In montagna, la carne non è mai stata soltanto un alimento. È stata per secoli risorsa essenziale, forma di sopravvivenza, elemento fondante di economie fragili e di paesaggi modellati dal lavoro umano. Parlare oggi di prosciutti e di carne di montagna significa allora interrogare una lunga storia di pratiche, saperi e adattamenti, ma anche misurarsi con le tensioni che attraversano il presente: il cambiamento climatico, la pressione degli allevamenti industriali, la competizione sui mercati globali, il ritorno dei grandi predatori, le nuove sensibilità ambientali.

È questo intreccio complesso che caratterizza il terzo appuntamento della rassegna a cura del Teatro Verdi di PordenoneR_Evolution Green”, quest’anno dedicata al Cibo di montagna, dal titolo “Prosciutti e carne di montagna”, in programma giovedì 12 febbraio alle 18.00 in Sala Ridotto. Un incontro che invita a superare letture semplificate per restituire profondità a un tema che tocca insieme ambiente, cultura e responsabilità individuale.

Nella tradizione alpina alle pratiche di caccia si è affiancato un articolato sistema di allevamento, basato sull’uso sapiente dei diversi piani altitudinali e sul ritmo stagionale di alpeggi e transumanze. Tecniche plurisecolari che hanno contribuito a modellare i paesaggi montani così come li conosciamo oggi. Eppure, proprio questi sistemi, capaci di coniugare produzione alimentare e equilibrio ecologico, appaiono sempre più messi sotto pressione dalla concorrenza degli allevamenti industriali, dalla riduzione delle superfici a pascolo, dai mutamenti climatici e da narrazioni semplificate che trasformano la montagna in immagine, più che in territorio vissuto. A guidare il pubblico dentro questo scenario saranno Valentina De Marchi, antropologa culturale che da anni indaga le pratiche di pastorizia e transumanza, e Luca Battaglini, professore ordinario di Scienze e tecnologie delle produzioni animali all’Università di Torino. De Marchi ha dedicato il proprio lavoro di ricerca e documentazione al rapporto tra comunità pastorali e ambiente montano, intrecciando antropologia, etnografia e linguaggi audiovisivi. Dalle esperienze con i pastori transumanti del Triveneto fino ai progetti di ricerca tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, il suo sguardo restituisce la complessità sociale e culturale della montagna. Battaglini porta invece una prospettiva scientifica e sistemica sui temi dell’allevamento montano, dei servizi ecosistemici e del benessere animale. Docente di Alpicoltura ed Etica degli allevamenti, è da anni impegnato nello studio e nella valorizzazione dei sistemi zootecnici alpini. Il dialogo tra queste due competenze permetterà di leggere la carne di montagna non solo come prodotto alimentare, ma come esito di un equilibrio delicato tra uomo, animale e territorio.

A condurre l’incontro sarà Mauro Varotto, geografo dell’Università di Padova e curatore dell’intera rassegna, con l’introduzione dell’artista Diego Dalla Via. Come in tutti gli appuntamenti di R_Evolution Green, anche questo incontro invita a leggere il cibo come chiave di accesso a questioni più ampie. Perché scegliere un prosciutto o un taglio di carne di montagna significa scegliere un modello di territorio, un rapporto con l’ambiente, una forma di responsabilità individuale e collettiva. Ingresso gratuito, con prenotazione online o in biglietteria.