Domenica 4 gennaio 2026, alle 9.15 su Rai 3, torna in onda Bambini senza nome, lo speciale televisivo prodotto dalla Rai e dedicato ai diritti dell’infanzia, realizzato con i vincitori e le vincitrici del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. Il programma sarà inoltre replicato in prima serata, alle 21.20, su Rai 3 bis.

Bambini senza nome raccoglie le testimonianze delle giornaliste e dei giornalisti premiati dalla giuria presieduta da Marco Damilano. Sono inchieste che hanno scandagliato le periferie del mondo e i luoghi di marginalità dove i diritti dell’infanzia sono tra quelli più calpestati. Sono il frutto del giornalismo che approfondisce temi sociali e civili, ingiustizie e drammi che rischiano di passare inosservati. Condotto dalla giornalista Rai Manuela Moreno, Bambini senza nome è stato girato nei luoghi più suggestivi di Trieste e del suo golfo, che diventano parte integrante del racconto. Questa edizione si arricchisce inoltre del contributo di Flavio Insinna che, nel ruolo di narratore, interpreta alcune poesie legate ai temi affrontati dal programma.

Lo speciale rappresenta anche un’occasione per far conoscere al grande pubblico l’attività della Fondazione Luchetta, che da oltre trent’anni lavora in aiuto e a sostegno dei bambini e dei loro diritti. La presidente Daniela Schifani Corfini Luchetta ribadirà l’impegno della Fondazione nel promuovere il Premio, riconoscimento ispirato a Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, trucidati da una granata a Mostar il 28 gennaio 1994, e a Miran Hrovatin, colpito insieme ad Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994.

Anche Trieste, luogo di incontro e di confine, incrocio di culture e di religioni, diventa a sua volta una voce narrante speciale, facendo da quinta con la sua storia e la sua geografia al racconto dei vincitori e delle vincitrici del Premio. Le immagini dal mare al tramonto, quelle nella Grotta Gigante o nella Kleine Berlin, il complesso di galleria antiaeree sotterranee edificate nel corso della Seconda guerra mondiale sono solo alcuni degli esempi di un lavoro corale al quale hanno partecipato il Comune di Trieste, la famiglia Cattaruzza e l’equipaggio del rimorchiatore Centurion, la Fvg Film Commission, Promoturismo Fvg, il Teatro Stabile Sloveno/Slovensko Stalno Gledališče, il Club Alpinistico Triestino e l’Unione degli Istriani e il Museo di Carattere Nazionale.