"Il vertice capovolto": un pomeriggio al Museo Revoltella nel Giorno del Ricordo

Sabato 11 febbraio alle ore 17.00 a cura di FederEsuli

A Trieste nel Giorno del Ricordo si rinnova la cerimonia alla Foiba di Basovizza, simbolo di una storia tragica che tanto ha pesato sulla realtà del confine orientale d’Italia. A darsi convegno le autorità – quest’anno sarà presente anche il Presidente del Senato, Renato Schifani - e il pubblico, i rappresentanti delle associazioni degli esuli con labari e bandiere ai quali si uniscono quelli degli alpini che arriveranno, numerosi, da tutta Italia, per condividere il momento solenne. La FederEsuli, con le altre associazioni, deporrà corone presso i monumenti ed i luoghi che ricordano l’esodo dall’Istria, Fiume e la Dalmazia. 

Ma la FederEsuli vuole dedicare le celebrazioni del Giorno del Ricordo anche ad un momento di riflessione. Sabato 11 febbraio alle ore 17, presso l’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste andrà in scena lo spettacolo “IL VERTICE CAPOVOLTO”, azione drammatica in sei quadri dello storico triestino Roberto Spazzali.

“Abbiamo scelto questa rappresentazione – ha affermato il Presidente di FederEsuli, Renzo Codarin – perché abbina la storia alla vita, dando voce ad una realtà, quella dei campi profughi, comune a tante nostre famiglie. Per chi ha affrontato il tragico momento dell’esodo, diventa un modo per ricordare, per tutti gli altri, si trasforma in uno strumento per capire chi siamo e come intendiamo far recepire la nostra vicenda”.

La scena si svolge nel Centro Raccolta Profughi di una città italiana, negli anni dell’immediato dopoguerra. L’azione è condotta da sei figure femminili: totalmente assenti invece quelle maschili, ridotte a ombre evocate nei dialoghi. Il mondo virile è stato sconfitto. Come le Troadi di Euripide, pure qui le donne sono vittime di una barbara guerra che ha distrutto il loro mondo ed uccisa la loro esistenza. Ma spetta a loro l’onere morale e materiale di ricostruire gli affetti, di mantenere viva una memoria, di volgere lo sguardo avanti nella consapevolezza che il dolore si trasforma in cupo rancore ogni volta che si torna ad evocare una semplice felicità spezzata.
Il testo è costruito su memorie tratte da storie orali raccolte dall’autore, da testi poetici di Lina Galli e da suoi appunti inediti conservati nell’archivio dell’Istituto Regionale per la Cultura 

Istriano Fiumana Dalmata di Trieste. Roberto Spazzali è l’autore che ha scelto di abbandonare temporaneamente la scrittura del saggio storico per svolgere la narrazione, secondo la tradizione del teatro della parola. In scena le attrici Elke Burul, Alida Delcaro, Enza De Rose, Miriam Monica, Elvia Malusà Nacinovich e Marzia Postogna. La regia è di Maurizio Soldà. Lo spettacolo, è andato in scena in prima assoluta nel dicembre 2011, prodotto dal Circolo Culturale Jacques Maritain che con il CDM aveva organizzato la manifestazione di libri e Teatro “In mezzo al mare si mise a nuotar…”.

“La FederEsuli – conclude Codarin - ha inteso promuovere questo spettacolo per la precisa inquadratura che lo storico e drammaturgo ha saputo trasmettere della vita nei campi profughi, attraverso l’esperienza delle donne istriane, fiumane e dalmate, le quali anche in questa prova drammatica seppero ribadire il loro ruolo di querce della società istriana”.


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