Alla presentazione del risultato presenti il Prefetto, il Questore e la Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità.
Irisacqua ha ottenuto la certificazione di parità di genere UNI PdR 125:2022, riconoscimento previsto dalla recente normativa nazionale e inserito nelle linee guida dell’Agenda ONU 2030. La presentazione si è svolta nella cornice di Villa Russiz a Capriva del Friuli, alla presenza delle principali autorità istituzionali del territorio e delle rappresentanze aziendali.

UN PERCORSO DI CRESCITA PER TUTTO IL TERRITORIO
Il percorso che ha condotto Irisacqua alla certificazione è stato illustrato dai componenti del gruppo di lavoro interno che hanno sottolineato come questo sia articolato attorno a cinque aree chiave di intervento. La prima riguarda il reclutamento e la selezione del personale, dove sono state implementate procedure trasparenti con selezioni e commissioni rappresentative di entrambi i generi, con un monitoraggio periodico di turnover, assenteismo e un accesso di tutti gli strumenti di formazione. La seconda area tocca le progressioni di carriera, dove le promozioni sono allineate alle competenze con pieno rispetto della rappresentanza femminile tra i dirigenti aziendali. La terza area affronta l’equità retributiva, con un differenziale salariale donna-uomo inferiore al 10%, pari accesso alle misure premiali e politiche di welfare inclusivo. La quarta area è dedicata al supporto alla genitorialità e alla cura, con tutela dei percorsi di maternità e paternità che ha visto il 100% degli uomini usufruire del congedo di paternità, nonché strumenti di welfare per la famiglia. La quinta e ultima area riguarda la conciliazione vita-lavoro, attraverso smart working, orari flessibili, part-time, agevolazioni al rientro dalla maternità e iniziative di ascolto e counseling psicologico per i dipendenti.

Un elemento distintivo del percorso di Irisacqua è stata la costante valutazione partecipata. Tutto il personale, senza distinzioni di genere o ruolo, è stato coinvolto in indagini sulla soddisfazione lavorativa, sulla percezione di equità e opportunità, e sulla conoscenza degli strumenti a disposizione per conciliare lavoro e vita privata. Il giudizio complessivo emerso dalle valutazioni è stato largamente positivo, evidenziando la centralità del dipendente nella cultura aziendale e il riconoscimento dell’impegno costante dell’azienda per favorire il bilanciamento tra lavori e vita personale. Le testimonianze raccolte hanno rimarcato l’importanza strategica di un approccio inclusivo e trasparente nelle politiche aziendali, capace di incidere positivamente sul benessere della comunità e sull’attrattività dell’azienda anche nei confronti delle nuove generazioni.
L’Amministratrice Unica di Irisacqua, Giulia Martellos, ha illustrato come “la certificazione rappresenta la prova concreta che in Irisacqua si pone molta attenzione sulla parità di genere. Abbiamo intrapreso questo percorso con alcuni obiettivi ben precisi, il primo è un senso di responsabilità verso la comunità: come azienda pubblica Irisacqua deve essere percepita come «modello di condotta». Inoltre volevamo ottenere una maggiore consapevolezza delle nostre procedure per individuare quali cambiamenti mirati apportare. Infine, questa certificazione rappresenta un rafforzamento della nostra credibilità e trasparenza non solo come società ma anche come datore di lavoro: essere riconoscibili come luogo di lavoro inclusivo, che valorizza le unicità, trattiene e attrae i talenti. In un contesto dove si sente troppo spesso la brutta espressione “fuga di cervelli”, Irisacqua spera che questo riconoscimento permetta invece di mantenere i talenti in azienda perché, sebbene siamo una piccola media impresa non estremamente competitiva su aspetti come quello remunerativo, la certezza che nell’azienda si stia bene rappresenta quel valore aggiunto che la rende attrattiva, soprattutto alla luce dell’attenzione sempre maggiore delle persone verso questo tipo di focus aziendale, più che verso aspetti puramente retributivi”.
Martellos, che durante la mattinata ha dialogato con la Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, Dusy Marcolin, ha articolato un concetto fondamentale sul tema del benessere organizzativo e della cura del dipendente: un dipendente deve sentirsi protetto, sicuro, valorizzato e importante. Quando ha un problema deve poterne parlarne e l’azienda gli viene incontro attraverso interventi personalizzati che permettono di avere pari opportunità. Gli ostacoli possono manifestarsi in ogni momento durante il percorso di carriera, possono essere iniziali, durante la formazione, oppure possono manifestarsi successivamente, come nel caso della maternità che per alcuni aspetti può essere vista come un ostacolo in itinere, oppure come altre problematiche familiari quali la necessità di assistenza familiare. Sono tutti aspetti che vanno trattati con interventi diversificati affinché ciascun individuo abbia vere pari opportunità.
Dusy Marcolin, presidente della Commissione Pari Opportunità del Friuli Venezia Giulia, ha commentato che “il percorso realizzato da Irisacqua rappresenta un vero cambio di paradigma culturale e organizzativo. È attraverso esperienze di questo tipo che il concetto stesso di parità evolve, comprendendo nuove dimensioni quali le fragilità, le sfide della genitorialità, l’assistenza familiare e la conciliazione vita-lavoro. Le organizzazioni non devono solo garantire l’assenza di discriminazioni, ma devono promuovere attivamente strategie e strumenti che supportino tutte le dimensioni della persona, in ogni fase della vita. Bisogni e problematiche cambiano nelle varie fasi dell’esistenza, è compito dell’azienda essere un punto di supporto anche nei momenti delicati della vita dei propri dipendenti, non solo durante la maternità ma anche in situazioni di fragilità personale o familiare”.
Quanto al futuro della certificazione e alla sua sostenibilità nel tempo, Martellos ha identificato la formazione continua come l’elemento culturale e organizzativo più importante. Secondo l’amministratrice unica, l’azienda deve essere un ambiente dove una persona si arricchisce e dove la formazione sulla parità di genere non sia data per scontata, bensì proposta come valore assodato.
“C’è grande soddisfazione – ha detto il Direttore Generale Paolo Lanari – nel constatare che i dipendenti di Irisacqua, sia uomini che donne, si sentono protetti e considerati per quello che realmente sono: risorse umane in grado di contribuire al successo dell’organizzazione. A livello aziendale Irisacqua ha raggiunto un risultato importante attraverso un lavoro molto sentito e molto seguito, partendo già da una base buona. Il percorso verso la parità di genere è ancora lungo, solo negli ultimi anni ho visto una notevole attenzione per questo tema pur avendo cominciato a sentirne parlare quando facevo la maturità, nel 1968. I risultati ora sono stati ottenuti e ancora se ne otterranno, sebbene sia facile dire che c’è ancora tanto da fare. Voglio rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato a questo brillante risultato, che è importante per l’azienda e per tutti coloro che vi lavorano”.
LE ISTITUZIONI RICONOSCONO L’ECCELLENZA
I saluti di apertura sono stati portati dall’Assessore Michela Manera, di Capriva del Friuli, che ha sottolineato come “questa è la prima certificazione di questo tipo per una partecipata pubblica in provincia di Gorizia”.
È poi intervenuto, in rappresentanza dei Soci, il Sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, il quale ha sottolineato come “il risultato va ben oltre i confini locali e rappresenta una testimonianza di sostenibilità sociale, non solo economica. Irisacqua dimostra che un’azienda deve investire prima di tutto nelle persone e valorizzare il capitale umano. La vera sfida della certificazione non è il semplice rispetto della parità tra uomo e donna, bensì la costruzione di un ambiente che sappia rispondere alle esigenze della comunità e faccia sentire i dipendenti parte di un percorso condiviso”.
Parole di forte apprezzamento sono arrivate dal prefetto di Gorizia, Ester Fedullo: “la certificazione non rappresenta solo un obbligo formale, ma è il risultato di un percorso che proietta un’azienda verso le migliori opportunità di sviluppo, competitività e innovazione. Il valore risiede nella capacità di porre sempre al centro delle politiche aziendali la persona, con il rispetto delle esigenze della donna, della genitorialità e del bilanciamento fra vita lavorativa e privata. Solo così – secondo il prefetto Fedullo – è possibile costruire una società effettivamente inclusiva che metta in valore merito, capacità e competenza, sottolineando come questa sia una responsabilità condivisa tra aziende, istituzioni e società civile”.
Presente anche il Questore Luigi Di Ruscio che ha rimarcato: “l’importanza di un nuovo umanesimo aziendale dove la parità di genere va praticata e testimoniata ogni giorno. Sono le azioni concrete più delle semplici enunciazioni di principio a fare la vera differenza. In un’era dove l’intelligenza artificiale sta sostituendo progressivamente l’intelligenza umana, diventa fondamentale riscoprire l’importanza del fattore umano nelle organizzazioni. L’esempio di Irisacqua – secondo Di Ruscio – deve diventare modello di realtà pubblica efficace non solo sul piano gestionale ma soprattutto nella cura del capitale umano”.