A 30 anni dalla morte di Leonor Fini (Buenos Aires, 30 agosto 1907 – Parigi, 18 gennaio 1996) domenica 18 gennaio dalle 10 alle 12.15 allo Studio Tommaseo di via del Monte 2/1, Trieste Contemporanea ricorda la grande artista con l’evento Preview Leonor Fini, da Trieste in poi.
Un appuntamento intimo pensato per piccoli gruppi di visitatori (previa prenotazione) per restituire in forma multimediale il capitolo Primo quadro della biografia Leonor Fini, da Trieste in poi scritta da Corrado Premuda, una coedizione Comunicarte Edizioni e Trieste Contemporanea a cura di Massimo Premuda. L’evento è la presentazione in anteprima del libro di cui inizierà la distribuzione nella seguente settimana.

La voce dell’attore Paolo Fagiolo guiderà il pubblico alla scoperta del libro, come in un booktrailer, accompagnandolo all’interno del capitolo dedicato all’infanzia e all’incontro con lo scrittore Italo Svevo. Mentre alcune suggestive immagini tratte dal volume saranno proiettate.
Si tratta di un’ulteriore occasione di valorizzazione della figura della Fini pensato da Trieste Contemporanea che negli anni, oltre a custodire nella sua Biblioteca il prezioso Fondo Corrado Premuda sull’artista, ne ha approfondito la conoscenza con l’evento annuale Festa segreta per Leonor Fini, ma anche realizzando con Videoest il documentario Mais où est Leonor? (2009), con la regia di Giampaolo Penco e la collaborazione di Premuda, e sostenendo la pubblicazione del libro per ragazzi Un pittore di nome Leonor (Editoriale Scienza, 2015), sempre di Premuda.
A 30 anni esatti della scomparsa, viene così distribuita al pubblico la prima biografia italiana sull’artista, scritta dal giornalista e docente Corrado Premuda (Trieste, 1974-2022), che negli anni ha dedicato testi teatrali, articoli e studi alla Fini, e della quale ha anche tradotto e curato Murmur, fiaba per bambini pelosi (Edizioni Arcoiris, 2014).Leonor Fini, da Trieste in poi è una biografia documentatissima sull’artista con un focus preciso sul periodo forse meno conosciuto, ma decisivo, della sua biografia, la sua infanzia e adolescenza trascorse a Trieste, momento cruciale per la formazione della pittrice che del capoluogo giuliano dirà: “Tutto il mio mondo, il mio vocabolario pittorico era lì, già scritto in quella città”.
Nasce così un racconto corale a più voci che si concentra sulla giovinezza passata a Trieste ma che ripercorre anche l’intera vita attraverso le frequentazioni e relazioni triestine che intrattiene fino all’ultimo dei suoi giorni, da Italo Svevo a Bobi Bazlen, da Leo Castelli a Gillo Dorfles, dal cugino Oscar de Mejo all’amico fraterno Arturo Nathan.
Dalle lettere, interviste e battute emerge una cronaca vivace sostenuta da reali testimonianze che proprio nel ricorrente utilizzo del dialetto triestino ci fanno immergere in questo mondo finiano infarcito di Liberty e cannella e, parafrasando Marlene Dietrich, di “buone maniere e cattivi pensieri”.
Un’artista e un personaggio che della teatralità aveva fatto il suo segno distintivo, saltando sfrontatamente dal sacro al profano, ispirando da una parte con la sua mondana maschera da civetta l’ultimo capitolo dello scandaloso romanzo del 1954 Histoire d’O di Pauline Réage, e dall’altra inducendo Gillo Dorfles a definirla “un mostro sacro”, “un vero talento” che riuscì ad emergere in tempo grazie a uno studiato “apparato mondano-intellettuale” e a “le sue (ben calcolate) stranezze, come il fatto di ricevere nuda, et similia”, o ancora orientando Premuda a condensare icasticamente così il suo percorso: “Un personaggio la cui vita s’identifica con l’arte, al punto da renderla musa e prima spettatrice di se stessa”.
Ma le celebrazioni finiane non finiscono qui, infatti sabato 24 gennaio alle 17 Trieste Contemporanea si trasferirà alla Villa Bassi Rathgeb, il museo civico di Abano Terme (Padova), in cui è in corso la grande mostra Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento, visitabile fino al 15 marzo 2026. Sarà questa l’occasione per un incontro di approfondimento sul rapporto fra Leonor Fini e il teatro, in cui Massimo Premuda dialogherà con il regista Alessandro Marinuzzi, intervallato da letture dell’attore Paolo Fagiolo dalla biografia Leonor Fini, da Trieste in poi di Corrado Premuda sul focus Leonor Fini costumista e scenografa, a cui seguirà la proiezione Mais où est Leonor? (Italia, 2009, 32’), documentario realizzato da Trieste Contemporanea e Videoest, con la regia di Giampaolo Penco e la collaborazione dello stesso Premuda.
Corrado Premuda (Trieste, 1974-2022) ha dedicato a Leonor Fini diversi studi e saggi, nonché numerosi articoli per le pagine culturali de Il Piccolo e tanti altri scritti e materiali, quali la cura della prima traduzione in italiano del romanzo Murmur di Leonor Fini (Edizioni Arcoiris, 2014), il libro Un pittore di nome Leonor (Editoriale Scienza, 2015), il capitolo La madre segreta in Trieste senza bora (Watson Edizioni, 2021), i testi teatrali Guardiana dei sogni. Variazioni su Leonor Fini (2009) e Leonor nella stanza fantastica (2022), nonché le prime edizioni degli incontri di approfondimento Festa segreta per Leonor Fini e il film Mais où est Leonor? (2009), un documentario sulla Fini realizzato da Trieste Contemporanea e Videoest, con la regia di Giampaolo Penco e la collaborazione dello stesso Premuda.
Paolo Fagiolo, diplomato all’Accademia Nico Pepe di Udine, ha completato la sua formazione d’attore presso l’Accademia Nazionale d’Arte di Minsk (Bielorussia). Dal 1996 ha lavorato in teatro e cinema, sia in produzioni tradizionali che d’innovazione, con registi italiani e stranieri, fra cui: Serena Sinigaglia, Gabriele Salvatores, Alessandro Marinuzzi, Fabrizio Arcuri, Cesare Lievi, Franco Però, Guillermo Pisani, Valerij Raevskij, Gabriele Vacis, Giuseppe Emiliani, Antonio Calenda, Damir Frey, Carmine Elia, Matteo Oleotto, Alberto Fasulo e Laura Samani. È interessato all’evoluzione delle modalità comunicative ed espressive del teatro e collabora con vari gruppi e collettivi, quali: LabX, DobiaLab, Atopos e NovaDroga, di cui è cofondatore.
Massimo Premuda, giornalista e curatore triestino, si occupa di arte contemporanea dal 2002. Dopo esperienze lavorative al Museo Revoltella di Trieste, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, alla Moderna Galerija e all’Istituto Italiano di Cultura di Ljubljana, dal 2011 lavora per l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, curando la programmazione del Museo Carà. Dal 2012 al 2024 si è occupato dell’attività di DoubleRoom arti visive, spazio non profit triestino che conservava l’archivio del Gruppo78. Dal 2013 è il presidente della Casa dell’Arte di Trieste e dal 2016 è il vicepresidente del Curatorio del Museo Revoltella. Nel corso del 2025 ha curato insieme a Katarina Brešan il progetto espositivo del Goriški muzej Vladimir Makuc, in tutte le direzioni, sei mostre omaggio dedicate al maestro nel centenario della nascita fra Slovenia e Italia.
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