UN ALTRO APPUNTAMENTO DI GRANDE SPESSORE E RICHIAMO DI PUBBLICO CHE PORTA LA FIRMA DI AZALEA.IT

Lo spettacolo è stato aperto dalla simpaticissima Simona Pirozzi la comica che ama usare la sua comicità principalmente nei stand-up comedy, raccontando anche aneddoti anche tratti dalla sua vita attraverso la lente del suo punto di vista personale con ironia e autoironia. Questa volta ci ha fatto ridere parlandoci del suo prossimo compleanno: i fatidici trent’anni, per poi introdurre con un boato di applausi Luca Ravenna.
Con “Flamingo” Luca Ravenna firma uno spettacolo che segna una tappa fondamentale non soltanto nella propria carriera, ma anche nella maturazione di un intero linguaggio teatrale sopra le righe. Non si tratta più della semplice stand up intesa come successione di battute: “Flamingo” è un’opera che nasce già strutturata e si offre al pubblico come un vero racconto scenico. Il Teatro “Il Rossetti” non è nuovo ad esplorare modi trasversali per far divertire il suo pubblico, è una delle sedi in cui questo incontro assume una forza particolare basato su uno stile comico irriverente che rende possibile una ricezione attenta nonostante le dimensioni della sala. Qui “Flamingo” non è semplicemente uno spettacolo comico, ma un momento di riconoscimento collettivo, un tempo sospeso in cui le risate convivono con un sottile senso di ricordi spensierati che accompagna lo spettatore anche oltre la chiusura del sipario.

Luca Ravenna, nato a Milano nel 1987 all’età di 19 anni si trasferisce a Roma per studiare presso il Centro sperimentale di cinematografia dove si diploma in sceneggiatura. In seguito, parallelamente all’attività di comico collabora anche con programmi di grande ascolto. La sua ironia non procede per slogan o per battute isolate, ma per pensieri che si arrotolano su se stessi evidenziando il caricaturale che c’è nelle situazioni di ogni giorno, che si interrompono e poi ripartono, seguendo il ritmo stesso del pensiero umano. Questa modalità è uno degli elementi che rendono “Flamingo” così vicino a situazioni “già conosciute “ da ognuno di noi con una risposta di risata liberatoria: Ravenna non recita dei testi, improvvisa ma li vive, li modula in base alla risposta della sala, costruendo ogni sera un’esperienza leggermente diversa pur rimanendo fedele alla struttura di base. Al “Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Il Rossetti” questo tipo di relazione diretta con la platea si percepisce con chiarezza, perché il pubblico non è chiamato soltanto a ridere, ma a partecipare, a riconoscersi in ciò che viene raccontato.
La comicità teatrale di Ravenna si colloca in una zona particolare del panorama contemporaneo: non è mai aggressiva, non cerca lo scontro ma piuttosto la complicità. È una comicità che nasce dall’autoironia e dall’osservazione, dalla capacità di guardare se stesso e il proprio tempo con uno sguardo insieme lucido e indulgente. In Flamingo questo sguardo si traduce in una serie di episodi che parlano di famiglia, di relazioni, di aspettative sociali, di esperienze che spesso non trovano spazio nel discorso pubblico. Ravenna racconta di genitori, di approcci improbabili, di ambizioni che cambiano forma con il passare degli anni, di un presente racchiuso di frasi inconfessabili che chiede continuamente un confronto con chi ci circonda mentre dentro si continua a sentirsi fragili e inadeguati. Ogni storia è un frammento di vita elevato al quadrato dell’irriverenza che potrebbe appartenere a chiunque, ed è proprio questo a generare la risata: il riconoscimento di sé nell’altro, la scoperta di non essere soli nel proprio sentirsi “in bilico”.
Il titolo “Flamingo” racchiude in sé il cuore simbolico dell’intero spettacolo. Il fenicottero rosa, portato a troneggiare sul palcoscenico vestito a led, è un animale che appare elegante, quasi aristocratico, ma che vive costantemente su una sola zampa, in un equilibrio precario che sembra sempre sul punto di spezzarsi. Ravenna utilizza questa immagine come metafora di una condizione esistenziale diffusa: quella di una generazione che vive sospesa tra desiderio di realizzazione e paura di fallire, tra voglia di restare giovane e necessità di crescere, tra il bisogno e la consapevolezza di essere, spesso, terribilmente normali. Questa immagine attraversa lo spettacolo come un filo invisibile, un simbolo che ritorna sotto diverse forme e che accompagna lo spettatore in un percorso di riconoscimento emotivo. Al “Il Rossetti” questo simbolo trova una risonanza particolare, perché il pubblico, seduto in una sala che da decenni ospita grandi testi e grandi interpreti, avverte la continuità tra la tradizione teatrale e questa nuova forma di comunicazione contemporanea.
La regia sceglie un’impostazione di grande sobrietà. Non ci sono scenografie elaborate, non ci sono coreografie in senso tradizionale. Eppure lo spettacolo è profondamente “fisico”, perché il corpo di Ravenna diventa esso stesso una sorta di coreografia.
Non c’è una band dal vivo, perché la scelta artistica è quella di un incontro diretto, quasi confidenziale, tra un uomo e il suo pubblico, senza mediazioni spettacolari che possano distogliere l’attenzione dalla parola e dalla relazione.

Uno degli aspetti più affascinanti di “Flamingo” è il modo in cui Ravenna riesce a creare una vera e propria comunità temporanea con la platea. Non si limita a parlare al pubblico, ma parla con il pubblico, anche quando non c’è un’interazione diretta. Ogni battuta, ogni pausa, ogni sguardo è un invito implicito a partecipare, a riconoscersi, a condividere un pensiero. Al Teatro “Il Rossetti” questa sera, la partecipazione è stata particolarmente evidente: si è percepito un pubblico che respirava, rideva assieme, concedendosi anche momenti di silenzio carichi di significato. È in questi silenzi che emerge la vera forza dello spettacolo, perché lì la risata si trasforma in riflessione, in consapevolezza, in una forma di empatia collettiva che raramente si sperimenta in altri contesti.
Ravenna dimostra una maturità interpretativa notevole, alternando con naturalezza momenti di ironia brillante a passaggi di maggiore introspezione senza mai spezzare il ritmo del racconto. Non c’è mai la sensazione di assistere solo a una sequenza di “numeri” comici, ma piuttosto a un flusso narrativo continuo che accompagna lo spettatore dall’inizio alla fine come un romanzo letto ad alta voce. Ogni capitolo si lega al successivo, ogni tema ritorna sotto forme diverse, creando una struttura che, pur mantenendo la leggerezza tipica della stand up possiede una solidità attoriale rara per questo genere. Il pubblico non ride soltanto, ma ascolta, riflette, riconoscendo in quelle storie frammenti della propria vita.
“Flamingo” parla anche del nostro tempo, senza mai diventare moralista. Ravenna accenna ai cambiamenti tecnologici, alle nuove abitudini, all’ansia che accompagna una società sempre più veloce e competitiva, ma lo fa sempre partendo dal proprio vissuto, dal proprio sguardo personale. Questo rende ogni osservazione più credibile, più umana, più vicina e più ironica. Non c’è mai la pretesa di dare risposte definitive, ma piuttosto il desiderio di condividere domande, dubbi, incertezze con ilarità. È una comicità che non giudica, ma accoglie, che non divide, ma unisce, e che trova nel “Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Il Rossetti” un luogo ideale per manifestarsi nella sua forma più completa, come lo stesso Ravenna ha sottolineato compiacendosi della vivace partecipazione del pubblico triestino nel suo Teatro così splendido.
Alla fine dello spettacolo, quando le luci si abbassano e la voce di Ravenna si spegne, resta la sensazione di aver partecipato a qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento. Si esce dal teatro con il sorriso, certo, ma anche con una serie di pensieri che continuano a girare nella testa, con immagini che tornano alla memoria, con la consapevolezza di non essere soli nel proprio sentirsi “in bilico”. Ed è proprio per questo che chi ama questo genere di spettacoli trova in questo lavoro non solo un’occasione per divertirsi, ma un’esperienza che lascia un segno, che accompagna anche dopo, che continua a parlare dentro di noi come un racconto che non ha fretta di finire.
Un mare di applausi per questa iniziativa targata Azalea.it che si è sempre contraddistinta nel presentare al pubblico anche e non solo triestino eventi di questo calibro.
LUCA RAVENNA
“FLAMINGO”
Evento organizzato da Azalea.it “Grandi Eventi” www.azalea.it