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Attorniato dall'affetto dei suoi parenti più stretti, Francesco Bencich,
classe 1910, ha festeggiato un secolo di vita.
Nato il 9 novembre di cento anni fa a Pomjan (Monte di Capodistria),
Franz Safer (una vita dedicata alla guida di tutti i veicoli possibili) ha
visto passare per il suo paese natale prima l'Impero Austro-Ungarico, poi
l'Italia, quindi la Jugoslavia, la Slovenia ed infine l'Europa Unita.
L'Impero Austro-Ungarico non esiste più, la Jugoslavia non Esiste più,
in teoria nemmeno Italia e Slovenia, per come sono nate, non esistono più
in quanto conglobate nella grande famiglia europea, lui invece esiste
ancora, eccome!
A 10 anni andava ogni giorno da Pomjan a Capodistria con il carro
trainato dai manzi per portare a vendere le verdure al mercato.
A vent'anni ha fatto il militare a Napoli, prendendo la patente e
iniziando la sua lunghissima carriera di autista. Poi l'autista presso un
noleggio di vetture con conducente a Pirano. L'autista di autobotti assieme
al fratello Carlo, l'autista di autobus di linea con la ditta Sergas (poi
SAP) di salita di Gretta, per la quale ha condotto per anni la corrieretta
della linea S che partiva da piazza Oberdan (davanti all'hotel Posta) e
portava al Sanatorio "Santorio Santorio" dell'Obelisco. Infine il
tassista a Trieste fino al 1987, quando a 77 anni ha appeso il
"volante" al chiodo, ma solo a livello professionale, perchè si
è visto rinnovare la patente fino all'età di 94 anni, quando ha deciso di
non presentarsi più alla visita medica per il rinnovo, rinunciando alla
guida per sempre.
A 50 anni è diventato padre, a 65 ha sposato mia madre, a 82 è
diventato nonno di due stupendi gemelli.
Oggi ha soffiato su 100 candeline e, a parte una "mostruosa"
sordità, non prende alcuna medicina e si appresta a veleggiare verso
"la carica dei 101". Auguri ancora papà Francesco, l'ultimo degli
Highlander!
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