JetCamp, piattaforma europea di ricerca e prenotazione per le strutture ricettive outdoor, ha pubblicato lo “Studio sul settore ricettivo outdoor in Italia 2026”, una nuova analisi approfondita del mercato italiano dell’ospitalità all’aria aperta. Lo studio offre una panoramica basata su dati e fonti incrociate, con focus su dimensione del mercato, principali catene, modelli di rete emergenti e certificazioni di sostenibilità, con l’obiettivo di fornire un riferimento chiaro a viaggiatori, operatori e media.

Principale evidenza 1 – Un mercato grande, ma difficile da quantificare in modo univoco
Determinare la dimensione esatta del settore outdoor in Italia è complesso, perché non esiste un unico database nazionale completo che includa tutte le tipologie di strutture (campeggi, villaggi turistici, agricampeggi, glamping e aree sosta). Secondo FAITA Federcamping, in Italia operano oltre 2.600 imprese dell’open air – tra campeggi, villaggi turistici, aree sosta camper e marina resort – con una capacità complessiva di oltre 1,3 milioni di posti letto, circa 100.000 occupati (diretti e indiretti) e un giro d’affari stimato di circa 5 miliardi di euro. Il turismo open air rappresenta inoltre oltre il 10% degli arrivi e circa il 16% delle presenze del turismo nazionale. A questi dati si aggiungono stime alternative e segmenti specifici come agricampeggi e aree sosta/RV park, che ampliano ulteriormente la base ricettiva.
Principale evidenza 2 – Anche le maggiori catene italiane restano piccole rispetto al totale
Nonostante la rilevanza del turismo outdoor, il mercato italiano rimane fortemente frammentato. I principali gruppi italiani – Club del Sole, Baia Holiday, hu openair, Vacanze col Cuore e Bella Italia Group – gestiscono complessivamente meno di 70 camping village, rappresentando ben al di sotto del 3% della ricettività outdoor complessiva mappata da JetCamp. La crescita 2020–2026 è stata trainata soprattutto da acquisizioni e sviluppi selettivi, con una maggiore attenzione verso servizi resort, unità abitative (mobile home) e soluzioni glamping.
Principale evidenza 3 – Reti, operatori e concept brandizzati: nuovi modelli di “scala”
Accanto alle catene tradizionali, in Italia si affermano modelli alternativi che consentono di crescere senza proprietà diretta su larga scala. Il modello più consolidato è il “camp-in-camp” dei tour operator, in cui una parte del campeggio viene affidata a operatori specializzati che installano e gestiscono le proprie unità ricettive (tende o case mobili). Più recentemente, stanno emergendo concept totalmente brandizzati e orientati all’esperienza, che hanno registrato una rapida espansione in Spagna e ora stanno entrando anche in Italia. Kampaoh ha aperto la sua prima location italiana nel 2023 in Sardegna, mentre iniziative più piccole come Nordisk Villages sono state avviate a Cavallino-Treporti e in Puglia. Un esempio italiano di ospitalità “experience-first” è StarsBOX, che ha sviluppato una rete di 46 location uniche dove vengono installate le sue casette in legno in contesti naturali. Anche le organizzazioni marketing e qualità rappresentano una forma di rete: LeadingCampings, ad esempio, conta otto membri in Italia, collegando strutture di fascia alta attraverso standard condivisi e visibilità internazionale.
Principale evidenza 4 – Certificazioni di sostenibilità: crescita, ma con forte impronta italiana
Le etichette di sostenibilità aiutano viaggiatori e operatori a comprendere, strutturare e verificare le performance ambientali e sociali, andando oltre le sole dichiarazioni di marketing. In Italia l’adozione è in crescita, ma resta disomogenea. Accanto a certificazioni internazionali come Green Key ed EU Ecolabel, la certificazione più diffusa nel settore outdoor italiano è Legambiente Turismo, con una forte riconoscibilità nel mercato domestico e promossa anche attraverso il settore, incluso il contesto di FAITA Federcamping. Per rendere queste informazioni più chiare e comparabili, JetCamp mostra ora direttamente sulle schede struttura le principali certificazioni riconosciute – tra cui Green Key, ECOCAMPING, EU Ecolabel e standard ISO – facilitando scelte più consapevoli per i viaggiatori e offrendo alle strutture uno strumento concreto per comunicare credibilità anche a livello internazionale.
Principale evidenza 5 – JetCamp mappa 2.245 strutture outdoor in Italia e abilita la prenotazione online
Per garantire trasparenza e comparabilità in un mercato frammentato, JetCamp aggrega e verifica costantemente dati da fonti multiple, con controllo anche a livello regionale. In totale, JetCamp identifica oggi 2.245 strutture ricettive outdoor in Italia, offrendo la directory pubblica più completa su base nazionale. La piattaforma adotta un approccio fair-play: tutte le strutture idonee possono essere incluse, l’inserimento è gratuito e contenuti e foto completi sono visibili per ogni struttura, senza logiche pay-to-play. Inoltre, JetCamp segnala che oltre 250 strutture italiane sono già prenotabili online tramite una gamma di channel manager, consentendo ai viaggiatori di confrontare e prenotare più rapidamente e alle strutture di aumentare la conversione.
Link allo studio con tabelle e riepiloghi
Lo studio completo è disponibile sul blog JetCamp:
https://www.jetcamp.com/it/blog/studio-sul-settore-ricettivo-outdoor-in-italia-2026/
A proposito di JetCamp
JetCamp è una piattaforma europea di ricerca e prenotazione dedicata alla ricettività outdoor: campeggi, villaggi turistici, agricampeggi, glamping e aree sosta camper. JetCamp promuove trasparenza, copertura completa del mercato e qualità dei contenuti, supportando sia la scelta dei viaggiatori sia la visibilità delle strutture.