Paoletti:” Dalle recenti norme regionali arriverà un ulteriore impulso positivo sul fronte dell’occupazione in vari settori” Da Pozzo: “Iniziare l’anno con una tendenza in crescita per gennaio ci dà fiducia ma non dobbiamo sottovalutare il momento geopolitico internazionale”

A livello nazionale la domanda complessiva di lavoro risulta sostanzialmente invariata rispetto a gennaio 2025 (-0,6%), pur evidenziando dinamiche diverse tra i vari comparti economici. Per il mese di gennaio, le imprese prevedono di stipulare circa 527.000 contratti di lavoro, cifra che sale a oltre 1,4 milioni considerando l’intero primo trimestre dell’anno (gennaio-marzo). La domanda complessiva di lavoro risulta sostanzialmente invariata rispetto a gennaio 2025 (-0,6%), pur evidenziando dinamiche diverse tra i vari comparti economici.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.

Sempre in ambito nazionale le prospettive appaiono incoraggianti nel settore primario, dove si registra un incremento del 6,5%, mentre il comparto dei servizi mantiene una sostanziale stabilità (+0,1%). Di segno opposto le previsioni dell’industria, caratterizzata da maggiore cautela (-3,5%), con particolare riferimento al manifatturiero (-4,6%) e, in forma più contenuta, alle costruzioni (-1,3%). Diminuisce di oltre 3 punti percentuali la difficoltà di reperimento (45,8% rispetto a 49,1% di gennaio 2025).

Per il mese di gennaio, le imprese prevedono di stipulare circa 527.000 contratti di lavoro, cifra che sale a oltre 1,4 milioni considerando l’intero primo trimestre dell’anno (gennaio-marzo). La domanda complessiva di lavoro risulta sostanzialmente invariata rispetto a gennaio 2025 (-0,6%), pur evidenziando dinamiche diverse tra i vari comparti economici.

Per il Friuli Venezia Giulia la tendenza è con il segno “+” e circa un quinto delle imprese risulta intenzionato ad assumere per un totale di circa 11.000 entrate per circa ¼ con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Le assunzioni avranno luogo soprattutto nel settore dei Servizi (6.510); 3.010, invece, saranno le entrate nell’industria manifatturiera e le public utilities, 870 quelle nelle Costruzioni.

Nell’ambito dei Servizi si evidenziano i Servizi alle imprese (2.470 entrate), il Turismo (1.470), mentre il Commercio e i Servizi alla persona sfiorano le 1.300 unità. Le imprese, peraltro, nel 62% delle entrate richiedono una esperienza professionale specifica o nello stesso settore e nel 56% dei casi prevedono di avere difficoltà a reperire i profili desiderati.

“Il 2025 è stato un anno in crescita per questi territori – commenta Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia – e in particolare le condizioni per fare impresa e creare occupazione sono ulteriormente migliorate grazie alle norme e alle messe in campo dalla regione Friuli Venezia Giulia in affiancamento al lavoro delle imprese. In particolare, sul fronte lavorativo, sono convinto che la recente norma fortemente voluta dall’assessore regionale al Lavoro, Università, ricerca, Alessia Rosolen, proprio a sostegno dell’occupazione, in questo 2026 darà un ulteriore sostegno positivo a favore della crescita occupazionale nel Friuli Venezia Giulia. Come saranno indubbiamente positive le ricadute generate dal nuovo Codice integrato per il Commercio e il turismo promosso dall’assessore regionale alle Attività produttive e al turismo, Sergio Emidio Bini”.

“Iniziare l’anno con una tendenza in crescita per gennaio ci dà fiducia – commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo -. Certo, non dobbiamo sottovalutare il momento geopolitico internazionale quanto mai mutevole e che si riflette anche sulle previsioni di assunzione dell’intero prossimo trimestre, gennaio-marzo, in cui quasi tutti i settori prevedono diminuzione, tranne i servizi e in particolare il turismo che continuano fortunatamente a prevedere crescita e a trainare anche a livello occupazionale». Per il presidente Da Pozzo, “è fondamentale ribadire anche con l’anno nuovo l’importanza dell’alta formazione tecnico-scientifica e la formazione di professionalità specialistiche qualificate: come enti camerali siamo in prima linea per sostenere scuole come gli Its, che permettono di formare giovani competenti in comparti in cui le imprese hanno necessità di assumere”.