Questa mattina presso la Sala Predonzani della Regione FVG, si è svolta la conferenza stampa sui Centri di facilitazione digitale finora aperti nei Comuni del Fvg.

La conferenza è stata indetta dall’assessore regionale all’Innovazione digitale della Regione, Sebastiano Callari, affiancato dall’amministratore delegato di Insiel, Diego Antonini, e ha visto la partecipazione del Comune di Trieste con il sottosegretario al MEF e assessore all’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Sandra Savino, con il direttore di Servizio per la trasformazione digitale, Giannina Ceschin econil direttore delle Risorse Umane, Manuela Sartore.

Il progetto PNRR 1.7.2 “Rete di servizi di facilitazione digitale – FVG Comunità Digitale” ha visto il Comune di Trieste nel ruolo di capofila per i Comuni dell’Ambito Triestino e Carso Giuliano, in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Insiel e la Cooperativa Amico – soggetto affidatario del servizio di affiancamento agli sportelli e promozione dell’iniziativa.

L’iniziativa ha accompagnato i cittadini nell’accesso e nell’uso dei principali servizi digitali della Pubblica Amministrazione – tra cui SPID e CIE, ANPR, INPS, Fascicolo Sanitario Elettronico, servizi regionali e comunali – attraverso un modello di supporto individuale e di formazione.

Il progetto si è distinto per un’impostazione fortemente innovativa: un bando di concorso di nuova concezione – per selezionare facilitatoti che avessero competenze tecniche e relazionali – e una gestione strutturata secondo logiche di project management.

I risultati sono stati significativi: oltre 10.700 i cittadini raggiunti, più di 11.600 ore di facilitazione erogate e 9 punti di facilitazione attivati sul territorio, superando ampiamente i target previsti dal PNRR.

“Il successo del servizio #DigitaleFacile a Trieste si può riassumere in due parole: persone e innovazione. Persone che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco, facilitatori che hanno speso competenza e passione nell’accompagnare i cittadini alla scoperta dei servizi digitali. Il merito va anche alle Istituzioni, che hanno adottato un approccio innovativo: dall’applicazione di logiche di project management alla strutturazione di un bando di concorso volto a selezionare profili con spiccate competenze tecnico-relazionali, capaci di abbattere la diffidenza verso il digitale”, ha detto il sottosegretario al MEF e assessore all’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Sandra Savino.

“Ma quello che rende questa esperienza davvero significativa non è solo il dato quantitativo. È aver capito che non esiste un solo modo per avvicinare le persone al digitale: per questo sono stati attivati sia la facilitazione individuale, su misura per ogni cittadino, sia mini corsi collettivi che hanno creato veri e propri momenti di apprendimento. L’appeal del servizio è stato tale che il Comune di Trieste ha deciso di investire risorse proprie per garantirne la continuità nel mese di gennaio appena concluso per proseguire poi fino al 30 giugno 2026 grazie all’intervento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia tramite i fondi statali del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

“Ma il nostro obiettivo – ha continuato la Savino – non è semplicemente riproporre un servizio che funziona. Auspichiamo, con il supporto delle Istituzioni già scese fin ora in campo, di poter radicare questo modello sul territorio, trasformando i punti di facilitazione in veri e propri URP digitali: presidi stabili dove ogni cittadino può trovare supporto, orientamento e accompagnamento nel mondo della PA digitale perché l’innovazione digitale non è una questione tecnica, ma un tema di diritti di partecipazione e di inclusione. E tutto questo si può fare: l’esperienza di Trieste ha dimostrato che quando si mettono le persone al centro, i risultati arrivano”.

Accanto alla facilitazione “one to one”, il progetto ha sviluppato un’importante attività formativa, con mini-corsi tematici in presenza rivolti a piccoli gruppi di cittadini su temi come sicurezza digitale, utilizzo dei servizi online della PA, acquisti online, comunicazione digitale e, più recentemente, intelligenza artificiale e contrasto alle fake news. La formazione ha riguardato anche i facilitatori stessi, che hanno seguito percorsi strutturati per garantire un servizio qualificato e aggiornato.

Conclusa la prima fase PNRR al 31 dicembre 2025, il progetto prosegue fino al 30 giugno 2026 grazie all’impegno congiunto del Comune di Trieste e soprattutto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia anche grazie ai fondi statali del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’esperienza ha dimostrato come la facilitazione digitale rappresenti un servizio essenziale per rendere effettiva la modernizzazione della Pubblica Amministrazione, soprattutto con riguardo alle fasce di popolazione più esposte al divario digitale. L’elevata partecipazione, la varietà dei servizi attivati e il successo delle attività formative evidenziano le potenzialità di questo modello, che può evolvere in un presidio stabile e permanente a supporto dei cittadini. L’auspicio è che la rete di facilitazione digitale venga consolidata nel tempo, diventando una componente strutturale dell’offerta pubblica e un punto di riferimento per l’accesso ai servizi digitali.