ANCORA UNA VOLTA VIGNAPR CI FARÀ ATTENDERE IL NATALE NEL MODO MIGLIORE

foto di Simone Di Luca
Quale modo migliore per aspettare le Festività imminenti se non deliziandoci a riascoltare e a vedere questo gruppo eccezionale e conosciuto in tutto il mondo.
C’è poco da dire: si deve raccontare almeno qualcosa sul Gospel. Nato a cavallo tra il 1700 e il 1800, le sue radici si fondono e si perdono nella comunità schiava africana deportata negli Stati Uniti, dove ritrovava nei suoi canti inni religiosi e spirituali in ricordo delle loro origini.

Nella sua evoluzione, il Gospel è il principale sottotipo di un genere musicale che ha influenzato maggiormente tutta la musica moderna, a partire dal Jazz e dal Blues. Vi sono molti punti in comune ereditati da questi due generi, facciamo un esempio: il call and response, – tecnica molto conosciuta nel Jazz – proviene proprio da questi inni in cui il solista richiedeva e chiamava il coro a riprendere ciò che cantava, come le armonie di alcune melodie dove la ricchezza di accordi e progressioni armoniche sono state riprese sia dal Jazz che dal Blues. E su quest’ultimo più che altro diremmo che vi fu la tendenza del singolo artista come BB King in rialzi tematici, riprendendo da loro la chiave in fa diesis tipico del loro genere; soprattutto le tematiche riportate laicamente a infondere nell’ascoltatore quella carica e tensione emotiva frammista di speranza e tristezza della sofferenza che sprigiona molte volte il Blues.

Non per nulla, essendo il precursore di tutta la nostra musica il Gospel è amato in tutto il mondo, ha un significato profondo ancora per tutti noi e non ci possiamo dimenticare che anche se ascoltati 1000 e 1000 volte certi inni, brani, canzoni (termine inesatto ma a volte appropriato), restano nel nostro immaginario collettivo. Sopratutto a Natale.

Questa sera non vi era esattamente il “Dream Gospel Choir ma gran parte del “Dream Gospel Voices ” che è, diciamocelo francamente, l’elitè dei “Dream Gospel Choir from Harlem”, acclamato dalla critica come uno dei cori più interessanti e dinamici della scena Gospel contemporanea.
Per noi, avendo assistito a un’altra formazione dei “Dream Gospel Choir from Harlem” l’altro anno, stasera ci ha sbalordito, lasciato a bocca aperta, mani spellate dagli applausi e voce roca a cantare con loro.

Qui si parla della vera eccellenza del Gospel moderno nel più stretto significato: non vi sono le usuali, sempre identiche classiche canzoni come “”When the Saints”, ma una accurata scelta di brani, anche di classici Gospel come “Amazing Grace” – che a molti forse non sarà sembrato nemmeno essere stata cantata -ricostruiti, arrangiati in maniera superba: le impostazioni vocali hanno offerto poi un nuovo ascolto al Gospel stesso in quanto tale.
La loro direzione artistica e regia mettono in risalto una fusione tra elementi tradizionali e innovativi di questo genere musicale, ma in questo caso superano la barriera della perfezione; gli adattamenti sono unici e nuovissimi, la freschezza che riescono a trasmettere in questi brani è eccezionale, sembrano tutt’altro che Gospel – anche se questa è la nuova strada di questo antichissimo modo di pregare e fare musica – , soprattutto nel primo tempo dello spettacolo, sembrano nati da partiture diverse e inascoltate, più vicine a una nuova realtà musicale attuale.

Il coro è formato da talenti indiscutibili, due soprano, un contralto, un tenore superbi, che provengono dai più celebri cori storici di Harlem che il “Choir” ha fatto propri, trasformandoli in una struttura narrativa coerente che attraversa meditazione, rivelazione, festa e celebrazione nel suo repertorio che assume tonalità di secoli percorrendo nuove strade tematiche: davvero innovativo. Questo complesso di eccezionali cantanti si fonda su vocalità di altissimo livello anche singolarmente ma non rimane statico della composizione del gruppo: quando ci si esibisce anche in un assolo, viene poi subito ripreso in perfetto sincrono quasi fosse un fiume canoro e i controcanti, soprattutto nella terza canzone proposta musicale.

Perfettamente fluido e senza pause ha anche un altro potente strumento che rende eccezionale questo spettacolo, l’unione del coro con una band composta da basso-chitarra, tastiere e batteria di livello più che egregio, come pure lo spettacolo nello spettacolo: se la prima parte era più “lirica”, esplosiva sia per vocalità e novità, nella seconda, i cantanti con abiti più vicini alla vecchia cultura Gospel, hanno “interpretato” l’attesa del figlio di Dio, fatta di gestualità per la storia della natività, portando lo spettacolo in un crescendo ininterrotto creando un ambiente sonoro ricco di sfumature, aprendo spazi alle voci e sostenendo i momenti più intensi senza mai oscurare il coro. Sforando la “quarta parete” del teatro stasera: il pubblico ha partecipato attivamente assieme a loro per creare una vera anticipazione delle prossime festività.

Di fatto il “Dream Gospel Choir” o meglio “Voices” ci ha fatto alzare dalla poltrona e strabuzzare gli occhi e incantare la mente per questo spettacolo che non ha più nulla o quasi a che vedere con i soliti triti e ritriti Gospel: lo spettacolo ha assunto nuove spiritualità, nuove emozioni per lo spettatore, che sicuramente non se lo aspettava ma ne è rimasto incantato e ha seguito questo coro e i suoi musicisti nel ritmo, nella condivisione della musica stessa e acclamando a gran voce questi meravigliosi ed ottimi cantanti. Infatti, ricordiamo che per entrare a far parte di questo gruppo, i giovani promettenti devono passare rigorosi provini: nulla è lasciato al caso ed è giusto che sia così perché il “Dream Gospel Choir oh Harlem”, visto l’impatto mediatico mondiale ha deliziato ospiti illustri. Si sono esibiti al cospetto di vari Presidenti degli Stati Uniti per cantare per loro in eventi pubblici, e pure da due Papi: Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI°. Il risultato di questo eccezionale lavoro di innovazione li ha portati, grazie alla loro versatilità, ad essere riconosciuti quali espressione del Gospel più raffinato che definiamo moderno ed innovativo, oltre che ad una fama mondiale più che giustamente indiscussa.

Ogni loro spettacolo rappresenta un sogno emozionante tra la tradizione afroamericana delle “Chiese Nere” a quella delle musicalità espressive vocali che nel complesso riportano ad un collettivo corale e d’assolo alla musica originaria, portando l’originalità dell’evoluzione del Gospel fino ad oggi.
Le loro collaborazioni musicali spaziano da artisti come Ben Harper, Farrel Williams ad Andrè Rieu: un interscambio di tonalità, musicalità e armonie fondamentali provenienti dal passato che hanno accresciuto e ampliato la concezione musicale di modelli artistici e nello stesso tempo per il coro è stato un momento di radicamento musicale più consono ai nostri tempi senza stravolgere l’impostazione di base, le tonalità e la musicalità.

È stata una serata speciale a “Il Rossetti”: questo è veramente uno straordinario coro “Gospel”, presente questa sera al “Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”, e noi, uscendo portiamo con noi queste nuove tonalità che ci accompagneranno fino alle prossime Festività.
Un pubblico assolutamente entusiasta della loro performance che ha allietato i loro cuori che ha accentuato la loro voglia di un Natale sereno: uno spettacolo vigorosamente applaudito da prevedibile sold out.

Vogliamo ringraziare VignaPR che ci ha permesso di appassionarci, di liberare lo spirito dai pensieri quotidiani per una notte, preparando la nostra mente alle prossime Feste con nuove musicalità.