Daniele Pecci dirige e interpreta Macbeth, una delle più rappresentate e conosciute tragedie di William Shakespeare. Lo spettacolo andrà in scena per cinque serate nel Circuito ERT: martedì 2 dicembre al Teatro Miotto di Spilimbergo, mercoledì 3 al Teatro Modena di Palmanova, giovedì 4 al Teatro Sociale di Gemona del Friuli, venerdì 5 al Teatro Candoni di Tolmezzo e sabato 6 al Teatro Ristori di Cividale del Friuli. Tutte le serate avranno inizio alle 20.45. Sui palchi regionali Daniele Pecci vestirà i panni di Macbeth e al suo fianco Sandra Toffolatti sarà Lady Macbeth; il cast è completato da Duccio Camerini, Vincenzo De Michele, Michele Nani, Gabriele Anagni, Mauro Racanati, Giovanni Taddeucci, Giorgio Sales, Silvio Laviano, Pier Paolo De Mejo, Lorenzo Rossi e Tommaso Tampelloni.
Macbeth, scritta da Shakespeare nel 1606, mette in scena le fatali conseguenze fisiche e mentali dell’ambizione e della sete di potere. Il dramma racconta l’ascesa e la caduta del generale scozzese Macbeth che uccide il re Duncan per conquistarne il trono. Accanto a lui, Lady Macbeth guida e rafforza delle scelte che porteranno entrambi alla rovina personale e politica.
“Ciò che è fatto, non si può disfare” perché l’atto stabilisce un punto di non ritorno. Questo accade nel Macbeth: una volta entrati nel sangue bisogna per forza proseguire in una spirale che non può avere fine. È un incubo dal quale ci si vorrebbe svegliare, ma ad un certo punto diventa difficile districarsi fra stato di veglia e sonno. Nella più esoterica delle tragedie shakespeariane, il “viaggio” non può che essere all’interno della mente, dell’inconscio, del sogno del protagonista. Desolate lande metafisiche, tramonti surreali di sangue, paesaggi distorti, deformati dal sogno, rappresentano il tentativo di un’indagine sulla natura omicidiaria dell’uomo.
Per Daniele Pecci questo lavoro è un ritorno a Shakespeare, dopo la fortunata edizione dell’Amleto nella stagione 2016/2017. L’attore romano è stato protagonista nel Circuito ERT la scorsa stagione nei panni di Oscar Wilde in Divagazioni e Delizie. La sua carriera teatrale inizia, da giovanissimo, nel 1990, mentre la notorietà presso il grande pubblico giunge a metà degli anni 2000 grazie a serie e fiction di successo (Il bello delle donne, Orgoglio) e a partecipazioni a diversi film (tra gli altri: Fortapàsc di Marco Risi, Mine vaganti di Ferzan Özpetek, Manuale d’amore 3 di Giovanni Veronesi). In teatro è stato diretto da importanti registi, tra i quali Giuseppe Patroni Griffi (Questa sera si recita a soggetto, Sei Personaggi in cerca d’autore, Cyrano de Bergerac), Gabriele Lavia (Medea), Paolo Valerio (Il bicchiere della staffa, Lezioni di cucina di un frequentatore di cessi pubblici, Pericle Principe di Tiro), Alessandro D’Alatri (Scene da un matrimonio), Patrick Rossi Gastaldi (Kramer contro Kramer), Guglielmo Ferro (Il fu Mattia Pascal). Numerose anche le sue regie teatrali da Carlo Goldoni, Eugène Ionesco, Ingmar Bergman e William Shakespeare.
Maggiori informazioni al sito ertfvg.it.