Danza, seta, merletto incontrano il contemporaneo, in un progetto artistico che trasforma la tradizione in forza collettiva contro la violenza di genere

Sensibilità, tempi condivisi e lo sforzo congiunto di un grande numero di persone, prevalentemente donne, ma anche istituzioni, organizzazioni culturali e sociali, unite da un unico obiettivo: supportare la diffusione di una cultura di contrasto alla violenza di genere. Un progetto di arte relazionale in cui danza popolare, merletto e seta, tradizioni proprie di questo territorio di confine, intrecciano la ricerca artistica contemporanea.

Inaugura sabato 31 gennaio alle 11.00 alla Galerija Gong di Nova Gorica (Slovenia) la mostra conclusiva del progetto Fili continui. Trame e intrecci di cura al confine, progetto ideato dall’artista Giulia Iacolutti e prodotto dall’associazione culturale Etrarte, con la curatela di Rachele D’Osualdo. La mostra sarà visitabile fino al 14 febbraio a ingresso libero con i seguenti orari: il mercoledì e il giovedì dalle 16 alle 19, il venerdì dalle 12 alle 16 e il sabato dalle 10 alle 13. Info: www.associazionetrarte.it

L’iniziativa si inserisce nelle iniziative finanziate dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito di GO!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, è supportato dalla Commissione pari opportunità del Comune di Udine e vanta la collaborazione culturale e operativa di importanti partner.

Il progetto

Fili Continui si è sviluppato nell’arco di un anno, coinvolgendo un gruppo eterogeneo di circa 40 donne tra Gorizia e Nova Gorica. Nella prima fase laboratoriale e discorsiva, realizzata con alcune donne vittime di violenza assistite dal centro S.O.S. Rosa di Gorizia e operatrici dello stesso centro, Iacolutti ha guidato il gruppo verso l’individuazione di dieci parole fondamentali che descrivono ciò che le donne coinvolte ricercano in una relazione sana, non specificatamente romantica come spazio, giustizia, armonia, voce.

Questi vocaboli sono poi stati affidati alla cura delle Maestre della Scuola Merletti di Gorizia, le cui sapienti mani hanno realizzato attraverso la tecnica del merletto a fuselli altrettanti manufatti rappresentanti queste parole. Applicati su foulard in seta, sono esposti in mostra su una struttura divenuta parte integrante dell’installazione artistica: un’architettura, disegnata in collaborazione con Antônio Frederico Lasalvia, si fa metafora dello spazio domestico, che troppo spesso da luogo sicuro si fa teatro di violenza, e che ingaggia lo spettatore in un movimento di attraversamento e visione circolare. Una serie di fotografie in bianco e nero scattate da Iacolutti ritrae alcuni di questi foulard indossati dalle danzatrici del gruppo folkloristico Santa Gorizia lo scorso ottobre in occasione della performance pubblica tenutasi in piazza Transalpina, nel simbolico confine tra Gorizia e Nova Gorica che rappresenta l’unione tra comunità e il superamento di confini. In essa, un ballo tradizionale di corteggiamento si è trasformato in un movimento di condivisione e sorellanza che ha messo al centro le donne, dando loro visibilità e ascolto. La performance è presente in mostra attraverso la video documentazione realizzata da Claudio Cescutti.

Il 31 gennaio alle ore 14.00, dallo spazio della mostra, l’artista Giulia Iacolutti e la curatrice Rachele D’Osualdo dialogheranno con Radio Robida, approfondendo il progetto in diretta radiofonica.  Concluderà infine il progetto un ultimo appuntamento:  la presentazione del catalogo, che si terrà il 20 marzo 2026 presso la sede di IOTUNOIVOI Donneinsieme a Udine.

Note sul progetto e i curatori

“Fili Continui. Trame e intrecci di cura al confine” è un progetto di Giulia Iacolutti, a cura di Rachele D’Osualdo. Prodotto da Etrarte, è realizzato in partnership con S.O.S. Rosa ODV, ERPAC / Scuola Merletti di Gorizia, Galerija GONG, Robida, Gruppo Folcloristico Santa Gorizia, Arearea, IOTUNOIVOI Donneinsieme. Con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Iosonofriuliveneziagiulia, e della Commissione Pari opportunità del Comune di Udine.

Giulia Iacolutti (1985) esplora forme visive atte a sovvertire schemi normalizzanti per mezzo della fotografia, la performance, il video e le pratiche partecipative. Formata tra Venezia, Milano e Città del Messico, ha vinto premi come Metamorfosi 2025 con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga; Premio Mila 2024 per la fotografia contemporanea, e Bastianelli 2020 come miglior libro d’artista. È stata beneficiaria dei bandi ministeriali Strategia Fotografia, Refocus, PAC Piano per l’Arte Contemporanea (MiC) e Italia Inclusiva (MAECI). Le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero (PAC, MART, Triennale, MUAC, Kunsthalle Darmstadt), e sono parte di collezioni pubbliche e private (Collezione Donata Pizzi, Munaf, Musei Civici di Udine). Ha pubblicato Casa Azul (2019) e I don’t care (about football) (2023), finalista al Author Book Award 2023 (Arles). Dal 2024 fa parte del collettivo The Glorious Mothers.

L’Associazione culturale ETRARTE, con sede a Udine, promuove la ricerca artistica contemporanea con progetti che si sviluppano in tutto il territorio regionale del Friuli Venezia Giulia, ma che sempre più spesso sconfinano in termini disciplinari e geografici. Ha coinvolto, nell’arco di 20 anni, oltre 300 artisti, con progettualità sempre più complesse, che hanno ricevuto importanti finanziamenti pubblici e privati e un crescente interesse da parte delle comunità cui si rivolgono.

ETRARTE persegue una produzione artistica basata sulla partecipazione e sulla creazione di reti territoriali: collabora con istituzioni pubbliche e private, scuole, cooperative sociali, associazioni culturali, mettendo in relazione artisti professionisti e comunità per realizzare progetti che, oltre alla produzione artistica, abbiano un impatto in termini di promozione dell’inclusione sociale e del benessere psico-fisico delle persone, formazione, rigenerazione urbana, valorizzazione culturale e turistica dei luoghi.