Il regista friulano Massimo Garlatti-Costa è invitato in qualità di esperto nel rapporto tra lingua, media e rappresentazione audiovisiva alle celebrazioni delle Giornate della Lingua Madre, in corso dal 10 e fino al 26 febbraio, organizzate dall’Università di Corsica. L’iniziativa – promossa dalla Vice-Presidenza Lingua e Cultura Corse in collaborazione con le principali strutture accademiche dell’Ateneo – mira a rafforzare il legame tra università e territorio e a consolidare la cooperazione internazionale con l’Italia, con particolare attenzione ai territori caratterizzati dalla presenza di lingue minoritarie. Il programma prevede laboratori, incontri, proiezioni e attività di ricerca dedicati alla diversità linguistica e alla rappresentazione delle lingue nella società contemporanea.
L’Università di Corsica ha scelto di coinvolgere Garlatti-Costa per la sua formazione accademica e per un percorso professionale che coniuga riflessione sociopolitica e pratica audiovisiva. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Trieste con specializzazione in Sociologia delle Relazioni Etniche, ha sviluppato nel tempo una competenza specifica sui temi delle minoranze linguistiche, dei diritti culturali e delle dinamiche identitarie. La sua attività non si limita alla regia, ma integra analisi sociolinguistica, attenzione etica e progettazione strategica dei contenuti. Fin dagli anni Novanta ha utilizzato il friulano come laboratorio creativo contemporaneo e producendo programmi in lingua nonché i primi cortometraggi in friulano, segnando una scelta precisa: “non folklore, ma modernità espressa in lingua minoritaria”. Nel 2000 firma “Buris, libars di scugnî vignî”, primo mockumentary italiano, caso di studio nazionale e opera che apre il primo Festival italiano del Mockumentary. Nel 2004 fonda a Udine la casa di produzione Raja Films, con l’obiettivo dichiarato di “raccontare ai friulani la loro storia nella loro lingua“. La linea tematica resta costante: memoria, diritti linguistici, coscienza identitaria, rapporto tra lingua e dignità umana. Un passaggio decisivo del suo percorso riguarda l’infanzia: dal 2006 cura l’acquisizione e il doppiaggio in friulano di tre serie di cartoni animati e sviluppa sei serie per bambini, consolidando la presenza della lingua nel mondo infantile. La sua visione è chiara: “una lingua sopravvive se produce immaginario, e l’immaginario si costruisce fin dall’infanzia“.
Il documentario Lingua Mater ha ulteriormente consolidato questo approccio, proponendo interviste costruite su un piano emotivo profondo, dove tecnica narrativa e coinvolgimento affettivo si integrano. Proprio la qualità di queste interviste ha suscitato l’interesse dell’ateneo corso, che intende sviluppare un archivio audiovisivo in lingua corsa.
Durante la sua permanenza, Garlatti-Costa terrà incontri con docenti, studenti, tecnici e giovani registi per illustrare metodologie concrete sull’utilizzo delle lingue minoritarie nei media contemporanei: non la “classica intervista” istituzionale, ma un dispositivo narrativo capace di attivare dimensione emotiva, autenticità e profondità. “Parleremo della messa in scena delle lingue nelle opere audiovisive, affrontando questioni di pratica, rappresentazione, autenticità e ricezione – annuncia -. Le attività, tra incontri e tavole rotonde, riprese e interviste, mirano a un’immersione nei racconti quotidiani e negli immaginari locali e alla progettazione di estratti documentari e podcast destinati alla diffusione pubblica e alla conservazione archivistica”. Prevista anche la proiezione del documentario Lingua Mater e la presentazione della piattaforma linguamater.it, spazio digitale e transmediale.
L’Università di Corsica gli ha inoltre affidato la realizzazione di riprese e interviste (sul territorio, nei campus universitari e in diversi contesti di vita e pratica linguistica) destinate sia alla piattaforma linguamater.it sia alla creazione di un archivio audiovisivo in lingua corsa, con l’obiettivo di valorizzare pratiche linguistiche vive e quotidiane.
