La II^ edizione del progetto “Le due sponde adriatiche – Carnevale 2026 Olympus Edition” ha trovato il suo compimento naturale a Venezia che lo scorso fine settimana ha ospitato ben otto Comunità dell’Unione Italiana delle città di Crassiza, Buie, Momiano, Castelvenere, Albona, Valle, Gallesano e Dignano.

La partecipazione delle Comunità degli Italiani al Carnevale di Venezia non è stato un semplice atto simbolico, ma l’esito di un percorso di laboratori, incontri, memoria e lavoro insieme. Le maschere sono state create in Istria con i laboratori condotti dai maestri veneziani Franco Cecamore e Lucio Lizzul coordinati dall’autore Vittorio Baroni. A Venezia gli istriani hanno sfilato indossando i costumi, realizzati con il supporto del Teatro di Fiume, rappresentativi degli antichi greci con la fascia dei colori olimpici.

“Le tappe istriane e la presenza a Venezia – ha detto Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana – dimostrano come il patrimonio culturale della Serenissima possa sul serio rafforzare identità, dialogo e cooperazione, trasformando l’Adriatico in uno spazio di pace e visione europea”.

La storia Serenissima in Istria
La presenza veneziana in Istria, tra il XIII e il XVIII secolo, ha modellato città, istituzioni e paesaggi. Crassiza entrò nell’orbita veneziana già nel 1343. Albona conserva il leone di San Marco inciso nel 1587. Valle, Dignano e Gallesano furono integrate stabilmente nei domini veneti dal XV secolo. Buie, Castelvenere e Momiano condivisero magistrature, statuti, lingua amministrativa e circuiti commerciali. Venezia garantiva difesa, infrastrutture e governo, mentre l’Istria forniva legname, pietra, olio, vino, carni e pesce, sale e altre risorse fondamentali, contribuendo alla potenza marittima della Serenissima. Questi legami storici spiegano perché oggi il Carnevale diventa importante occasione di riconnessione culturale con il progetto “Le due sponde” in attuazione dell’Intesa Europa Adriatica Nordest siglata alla Fenice nell’ottobre 2023.

La felice accoglienza di Venezia
Venezia ha accolto il gruppo istriano, con al seguito una troupe di Tele Capodistria, fin dai preparativi all’Hotel Lugano Torretta di Marghera e la passeggiata in maschera tra campi e calli iniziata a Piazzale Roma, passando per i Tolentini e San Rocco fino all’imbarco a San Tomà. Il corteo acqueo organizzato dal Coordinamento Remiere sul Canal Grande ha avuto il suo epilogo a Rialto con lo scoppio della pantegana di cartapesta. Grande Festa in Campo dell’Erbaria e infine sul palco di Piazza San Marco.

La flotta delle 5 barche a remi del gruppo Istria con la collaborazione dell’ASD Gloria Rogliani, era formata da una batea, una caorlina, una buranella e due gondole. Dopo l’approdo a Rialto, festa in Campo dell’Erbaria. Qui Marin Corva ha incontrato il Consigliere Delegato alla Tutela delle Tradizioni del Comune di Venezia Giovanni Giusto, il Direttore Artistico del Carnevale di Venezia e scenografo del Teatro La Fenice Massimo Checchetto e il Direttore Generale di Vela spa Fabrizio D’Oria. Il gruppo istriano è salito sul palco accolto da applausi e curiosità ricevendo un riconoscimento con menzione speciale che lo ha fatto diventare parte integrante della celebrazione cittadina.
