I CONCORSI, TSFF INCONTRI, I FUORI CONCORSO, LA RETROSPETTIVA “IL SECONDO TURNO-COMPAGNE AL LAVORO”, I Q&A AL CAFFÈ SAN MARCO INCONTRI CON GLI AUTORI, LE AUTRICI, E LE/GLI OSPITI DEL FESTIVAL
Oggi alle 11:00 all’ANTICO CAFFÈ SAN MARCO cominciano i Q&A INCONTRI CON GLI AUTORI, LE AUTRICI E LE/GLI OSPITI DEL FESTIVAL con Kukla (regista Fantasy), Ketevan Vashagashvili (regista 9-month contract), Karina Kostyna (produttrice Silent Flood).
Contemporaneamente al Politeama Rossetti, nell’ambito di TSFF INCONTRI, si terrà il talk THE SKY IS GLOWING ABOVE SLOVENIAN ALTERNATIVE MUSIC a cura di Meridiano 13 con Boris Benko, Petar Stojanović in conversazione con Mitja Stefančić (ingresso libero). L’arte indipendente e la musica alternativa sono state una parte essenziale della cultura slovena negli anni ’80 e ’90, la cui influenza si percepisce ancora oggi. L’eredità di questo movimento artistico e la sua continua rilevanza saranno esplorate in un incontro che vedrà la partecipazione di membri di spicco di band slovene come Silence e Kontradikshn. Racconteranno le loro esperienze e discuteranno cosa significa essere un musicista professionista nella Slovenia contemporanea. La discussione verterà su diversi temi: dall’eredità degli anni ’80 (Laibach, Borghesia, Demolition Group) nella musica slovena contemporanea; a un’esplorazione dei principali canali attraverso cui creare e promuovere musica in Slovenia; e infine, alla continua rilevanza non solo dei centri culturali istituzionali (come il Cankarjev dom di Lubiana), ma anche dei centri indipendenti (come i “mladinski centri”) e dei locali rock (Metelkova a Lubiana, MKNŽ a Ilirska Bistrica, Mostovna a Nova Gorica) e della loro importanza nel plasmare la musica e l’arte alternativa slovena.

Le proiezioni iniziano alla stessa ora al Cinema Ambasciatori con una prima selezione di film (durata 71′) che inaugura la retrospettiva “Il secondo turno – Compagne al lavoro” curata dal critico cinematografico Călin Boto. Questa sezione riporta oggi sul grande schermo immagini, storie, ritratti che raccontano le donne al lavoro, a partire da quando l’industria cinematografica iniziò a riprendere, ovvero dai primi film in era comunista ambientati nelle fabbriche, tra operai e operaie. Infatti, il comunismo (o i comunismi) dell’Europa orientale ha inaugurato delle politiche di genere che hanno fatto epoca. Da allora, come mai prima, tutte le donne ricevettero uguali diritti e la promessa delle stesse opportunità. Grazie a titoli riscattati dagli archivi, la retrospettiva oggi cerca un legame, anche critico e polemico, con il nostro presente attraverso una rassegna di corpi, desideri, ribellioni, e fatiche che la storia non ha del tutto elaborato: tredici cortometraggi e film di media durata sulle donne e sul lavoro manuale durante il comunismo, in una traversata di Paesi, decenni, ideologie e visioni. Riprese che hanno colto il “doppio fardello” delle donne, operaie al lavoro e film realizzati da registe, prodotti in gran maggioranza da istituzioni piuttosto “secondarie” dell’industria cinematografica dell’est – studi specializzati nella produzione di documentari, di cortometraggi, scuole di cinema – in modi diversi (da un punto di vista politico, estetico, lavorativo, etico) rispetto alla produzione cinematografica mainstream. Il tema finì per essere un genere a sé, con retoriche ricorrenti: la sezione intende, con spirito di ricerca, rielaborare e presentare una celebrazione cinematografica e formale, per immaginare oggi la fine del “secondo turno”. Alle 14:00 si terrà la proiezione del secondo programma di questa sezione (durata 95’).

Contemporaneamente alle 14:00 al Rossetti per il concorso lungometraggi si potrà vedere in anteprima italiana ELENA’S SHIFT/ Il turno di Elena di Stefanos Tsivopoulos (GR, 2025, col., 101’). Atene, 2013. Elena, una madre single rumena, lavora di notte pulendo le stazioni della metropolitana. Quando viene licenziata ingiustamente, il suo spirito attivista si riaccende e unisce le forze con l’avvocata Yota, per affrontare i suoi datori di lavoro corrotti. Anteprima al Tallinn Black Nights Film Festival.
Sempre al Rossetti alle 16:00 proietteremo una selezione di cortometraggi in concorso: in anteprima nazionale SUNNY di Andreea Parfenov (RO, 2025, col., 21’); la prima italiana di CHŁODNO/ Coldness di Lena Jaworska (PL, 2025, col., 30’); TRAJE VELIKO FINALE/ Gran finale di Luka Galešić (HR, 2025, col., 16’), una prima assoluta e infine LAST TROPICS/ Ultimi tropici di Thanasis Trouboukis (GR, 2025, col., 20’).

Alla stessa ora al Cinema Ambasciatori per il concorso documentari proponiamo ELECTING MS SANTA/ L’elezione di Miss Babbo Natale di Raisa Răzmeri (MD, 2025, col., 96’). In un remoto villaggio moldavo, Elena, 42 anni, sfida le convenzioni sociali e familiari per inseguire i suoi nuovi sogni e prendere in mano la propria vita. Electing Ms Santa, tra i progetti presentati nel 2025 a “Last Stop Trieste”, è il primo lungometraggio documentario della regista, presentato in anteprima all’ultimo festival di Tallinn e sarà proiettato a Trieste in anteprima nazionale.


Alle 18:00 ben tre appuntamenti. Alla Libreria Ubik si terrà l’incontro VIAGGIO AL CENTRO DELLE PERIFERIE a cura di Meridiano 13 con Eleonora Sacco e Giorgia Spadoni in conversazione con Martina Napolitano (ingresso libero) in cui convergeranno le storie di Yemen e Bulgaria. Entrambi Stati dal passato socialista e periferie di un Impero, hanno intessuto relazioni con l’URSS e il resto del mondo mentre lo sguardo degli altri continenti era fisso altrove. Le loro storie, scevre da orientalismi e stereotipi, svelano prospettive nuove e affascinanti. Eleonora Sacco e Giorgia Spadoni hanno trascorso lunghi periodi rispettivamente sull’isola di Socotra e nella città di Sofia, raccontandole in due libri. In dialogo con Martina Napolitano, proveranno ad avvicinare tra loro e al pubblico queste due mete.

Contemporaneamente al Cinema Ambasciatori si vedrà il film in competizione per il Premio Corso Salani PAUL À MAYERLING – UN PORTRAIT /Paul a Mayerling – un ritratto (I, 2025, col. & b-n / b-w, 78’) racconto personale e corale firmato da Antonio Pettinelli sulla figura del regista e sceneggiatore Paul Vecchiali, cineasta caparbio e passionale, sul set fino alla fine, in un faccia a faccia attraverso il tempo. Antonio Pettinelli è stato assistente volontario alla regia di Fellini ed è autore e regista di documentari e reportage. Questo lungometraggio, è stato presentato al Pesaro Film Festival e al MedFilm Festival.
Al Rossetti c’è il concorso lungometraggi con SBORMISTR/ Il maestro del coro di Ondřej Provazník (CZ – SK, 2025, col., 106’). Nella Repubblica Ceca dei primi anni ’90, la tredicenne Karolína ottiene un posto in un coro femminile di fama mondiale, raggiungendo la sorella maggiore. La sua voce cattura presto l’attenzione dell’ammirato ed enigmatico maestro del coro. Essere la prescelta le sembra un trionfo, finché non inizia a comprendere l’inquietante prezzo di quel privilegio. Premio alla Miglior Attrice a Karlovy Vary, qui in prima nazionale.

Sempre al Rossetti ma per la sezione Fuori Concorso alle 20:00 arriva in anteprima nazionale TWO PROSECUTORS/ Due procuratori di Sergei Loznitsa (F – DE – NL – LV – RO – LT, 2025, col., 118’). Già in concorso a Cannes e in shortlist agli EFA (poi in distribuzione italiana con Lucky Red). Dopo la partecipazione dello scorso anno (con il documentario “The Invasion”) che gli valse il premio Eastern Star 2025, il regista ucraino riporta lo spettatore nella fiction, precisamente in Unione Sovietica nel 1937. Migliaia di lettere di detenuti falsamente accusati dal regime vengono bruciate in una cella di prigione: contro ogni previsione, una di queste lettere arriva a destinazione, sulla scrivania del neonominato procuratore locale, Alexander Kornev, che farà tutto il possibile per incontrare il prigioniero, vittima di agenti corrotti della polizia segreta, l’NKVD.
Ritorniamo al concorso documentari alle 20:00 al Cinema Ambasciatori con la proiezione in prima nazionale QARTLIS TSKHOVREBA/ Il Regno di Kartli di Tamar Kalandadze e Julien Pebrel (GE – F – QA, 2025, col., 104’). In un fatiscente sanatorio di Tbilisi, famiglie di rifugiati lottano per conservare la casa e i sogni svaniti. Attraverso Tamuna, Irma e altri, il film esplora esilio, trauma e resilienza, mostrando che nulla resta uguale all’interno di Kartli. Il film è stato presentato all’IDFA 2025, dove ha vinto la Migliore regia e la Menzione speciale opera prima. Sempre per la stessa sezione alle 22:00 ci sarà in prima nazionale SOPRAVVIVERE A SHAKESPEARE di Inna Sahakyan e Ruben Ghazaryan (AM – NL, 2025, col., 94’). In una casa di riposo d’epoca sovietica, ormai fatiscente, un vivace gruppo di anziani si aggrappa alla vita mettendo in scena Shakespeare. Al di là delle porte del teatro, però, la solitudine resta in agguato, finché la linea tra dramma e realtà comincia a sfumare. Outliving Shakespeare è stato presentato in anteprima all’ultima edizione dell’IDFA di Amsterdam.

Chiude la giornata alle 22.15 al Rossetti BRAT/ Fratello di Maciej Sobieszczański (PL, 2025, col., 98’) in gara nella sezione lungometraggi. Dawid ha 14 anni e pratica lo judo. Quando suo padre finisce in prigione, inizia a combattere per la sopravvivenza della sua famiglia, tra relazioni complesse e la nascita, forse, di un nuovo nucleo familiare. Dopo l’anteprima all’ultimo Festival del cinema polacco di Gdynia, Brat è stato presentato ai festival di Varsavia e Cottbus; a Trieste sarà una prima nazionale.

EVENTI DA PRENOTARE / EVENTI EXTRA
MOSTRE & MUSEI
FINO AL 26 GENNAIO, SALA VERUDA, Passo Costanzi, Piazza Piccola 2
SULLE CORRENTI DELL’ARTE di Živorad “Zico” Mišić a cura di Associazione Culturale Giovanile Serba
La mostra multidisciplinare di Živorad “Zico” Mišić, intitolata “Sulle correnti dell’arte” è realizzata con il sostegno del Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo (sponsor principale: ZKB Banca, con il contributo di Fondazione Polojaz).
100 opere esposte tra tavole originali, cornici, realizzazioni digitali, racconti illustrati con personaggi reali o immaginari che attraversano epoche e luoghi, con particolare attenzione alla città di Trieste e ai suoi simboli.
Mišić, artista serbo ormai triestino d’adozione e figura di riferimento dell’Accademia del Fumetto, mette al centro del suo percorso Nikola Tesla. Attraverso le tavole della graphic novel Tesla: Il signore dei fulmini, l’esposizione non racconta solo l’infanzia dello scienziato, ma lo trasforma in un ponte tra realtà e fantasia, un filo conduttore che collega le diverse correnti artistiche e culturali esplorate da Mišić.
Orari: lun>dom 10-13/17-20
Prenotazioni alla mostra e alle visite guidate|[email protected] | info: www.acgstrieste.org
FINO AL 21 FEBBRAIO 2026, CIZEROUNO CAVÒ
YUGO LOGO a cura di Ognjen Ranković e Antonio Karača, in collaborazione con associazione Cizerouno – Cavò
L’associazione culturale Cizerouno ospita negli spazi del Cavò il progetto di ricerca visiva Yugo Logo. Per la prima volta fuori dai territori dell’ex Jugoslavia, i curatori Ognjen Ranković e Antonio Karača portano a Trieste una selezione di oltre 600 loghi storici. È un viaggio nella memoria grafica di un Paese che non esiste più, ma che ha lasciato un’eredità di design modernissimo e innovativo. La mostra dedica approfondimenti specifici al mondo del turismo, del teatro e del cinema, senza dimenticare un omaggio alle grafiche e alle designer donne che hanno contribuito a creare l’immaginario visivo dell’epoca. Un’occasione per riscoprire come loghi e marchi siano stati, a tutti gli effetti, tasselli fondamentali di una cultura collettiva.
Orari: lun>sab 17.30-19.30
Prenotazioni | [email protected]
FINO AL 24 GENNAIO, GALLERIA ECONTEMPORARY
Beyond Human Skin / Coabitazioni invisibili di Martina Martonsky
a cura di Elena Cantori, EContemporary in collaborazione con Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival
La mostra curata da Elena Cantori sposta l’obiettivo sulla natura profonda dell’essere umano. L’artista Martina Martonsky, artista italiana con una formazione in Gender Studies, ci invita a non guardarci più come individui isolati, ma come “olobionti”: organismi complessi che vivono grazie alla collaborazione con batteri e microrganismi invisibili. Attraverso video-arte, fotografia e animazione, la mostra esplora quella “pelle porosa” che ci connette all’altro e all’ambiente. Ispirandosi alle teorie ecologiste contemporanee, il lavoro di Martonsky spinge a riflettere sulla responsabilità che abbiamo verso il pianeta, partendo proprio dal riconoscimento delle infinite forme di vita che ospitiamo dentro e fuori di noi. La mostra è visitabile fino al 24 gennaio (orari: da lunedì a domenica 17-20).
Orari: lun>dom 17.00-20.00
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