Si intensificano i controlli su locali pubblici, ma le case restano senza protezione. Nel 2024 oltre 57.000 incendi domestici, con vittime nel 46% dei casi. Nino Frisina, founder di Zero Incendi: “Gli italiani spendono 18 miliardi l’anno contro i furti, ma quasi nessuna casa ha protezione antincendio.”
In Italia e in Europa si stanno intensificando controlli e verifiche su discoteche, locali e luoghi di pubblico spettacolo. Ma resta un tema enorme, ancora poco affrontato nel dibattito pubblico e normativo: le abitazioni private.
Il fuoco non distingue tra luoghi pubblici e spazi domestici. Corre veloce, soprattutto negli ambienti chiusi, alimentato da materiali e arredi moderni che sprigionano rapidamente calore e fumi tossici. Se un tempo si pensava di avere diversi minuti per reagire, oggi una stanza può diventare una trappola mortale in due o tre minuti. Spesso non sono nemmeno le fiamme a uccidere, ma il fumo, che in pochi istanti rende l’aria irrespirabile e annulla la visibilità.

Incendi domestici: numeri che raccontano una vulnerabilità strutturale
In Italia la situazione è allarmante. Secondo l’ultimo Annuario Statistico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nel 2024 si sono verificati 57.393 incendi domestici, oltre il 60% dei quali proprio nelle abitazioni. Un dato sostanzialmente invariato rispetto al 2023, che non mostra segnali di miglioramento e indica una persistente assenza di consapevolezza e prevenzione.
Ancora più gravi sono le conseguenze sulle persone: nel 46% dei casi si sono registrate vittime, mentre nel 53% ci sono stati feriti. Numeri che raccontano una vulnerabilità strutturale del nostro vivere quotidiano e che contrastano con l’assenza, nel nostro Paese, di una normativa che imponga l’adozione di sistemi antincendio nelle abitazioni.
L’elefante nella stanza: case senza protezione
Mentre i luoghi aperti al pubblico sono soggetti a obblighi, certificazioni e controlli sempre più stringenti, la casa – che continuiamo a considerare il nostro rifugio più sicuro – resta in gran parte priva di strumenti di prevenzione. Eppure è proprio qui che si concentra la maggior parte degli incendi.
Il paradosso è evidente: secondo l’Osservatorio Censis-Verisure 2024, l’89,2% degli italiani considera la sicurezza domestica fondamentale, ma questa attenzione raramente si traduce in azioni concrete per prevenire o gestire un incendio. Gli italiani spendono 18 miliardi l’anno contro i furti, ma quasi nessuna casa ha rilevatori di fumo, coperte antifiamma o estintori. La percezione di sicurezza, spesso, non corrisponde alla realtà dei fatti.
Prevenzione e strumenti per mettersi in salvo
Le soluzioni per aumentare la sicurezza in casa esistono e sono molteplici, con costi e livelli di complessità diversi. Le più semplici ed economiche, come le coperte antifiamma, permettono di soffocare piccoli incendi, soprattutto in cucina.
Gli estintori, dal 1° gennaio 2025 obbligatori nelle abitazioni destinate agli affitti brevi, rappresentano uno strumento più avanzato e dovrebbero essere presenti in ogni casa. Gli studi suggeriscono quelli ad acqua come più efficaci rispetto a quelli a polvere.
Fondamentali sono anche i rilevatori di fumo, che idealmente andrebbero installati in ogni stanza, testati regolarmente e con batterie sostituite almeno una volta l’anno.
Dispositivi intelligenti: dalla rilevazione all’intervento automatico
Accanto agli strumenti tradizionali, stanno emergendo dispositivi intelligenti pensati per l’ambiente domestico, che segnano un cambio di paradigma nella gestione del rischio incendio.
I rilevatori smart di nuova generazione rappresentano l’evoluzione dei rilevatori tradizionali: connessi tramite WiFi o Zigbee, inviano notifiche in tempo reale sullo smartphone anche quando non si è in casa, si integrano con ecosistemi smart home (Google Home, Alexa) e montano doppi sensori per rilevare sia fumo che aumenti rapidi di temperatura. Questi dispositivi possono anche attivare automazioni preventive: spegnere automaticamente elettrodomestici, accendere luci d’emergenza per facilitare l’evacuazione o chiudere valvole del gas.
Ma il salto qualitativo più significativo è rappresentato dai sistemi automatici di spegnimento: a differenza dei rilevatori smart che si limitano a segnalare il pericolo, questi dispositivi intervengono direttamente sul fuoco nei primissimi istanti dell’incendio. Si tratta di tecnologie già utilizzate da anni in hotel e grandi strutture, oggi adattate all’uso domestico. Un esempio è Automist, sistema watermist importato dal Regno Unito – dove nel 2023 è stato premiato dal Times come una delle invenzioni dell’anno – e distribuito in Italia da Zero Incendi. Collegato al rubinetto della cucina, rileva il fumo e colpisce in modo preciso il punto di innesco, diffondendo acqua nebulizzata sulle fiamme. Attraverso questa tecnologia, il sistema abbatte le fiamme e riduce drasticamente calore, fumi tossici e tempi di propagazione.
La differenza sostanziale sta nel passaggio dalla rilevazione passiva (notifiche e allarmi) all’azione attiva (spegnimento automatico). Soluzioni di questo tipo dimostrano che il problema non è l’assenza di strumenti, ma il ritardo culturale e normativo nel considerare le abitazioni come luoghi a rischio, al pari degli spazi pubblici.
Una riflessione non più rimandabile
“In Italia è previsto per legge il salvavita per l’elettricità, ma non per il fuoco,” spiega Nino Frisina, founder di Zero Incendi. “Parlare di incendi domestici non significa alimentare la paura, ma dare spazio a un dibattito che riguarda tutti. Così come abbiamo imparato a convivere con il salvavita elettrico o con le cinture di sicurezza, è tempo di riconoscere che il fuoco merita la stessa attenzione culturale e normativa anche dentro casa.“
L’elefante nella stanza è sotto i nostri occhi: finché le abitazioni resteranno escluse dal discorso sulla prevenzione, il rischio continuerà a trasformarsi in tragedia. La differenza, oggi, la fa la consapevolezza. E la scelta di proteggersi.
Su Zeroincendi
Zeroincendi, brand di NEW FIRE TECHNOLOGY, è dal 2024 distributore e installatore esclusivo per l’Italia di Automist®. Fondata dall’Ing. Nino Frisina, con oltre vent’anni di esperienza nel settore antincendio, l’azienda si dedica alla diffusione di tecnologie innovative per la sicurezza antincendio residenziale.