Giovedì 5 febbraio 2026, alle ore 20.45, il Cinema Ariston (viale Romolo Gessi 14 – Trieste) ospiterà la proiezione del film-documentario 100 Solleder Lettenbauer alla presenza del regista Emanuele Confortin. La serata è curata dal G.A.R.S. Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano.
Il film racconta i primi cento anni della via Solleder-Lettenbauer in Civetta ed è nato da un’idea di Valter Bellenzier, gestore del rifugio Tissi, per la regia di Emanuele Confortin.


Lo scopo del lavoro, prodotto da Alessandro Baù, Alessandro Beber e Emanuele Confortin, con la partecipazione economica delClub Alpino Italiano, è di ripercorrere, nel tempo, la celebre scalata degli alpinisti di Monaco di Baviera Emil Solleder e Gustav Lettembauer, inserendola nel contesto della Nord-ovest, parete in cui sono state scritte alcune delle pagine più entusiasmanti del Dolomitismo.
La narrazione alterna l’impiego di materiale d’archivio alle testimonianze di alcuni dei principali protagonisti della storia della Civetta, di ieri e di oggi. Centrale nel progetto è la narrazione visiva della ripetizione dell’itinerario, realizzata “ cercando di essere il più lenti possibile”, per riuscire a documentare al meglio la via e ad assaporarne i tratti salienti.


Le due cordate protagoniste erano composte da Marco Bergamo, Lorenzo Bellenzier, Matteo Pavana, assieme a Baù, Beber e Confortin (autore delle riprese in parete). Settimo di cordata, Leonardo Vianello che ha seguito la scalata con il drone, dal rifugio Tissi.
100 Solleder Lettenbauerci riporta al 7 agosto del 1925, quando, dopo un precedente tentativo con Franz Göbel infortunatosi a un terzo della via, i due alpinisti tedeschi tornarono e salirono per la prima volta l’enorme parete posta a sinistra del Cristallo, il ghiacciaio pensile situato al centro della Nord-ovest della Civetta, uscendo con una linea diretta in vetta.
Si trattò di un exploit senza precedenti, definito dallo sviluppo di oltre 1100 metri, dalla costante verticalità della roccia, dall’esposizione rivolta ai quadranti settentrionali, e dalle difficoltà tecniche superate. Il tutto fu risolto in giornata, con una “corsa” dall’attacco alla cima senza ricorrere al bivacco, soluzione inevitabile per molti dei successivi ripetitori.
Sin dalla sua apertura, la Solleder-Lettenbauer divenne il metro di paragone con cui Willo Welzenbach individuò il VI grado in una scala di difficoltà alpinistiche a lungo avulsa a ogni apertura. L’eco dell’impresa fu tale, da attribuire alla Nord-ovest l’epiteto die Wand aller Wände, “Parete delle Pareti”. Da quel momento la Civetta entrò nell’immaginario collettivo come terreno d’elezione per l’evoluzione delle difficoltà in alpinismo, contribuendo a ridefinire i limiti ipotetici delle “possibilità umane” in parete.
Ecco che la Solleder-Lettenbauer è stata banco di prova per generazioni di alpinisti, un mito rimasto intatto anche a cento anni dalla sua apertura.


La ricostruzione storica della scalata si avvale delle competenze di Alessandro Baù, Alessandro Beber e Manrico Dell’Agnola, profondi conoscitori della Nord-ovest. Altrettanto importanti le parole di Luca De Zordo (rif. Coldai), Valter Bellenzier (rif. Tissi) e Venturino De Bona (rif. Torrani), al contempo protagonisti e custodi della storia alpinistica della Civetta.
Il montaggio e la post-produzione di 100 Solleder Lettenbauer sono stati curati da Lara Piovesan, Elena Barban, Nicolò Mattia Colombo [The Studio] e da Emanuele Confortin. Sebastian Soso ha composto le musiche originali. Nella costruzione del lavoro, il team ha usato foto e video della prima invernale, messi a disposizione dalla famiglia Redaelli. Allo stesso modo, preziosi sono stati il ricorso alle immagini e agli scritti originali di Solleder, – conservati dall’Archiv des Deutschen Alpenvereins, München e dalla Fondazione G. Angelini – e le testimonianze di alcuni degli alpinisti che hanno scritto la storia della Civetta, a partire da Marcello Bonafede e Roberto Sorgato – protagonisti nel 1963 delle prime due invernali (quasi simultanee) – assieme a Ignazio Piussi, Giorgio Redaelli, Toni Hiebeler e Natalino Menegus. Da non dimenticare, l’emozionante testimonianza della salita invernale di Marco Toldo, Diego Dellai e Nicola Bertoldo del Gruppo Roccia 4 Gatti, i materiali sulla prima solitaria invernale di Marco Anghileri e la prima invernale in giornata di Alex Pivirotto e Ferruccio Svaluto Moreolo.
In aggiunta alle fonti succitate, si segnala che nel montaggio sono stati impiegati alcuni video e foto tratti da: Archivio Baù, Beber, Tondini; Archivio Bepi Pellegrinon; Manrico Dell’Agnola; Matteo Pavana; Alex Pivirotto.
La realizzazione del documentario è stata possibile anche grazie ai contributi di Montura, Club Alpino Accademico Italiano, CAI Sezione di Agordo.
Biglietto ridotto per i Soci del Club Alpino Italiano.
