Immaginate di aver acquistato un biglietto per un normale spettacolo teatrale e di ritrovarvi, invece, nel bel mezzo di un matrimonio. O meglio, in quella che sembra una cerimonia nuziale, ma che nasconde un segreto pericoloso. Al Teatro Bobbio per la Stagione Contrada, da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio, le luci si accendono su “A Mirror. Uno Spettacolo Falso e non Autorizzato”, l’atteso testo della drammaturga britannica Sam Holcroft che, dopo il successo nel West End londinese, arriva a Trieste con la regia di Giancarlo Nicoletti. L’opera sfida le convenzioni, tra Orwell e Pirandello, ci proietta in uno Stato totalitario dove il Ministero della Cultura esercita un controllo capillare su ogni forma di espressione. In questo clima di oppressione, il teatro diventa un’arma di resistenza: quella a cui il pubblico assiste è, a tutti gli effetti, una performance clandestina. L’allestimento trasforma la sala in un’elegante sala eventi, un paravento necessario per sfuggire alle maglie della censura. Ma la tensione è costante: le forze dell’ordine sono in agguato e il confine tra finzione e realtà si fa sempre più sottile. Come in un gioco di specchi — richiamato dal titolo originale — i ruoli si capovolgono e lo spettatore si ritrova complice involontario di un atto di insubordinazione. Il punto di forza dello spettacolo risiede nell’equilibrio tra il thriller distopico e la comicità tagliente, che richiama i meccanismi metateatrali di Rumori fuori scena.

Mentre le forze dell’ordine incombono nell’ombra, pronte a intervenire per sedare la ribellione artistica, il pubblico si ritrova coinvolto in prima persona, sospeso nel dubbio di poter essere arrestato insieme agli attori. “A Mirror” diventa così una riflessione bruciante sulla libertà di espressione e sul peso della censura, chiedendosi fino a che punto il potere politico possa spingersi nel manipolare l’arte e se, in ultima analisi, l’essere umano non preferisca una rassicurante bugia alla crudezza della realtà. È un teatro ambiguo, partecipato e profondamente ironico, che trasformerà la platea della Contrada in un ultimo avamposto di libertà, dove ogni applauso rischia di diventare un reato.
A dare corpo a questa girandola di inganni è un quintetto di attori straordinario: Ninni Bruschetta e Claudio “Greg” Gregori, due pilastri della scena italiana che portano carisma e tempi comici perfetti. A loro si aggiungono Fabrizio Colica, noto per gli sketch diventati virali sui social Le Coliche, Paola Michelini e Gianluca Musiu: interpreti capaci di navigare tra l’ironia e la tensione adrenalinica richiesta dal testo. A Mirror non è solo un esercizio di stile, ma una riflessione urgente sulla libertà di parola. In un’epoca di dibattiti accesi sul politicamente corretto e sull’influenza del potere sull’arte, il testo della Holcroft interroga direttamente lo spettatore: preferiamo una rassicurante bugia o una verità pericolosa? Siamo disposti a rischiare l’arresto (metaforico) per difendere il diritto di raccontare la realtà? Con una regia firmata da Giancarlo Nicoletti, lo spettacolo promette di essere un’esperienza immersiva, capace di divertire e, allo stesso tempo, di lasciare il pubblico con un dubbio sottile: quanto di ciò che abbiamo visto era vero?

La Contrada si avvale del sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, della Fondazione CRTrieste e nella realizzazione delle sue attività può contare sulla collaborazione, tra le altre, di istituzioni importanti come l’Ente Regionale Teatrale, la Coop Alleanza 3.0, l’Università degli studi di Trieste.
Informazioni: 040.948471; [email protected]; www.contrada.it.