Un oratorio per gridare il dolore dell’umanità dal fondo di un abisso, un affresco vivo e straziante sull’immigrazione, storie di eroi del nostro tempo che per fuggire alla violenza, alle torture, alle guerre tentano la roulette della vita: partono dal deserto e subiscono ogni tipo di angheria, spesso finendo in carcere in Libia o affrontando la traversata nel buio. Sono i temi attualissimi di “Rumore di acque”, il nuovo spettacolo della rassegna “Interazioni” in scena venerdì 10 e sabato 11 febbraio nel Teatro Verdi di Pordenone, alle 20.45.
Si tratta della seconda tappa del trittico del Teatro delle Albe “Ravenna-Mazara 2010”, ovvero tre opere che in maniera differente prendono Mazara del Vallo come simbolico luogo di frontiera e punto di partenza per un affresco sull'oggi.
Mazara del Vallo, la città più africana d'Europa, dove un abitante su dieci è tunisino e una compagnia dalla lunga esperienza nell'innovazione teatrale come le Albe di Ravenna, da sempre abituata a lavorare nelle periferie mentali e geografiche della nostra contemporaneità. Il risultato è “un lavoro nato dalle suggestioni di questa punta estrema della Sicilia – afferma il regista Martinelli – con la Tunisia è a un tiro di schioppo. Lo scambio di abitanti tra le due coste risale agli anni Sessanta, all'inizio del secolo erano i siciliani ad andare lì. Oggi le due comunità, italiana e tunisina, convivono separate ma nel rispetto reciproco. Noi siamo andati i giro a parlare con questi abitanti”.
L'immersione in questa realtà ha anche prodotto le storie che i tunisini hanno raccontato, storie di fuga, esilio, emigrazione. Lo spettacolo diventa così un “oratorio per i sacrificati che i Fratelli Mancuso hanno arricchito con le loro potenti voci di satiri antichi, voci che sembrano gridare il dolore dell’umanità dal fondo di un abisso", dice ancora Martinelli. Storie che Ermanna Montanari e Martinelli hanno riscritto in un testo ambientato su una isoletta fantomatica tra Europa e Africa dove c'è un generale presidente che continua a fare conti e presto si capisce che sono i conti dei morti annegati. Carico di humour nero, "un po' Bossi, un po' Gheddafi", il generale ne arriva a contare 23 mila dal 1988. "Non è poi così lontano dalla realtà, oltre 16 mila sono i morti acclarati nel canale - conclude Martinelli - quasi uno sterminio passato sotto i nostri occhi tra un reality e un campionato del mondo".
Un lavoro, “Rumore di acque”, che la critica ha accolto con grande favore. “In un mondo perfetto molti, dopo averlo visto, comincerebbero a riflettere, e a non stare bene, e a non capire, e a non volere accettare, e ad arrabbiarsi, e anche a voler sapere perché occorra il livore di una compagnia teatrale per aprire gli occhi e indignarsi su quello che, invece, gli occhi vedono tutti i giorni da vent’anni e le coscienze filtrano ormai come un rumore di fondo, una non- realtà distante. Gli scafisti, i disperati del mare, i gommoni, le bagnarole, i naufragi, gli affondamenti, i morti. Tanti morti. Migliaia. Sono cose che sentiamo ogni giorno. Siamo abituati, cosa ci possiamo fare, noi? In un mondo perfetto, noi, invece, qualcosa potremmo fare, qualcosa vorremmo fare”.
Biglietti: biglietteria del Teatro di viale Martelli aperta dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19 e al sabato dalle 16 alle 19, o attraverso il sito
www.comunalegiuseppeverdi.it
Info: www.comunalegiuseppeverdi.it
e 0434 247624
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