UN TEATRO PIENO DI RAGAZZI, FRA STORIA, SCENA E IRONIA, PER RICONOSCERE LA PROPAGANDA E VACCINARSI DAL TOTALITARISMO

Si è trasformato in un grande laboratorio di pensiero critico, capace di coinvolgere e interrogare quasi cinquecento fra studenti e insegnanti delle scuole, ieri, l’Auditorium Concordia di Pordenone.

Ventitré classi provenienti dai licei Leo Major, Grigoletti, Kennedy, Galvani e una classe dell’Istituto Pujati di Sacile hanno preso parte all’incontro “Come parla il perfetto dittatore”, tappa del progetto “Uguali/Diversi” promosso dall’associazione Thesis con la collaborazione del Comune di Pordenone e il sostegno di Banca 360 e Fondazione Friuli.

Sul palco, la seguitissima divulgatrice Flavia Trupia e l’attore Enrico Roccaforte hanno guidato il pubblico in un percorso serrato e coinvolgente sulle strategie della comunicazione manipolativa. Attraverso esempi storici e contemporanei, la scena teatrale si è fatta strumento di analisi: parole, gesti, toni e posture – da Mussolini a Putin, passando per Khomeini o Pinochet – sono stati scomposti per mostrare come il potere costruisce consenso, seduce e talvolta opprime. Un viaggio che ha messo in guardia dai rischi del fascino dell’“uomo forte”, ricordando quanto la democrazia, oggi più che mai, abbia bisogno di cittadini consapevoli.

Il momento più partecipato è arrivato nel finale, quando gli studenti sono stati chiamati a mettersi in gioco scrivendo, collettivamente, il discorso di un dittatore immaginario pronto a invadere lo Stato fittizio di Tomania, in un chiaro omaggio al capolavoro di Charlie Chaplin. Un esercizio ironico ma potentissimo – la platea si è inventata l’assurda e improbabile necessità di aggredire lo Stato per “salvare” la popolazione dagli orsi polari cattivissimi- che ha permesso ai ragazzi di riconoscere dall’interno i meccanismi della propaganda e imparare a non lasciarsene abbindolare.

L’incontro si inseriva nella quarta edizione di “Uguali/Diversi”, progetto di cittadinanza attiva curato per Thesis da Emanuela Furlan, che continua a crescere nei numeri (quest’anno sono 138 le classi partecipanti in diversi istituti della regione, il 25 in più rispetto all’anno precedente) e nell’impatto sul territorio, confermandosi uno spazio vivo di confronto tra scuola, cultura e comunità.