Il palcoscenico del Teatro dei Fabbri si prepara ad accogliere, il 19 e 20 febbraio 2026 alle 20:30 nell’ambito della rassegna di teatro contemporaneo “AiFabbri2” della Contrada, “La Sparanoia”, il dissacrante spettacolo di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, tra le voci più taglienti e feroci del panorama teatrale contemporaneo. Con la complicità intellettuale di Christian Raimo, Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri portano in scena questo progetto che esplora con cinismo e graffiante ironia il naufragio delle ambizioni rivoluzionarie di una generazione ormai addomesticata e che ha scosso la scena nazionale diventando un piccolo manifesto generazionale.”Non ci sono buone notizie…la Sinistra è defunta ed è meglio così…I giovani, addomesticati, non trovano più il piacere di delinquere: vivono a casa, perimetrati da un metro quadro e con l’ossessione dei lavaggi delicati. Il compagno Niccolò si innamora di colonnelli e programma orgasmi in caserma. La Sparanoia è il grido perforante che muore in gola, è il pianto dei serial killer narcolettici e dei bolscevichi da divano”.Si presenta così questo spettacolo che si interroga su cosa rimanga della rabbia politica quando questa viene soffocata dai ritmi della quotidianità domestica e dall’ossessione per i lavaggi delicati, trasformando potenziali dinamitardi in bolscevichi apatici da divano, più interessati alle previsioni meteo che alle strategie d’attacco. Protagonista è una generazione che vive il conflitto tra il desiderio di incendiare le piazze e l’immobilismo di una realtà precaria, fatta di pigiami, ansia sociale e frustrazioni quotidiane. Con una lingua tagliente che mescola la satira politica al surrealismo, Fettarappa e Guerrieri danno voce a un malessere profondo, trasformando l’apatia e il senso di inadeguatezza in una raffica di parole ed energia fisica. Non si tratta di una semplice rappresentazione, ma di una performance travolgente che abbatte i confini tra stand-up comedy e teatro civile. Il ritmo è incalzante, quasi violento nella sua comicità cinica, capace di trasformare il pessimismo più nero in un atto di resistenza collettiva. Mentre si ride delle proprie paure, lo spettacolo costringe lo spettatore a fare i conti con un mondo che chiede costantemente performance e successo, mentre si resta intrappolati nel “ronzio” della propria “sparanoia”.
Fettarappa e Guerrieri, autori e registi oltre che interpreti, confermano la loro capacità di dar voce ai conflitti di una generazione oppressa e sfruttata, utilizzando una parola che si fa proiettile. Il lavoro, già apprezzato su Rai Radio 3 e dopo una lunga tournée, si configura come un grido perforante che muore in gola, un atto di accusa contro la “rabbia scolarizzata” che ha imparato a dare del lei. Tra le mura di una casa che diventa perimetro di una prigione dorata, La Sparanoia invita a riflettere sul senso del disinnesco, individuale e collettivo, in un mondo in cui la nostalgia della rivolta è stata rimpiazzata da un mortuario, rassicurante pisolino.Inserito perfettamente nel percorso di ricerca della Contrada per i nuovi linguaggi teatrali, lo spettacolo offre a Trieste l’occasione di scoprire uno dei lavori più originali degli ultimi anni. “La Sparanoia” è il grido di chi si sente addormentato ma possiede ancora la scintilla per raccontare, con spietata ironia, il disastro del presente. L’appuntamento per questo atto unico cinico e ricchissimo di intelligenza, è fissato per mercoledì e giovedì alle ore 20.30 nel cuore di via dei Fabbri.