
“The Black Blues Brothers”, spettacolo circense a teatro ideato, scritto e diretto da Alexander Sunny, è una creazione scenica complessa, stratificata e sorprendentemente coerente, capace di fondere in modo maturo e consapevole circo contemporaneo, teatro fisico e musica dal vivo. È uno spettacolo che sorprenderà l’affezionato pubblico del “Il Rossetti”: ogni elemento, umano, visivo e sonoro è parte di un unico organismo che respira, cambia ritmo, accelera e si sospende insieme allo spettatore.
La regia di Alexander Sunny è il fulcro che tiene insieme questo sistema articolato. È una regia lucida, mai autoreferenziale, che conosce a fondo il linguaggio circense e lo utilizza con intelligenza teatrale. I tempi sono calibrati con precisione, le transizioni fluide, le pause pensate come respiri. Alxander Sunny non mette mai l’acrobazia al centro come fine ultimo, ma costruisce una drammaturgia del corpo in cui l’impresa fisica diventa racconto, presenza.
Il cast è il cuore pulsante di “Black Blues Brothers”: Bilal Musa Huka, Rashid Amini Kulembwa, Seif Mohamed Mlevi, Mohamed Salim Mwakidudu e Peter Mnyamosi Obunde. Cinque artisti di altissimo livello che lavorano come un ensemble compatto, ma che riescono a far emergere con chiarezza le proprie identità sceniche. Non sono semplici esecutori: sono interpreti completi, capaci di unire forza, precisione, musicalità del gesto e una presenza scenica carismatica, sempre in dialogo con il pubblico. Le loro acrobazie travolgenti che hanno incantato le platee al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo, lo stesso Papa Francesco, che si è personalmente congratulato con loro due volte, il Principe Alberto e la Principessa Stéphanie di Monaco e la Famiglia Reale Inglese.

I numeri circensi si articolano come capitoli di un unico racconto. L’apertura, spesso definibile come “Urban Brothers Jump”, è affidata principalmente a Bilal Musa Huka e Rashid Amini Kulembwa, protagonisti di una sequenza esplosiva di salti, prese dinamiche e cadute controllate, sostenuti dall’intervento del gruppo. È un inizio che stabilisce immediatamente il tono dello spettacolo: urbano, fisico, ritmato. “Blues Balance” segna invece un cambio di registro netto: qui emerge con forza la qualità concentrata e quasi meditativa di Seif Mohamed Mlevi, accompagnato dal supporto solido e invisibile di Peter Mnyamosi Obunde, che rende possibile un lavoro di equilibrio raffinato, giocato sul controllo del tempo e sul silenzio. In “Soul Pyramid” il protagonismo è collettivo, ma la guida di Mohamed Salim Mwakidudu è evidente: le piramidi umane diventano sostegno reciproco, costruite con precisione e assoluta consapevolezza del rischio. La sezione “Rhythm & Comedy” vede emergere il talento teatrale di Peter Mnyamosi Obunde, dotato di un tempo comico naturale, elegante e mai sopra le righe, accompagnato dagli interventi corali di Bilal Musa Huka, Rashid Amini Kulembwa e Seif Mohamed Mlevi, che trasformano la comicità in dialogo fisico. Il “Final Jam Acrobatica” ricompone tutto in una celebrazione collettiva: è eseguito da Bilal Musa Huka, Rashid Amini Kulembwa, Seif Mohamed Mlevi, Mohamed Salim Mwakidudu e Peter Mnyamosi Obunde, in un crescendo di energia che fonde acrobazia, ritmo e gioia condivisa.
Fondamentali in questo percorso sono le coreografie di Electra Preisner e Ahara Bischoff, che agiscono come un collante invisibile tra i quadri.
La musica è uno degli elementi più caratterizzanti e riusciti dello spettacolo. Non è semplice accompagnamento, ma vera e propria struttura narrativa. Le sonorità Blues, Soul e Rhythm’n’blues sono elaborate in una colonna sonora originale dal timbro caldo e profondo. Il contrabbasso scandisce una pulsazione viscerale, la chitarra alterna ruvidità elettrica e morbidezza avvolgente, i fiati intervengono con riff sincopati e aperture melodiche, mentre le percussioni definiscono il tempo interno dello spettacolo. In “Urban Brothers Jump” la musica spinge e provoca il movimento, in “Blues Balance” si ritrae lasciando spazio al silenzio e alla sospensione, in “Soul Pyramid” crea un tappeto sonoro che sostiene la verticalità delle forme, in “Rhythm & Comedy” lavora su stop and go che enfatizzano il tempo comico, fino alla grande jam finale, dove suono e corpo sembrano fondersi in un’unica entità.

Il disegno luci di Andrew Broom accompagna e amplifica questa partitura fisica e sonora. Le luci scolpiscono i corpi e creano profondità. Nei numeri di equilibrio costruiscono intimità e concentrazione, nelle sequenze più esplosive seguono il ritmo con accenti netti che moltiplicano l’impatto visivo. Il dialogo continuo tra luci, musica e regia restituisce una scena tridimensionale, sempre viva.
Le scenografie di Siegfried Preisner, Loredana Nones e Studiobazart sono essenziali ma fortemente identitarie. La consulenza artistica di Alexandra Dalmas garantisce coerenza all’intero impianto, assicurando che ogni elemento, dal gesto più piccolo al grande quadro collettivo risponda a una visione unitaria.
“Black Blues Brothers” è, in definitiva, uno spettacolo completo, generoso e profondamente curato alla “Sala Assicurazioni Generali” de “Il Rossetti”. Riesce a essere spettacolare senza superficialità, tecnico senza freddezza, accessibile senza semplificare il linguaggio. È un esempio riuscito di come il circo contemporaneo possa dialogare con il teatro in modo maturo e consapevole, lasciando nello spettatore non solo entusiasmo, ma la sensazione di aver assistito a un lavoro autentico, dove ogni corpo, ogni suono, ogni luce e ogni scelta artistica concorrono a costruire una memoria viva e duratura. Lo spettacolo, perché proprio di uno spettacolo si tratta è una fiaba contemporanea raccontata con il corpo invece che con le parole e raccontata da eccezionali acrobati per un oggi e un domani di un circo sempre più nuovo e diverso.
“Il Rossetti” ha saputo accogliere questa creazione con la magia che solo un teatro vero sa restituire. Le luci che si abbassano, il brusio che si spegne, e poi il primo accordo blues dal vivo: un momento di puro incanto.
Quando si esce dal teatro, quasi a sera, si ha la sensazione di aver fatto un viaggio: un viaggio dentro la musica, dentro il corpo umano e al di fuori,stupiti di cosa può fare e la capacità di saper far ridere e stupire.
“Il Rossetti” ha offerto al pubblico una delle esperienze più luminose della stagione e si è registrato il sold out: uno spettacolo che parla tutte le lingue, anche quella dei bambini, ma colpisce dritto al cuore degli adulti.
Perché il circo, quello vero, fatto di uomini e di sogni, non ha età.
È un linguaggio dell’anima, e “The Black Blues Brothers” lo parla con una chiarezza disarmante. E’ stato uno spettacolo travolgente: adatto sia ai bambini che agli adulti che vogliono riscoprire il senso della meraviglia.
Questi talentuosi acrobati hanno offerto anche con le loro gag tanta simpatia dispensando sorrisi: la domenica pomeriggio al Teatro “Il Rossetti” non è mai stata così piena di ritmo, equilibrio e gioia fanciullesca.
“THE BLACK BLUES BROTHERS”
PRESENTANO
“LET’S TWIST AGAIN!”
Di Alexander Sunny
Scritto e diretto da Alexander Sunny
Con Bilal Musa Huka, Rashid Amini Kulembwa, Seif Mohamed Mlevi,
Mohamed Salim Mwakidudu e Peter Mnyamosi Obunde
Coreografie Electra Preisner e Ahara Bischoff
Scenografie Siegfried Preisner, Loredana Nones e Studiobazart
Luci Andrew Broom
Consulenza artistica Alexandra Dalmas
Tour manager Tom Lacelon
Project manager Nick Fieldstory
Una produzione “Mosaico Errante” distribuita in esclusiva mondiale da “Circo e dintorni”.