La seconda edizione lancia un messaggio: «Ascoltare chi oggi crea»
Raccontare le donne che hanno lasciato un segno nella storia dell’arte del Friuli Venezia Giulia, unendole in dialogo con le professioniste attive oggi sul territorio. È questo il cuore de Il filo rosso dell’arte femminile, il progetto a cura della compagnia teatrale Drammadilli,in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, che ha appena chiuso la sua seconda edizione con una riflessione concreta sulla condizione delle donne nel mondo artistico.
Un’iniziativa che ha dato vita ad un vero e proprio percorso di divulgazione e valorizzazione del ruolo dell’arte femminile friulana. Sei appuntamenti invernali, che in forma di talk hanno animato il civico 116 di via Cividina a Martignacco, nella sede della compagnia teatrale, dove il progetto è stato ospitato.
Il progetto replica per il secondo anno, dopo la prima edizione in collaborazione con il Comune di Udine dedicata alle figure femminili nel teatro. L’edizione appena conclusa, evolvendosi, ha voluto ampliare lo sguardo verso molteplici linguaggi artistici, raccontando alcune delle protagoniste fondamentali della storia culturale del territorio friulano.

Attraverso le vite di Adelaide Ristori (attrice),Reina Miela (artista e pittrice) e Cristina Percoto (scrittrice), si è raccontato il Friuli dell’Ottocento e Novecento nelle sue tante sfaccettature artistiche; aprendo una riflessione sul significato di essere artiste e donne, in epoche in cui il pieno riconoscimento sociale e culturale ne era limitato e spesso ostacolato. Ma cosa è cambiato oggi?
Il Filo Rosso, legando le figure femminili del passato con quelle del presente, ha riportato la riflessione ai giorni nostri, attraverso l’incontro con tre professioniste del panorama artistico e culturale odierno. Con Vanessa Codutti, regista di opere liriche, Elisabetta Milan, artista divulgatrice e fondatrice del progetto Plasticocene e Isabella Masutti, coordinatrice e curatrice di eventi culturali e artistici, si è aperto un dialogo sulla reale e difficile condizione di chi vive il mondo artistico oggi. Se da un lato rispetto al passato ci sono stati cambiamenti significativi, dall’altro la disparità di genere e le difficoltà di chi oggi sceglie di fare arte, rimangono ancora due ostacoli difficili da superare; resta quindi evidente come non si possa ancora parlare davvero di un accesso pienamente equo alle opportunità.
«Il filo rosso dell’arte femminile è nato dal bisogno di fare memoria e di fare presente: restituire spazio alle donne che hanno segnato la nostra storia e ascoltare chi oggi crea, lavora e resiste nel mondo artistico» spiega Helena Cleofe Finati, presidentessa dei Drammadilli. «Per la nostra compagnia questi incontri sono un atto di cura verso la comunità e verso il territorio: perché la cultura cresce davvero solo quando include, ascolta e mette in dialogo prospettive diverse.»
Un momento di riflessione ma anche di confronto, che ha visto il riscontro positivo del pubblico, dimostrando l’importanza e la necessità di riflettere insieme, attraverso la divulgazione sana, fondata sul dialogo e sul rispetto.
«Questi progetti sono i miei preferiti, perché tutti noi dobbiamo ritrovarci per parlare di argomenti importanti, ascoltare pareri differenti e, ogni tanto, fare il punto su che cosa è cambiato rispetto al passato e che cosa possiamo fare, come singoli, per il futuro» sottolinea Igori Nazarco, direttore artistico dei Drammadilli.
A concludere la serie di incontri è stato infine Danilo Iemma, facilitatore e formatore del gioco, con due appuntamenti ludico formativi: un’esperienza partecipativa dove, interpretando personaggi immaginari, si è collaborato per riportare alla luce la memoria delle arti.
Con il successo del Filo Rosso dell’arte femminile, si è chiusa con un bilancio positivo la rassegna di eventi curata dalla compagnia teatrale Drammadilli, che da novembre a gennaio ha animato il territorio, con l’obiettivo di conservarne la memoria nel presente e in ogni sua forma artistica.
Compagnia Teatrale “Drammadilli”: fondata nel 2022, è composta da professionisti uniti dalla passione per il teatro e dalla volontà di offrire esperienze artistiche innovative. Specializzata nella creazione, scrittura e regia di opere originali, la compagnia si distingue per la sua capacità di scrivere e dirigere in modo autonomo le proprie opere teatrali e performance, puntando all’originalità delle sue produzioni. Oltre alla realizzazione di spettacoli, i “Drammadilli” offrono percorsi formativi rivolti a tutte le fasce d’età, supportando in particolare i talenti emergenti.
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