Si rafforza ed estende fino al Giappone il processo di internazionalizzazione dell’alta formazione dell’Università di Udine. L’Ateneo friulano e il Kyoto Institute of Technology hanno istituito un doppio titolo di laurea magistrale congiunto. Per Udine in “Industrial engineering for sustainable manufacturing”, corso del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, per Kyoto in “Mechanophysics and Mechanodesign”. L’accordo è stato sancito dall’incontro, a Palazzo Antonini-Maseri, tra le delegazioni delle due università. Dal prossimo anno accademico 2026–2027, due studenti selezionati da ciascun Ateneo potranno trascorrere sei mesi di studio nell’università partner. Al termine del percorso biennale il titolo di laurea finale sarà valido sia in Italia che in Giappone.

Il doppio titolo congiunto è il coronamento di una consolidata e pluriennale collaborazione nella didattica e nella ricerca testimoniata da diverse pubblicazioni scientifiche in collaborazione. Da un anno è attivo un programma di mobilità studentesca (Jointech) tra Udine e Kyoto, che prevede lo scambio di studenti per soggiorni corti di due settimane o lunghi fino a tre mesi. Inoltre, l’anno scorso a Kyoto è stata organizzata congiuntamente una scuola estiva internazionale dedicata all’ingegneria metallurgica, a cui hanno partecipato studenti e docenti dell’Ateneo friulano.

Il corso di laurea magistrale in “Industrial engineering for sustainable manufacturing” è in lingua inglese. Forma professionisti in grado di operare come progettisti e manager nelle filiere industriali di settori come siderurgia e metallurgia, materiali da costruzione e chimica, della sostenibilità e dell’economia circolare, affrontando le sfide della minimizzazione dell’impatto ambientale, della digitalizzazione e dell’internazionalizzazione. Si articola in due percorsi: “Processing and environment/energy” e “Metals production and materials”. L’organizzazione didattica privilegia l’apprendimento attivo, il project based learning, l’attività laboratoriale e l’interazione con professionisti ed esperti aziendali.

All’incontro hanno partecipato, per l’Università di Udine, il prorettore, Giorgio Alberti, e il delegato d’ateneo all’internazionalizzazione, Enrico Salvati, assieme ai rappresentanti del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura: il direttore, Alessandro Gasparetto; il delegato all’internazionalizzazione, Stefano Miani; la coordinatrice del corso di laurea magistrale in “Industrial engineering for sustainable manufacturing”, Damiana Chinese; il referente dell’accordo di doppio titolo Alex Lanzutti, coadiuvato da Alfredo Rondinella.

Per il politecnico di Kyoto erano presenti il prorettore con delega alla didattica Tatsuro Morita, coordinatore del corso di “Mechanophysics e Mechanodesign”, ed Elia Marin, referente per la mobilità studentesca nell’ambito del programma Jointech.

«L’accordo di doppio titolo con il Kyoto Institute of Technology – spiega il delegato all’internazionalizzazione, Enrico Salvati – segna un passo importante nella nostra strategia di internazionalizzazione in Estremo Oriente. Rafforziamo la nostra capacità di attrarre talenti globali, offrendo ai nostri studenti un percorso d’eccellenza nel campo della manifattura sostenibile, una sfida cruciale per il futuro del territorio e dell’industria».

L’accordo con il Kyoto Institute of Technology «è un evento di grande rilevanza per il nostro dipartimento – sottolinea il direttore, Alessandro Gasparetto –, in quanto ci consente strutturare una collaborazione continuativa con un’istituzione di eccellenza quale il KIT, permettendo interazioni e scambi che potranno essere estesi e sviluppati anche in vari settori di ricerca, con la prospettiva di progettualità congiunte nell’ambito dell’ingegneria».

Il Kyoto Institute of Technology, uno fra i più importanti politecnici giapponesi. Conta circa 4000 studenti e ha un’offerta formativa che spazia dalla biologia alla chimica, dall’ingegneria (elettronica, informatica e meccanica) all’architettura.