento familiare (via Rossetti 27) si terrà un corso di formazione e informazione rivolto a tutte le persone anche solo potenzialmente interessate a diventare affidatarie di minori che, per varie ragioni, versano nell'impossibilità di vivere, temporaneamente, con i propri genitori.

Durante gli incontri saranno forniti approfondimenti sul tema. Saranno presenti operatori dell'équipe multiprofessionale che coinvolge educatori, assistenti sociali e psicologi, non solo del Comune di Trieste ma anche di Asugi. All'incontro conclusivo sarà inoltre presente una famiglia affidataria che condividerà la sua testimonianza.

Per partecipare o chiedere ulteriori dettagli è possibile contattare il numero 040 6759740 e l'indirizzo email gruppo.affidi@comune.trieste.it 

I BISOGNI IN AUMENTO

Nel 2023 a Trieste hanno beneficiato dell'affidamento familiare 35 minori per altrettante famiglie affidatarie (nel senso che non si sono registrati casi di fratelli affidati assieme): 30% in più, rispetto ai 27 casi dell'anno precedente. Questo dato ha stimolato l'Amministrazione comunale a organizzare il corso di formazione e informazione, in modo da allargare il bacino di persone disponibili a offrire tale forma di solidarietà.

L'incremento, è stato spiegato in conferenza stampa, rappresenta un riallineamento con le statistiche precedenti il 2020. Durante la pandemia è stato infatti più difficile individuare sia le famiglie che versano in uno stato di fragilità sia le persone disponibili a prendere in affido i loro figli.

Inoltre, mediamente due terzi degli affidi sono stabiliti dall'Autorità giudiziaria a tutela dei minori: il restante terzo riguarda ulteriori casistiche, anche consensuali, di genitori biologici impossibilitati a occuparsi dei propri figli.

Il Centro per l'affidamento di Trieste esiste da circa trent'anni. Il Comune di Trieste si distingue per essere socio fondatore di un Coordinamento nazionale con gli altri Centri per l'affidamento in Italia.

L'ISTITUTO DELL'AFFIDAMENTO FAMILIARE

L'affidamento familiare è regolato dalla Legge 184 del 1983, modificata dalla Legge 149 del 2001 (“Diritto del minore a una famiglia”). Rappresenta un'esperienza di vita per i bambini e gli adulti coinvolti, uno strumento di promozione sociale, un'espressione di solidarietà e un intervento del Servizio Sociale. Si differenzia profondamente dall'istituto dell'adozione: ha carattere temporaneo, dettato dalle esigenze del bambino e del suo contesto familiare, e si basa su un progetto educativo concordato con i Servizi territoriali.

La normativa tutela il diritto del minore alla continuità degli affetti, favorendo, laddove possibile, il rientro nelle famiglie d'origine, nonché il mantenimento del rapporto con le figure affidatarie. Queste ultime possono essere anche coppie non sposate o persone singole. Esistono diverse forme di affido, che può essere a tempo pieno (“residenziale”) oppure parziale (“leggero”), sia in base alle esigenze dei minori sia in base alle disponibilità degli affidatari.


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