Lo spettacolo “The Wall Dance Tribute” con i ballerini della “MM Contemporary Dance Company” si presenta come un’esperienza che va oltre la dimensione della danza, nel grande spazio del palcoscenico, proprio adatto a questo genere di rappresentazioni del “Teatro Stabile del FVG Politeama Rossetti”, la musica dei Pink Floyd trova una nuova voce: non più solo suono, ma volto, respiro, tensione, corpo che si muove e si ribella. È qui, in questo luogo simbolo della vita culturale della città, che l’opera prende forma e dialoga con il presente, parlando non solo agli spettatori, ma alla loro coscienza.

“The Wall” non è un semplice album dei psichedelici Pink Floyd e non è mai stato pensato come tale, è un’opera totale, una costruzione emotiva e concettuale che racconta la disgregazione dell’individuo all’interno di una società che smarrisce il rispetto per la libertà, per la fragilità e per il pensiero critico. La versione coreografica firmata da “MM Contemporary Dance Company” vanta il mezzo per rendere visibile ciò che nella musica resta sotteso: il peso del silenzio, la violenza dell’omologazione, la solitudine che nasce quando l’essere umano smette di essere ascoltato.

Il muro che attraversa lo spettacolo non è mai un oggetto concreto, è una presenza che si manifesta nei corpi, nelle posture chiuse, negli sguardi mancati, nei gesti interrotti. È il muro che separa l’individuo dalla collettività, il pensiero dalla parola, il desiderio dalla possibilità di esistere. i danzatori lo costruiscono e lo distruggono continuamente, con una scrittura fisica che alterna densità e vuoto, esplosione e immobilità. In questo senso, lo spettacolo che va in scena al Teatro “Il Rossetti” non racconta una storia lineare, ma un processo: quello della perdita e del tentativo di ritrovarsi.

La musica dei Pink Floyd non accompagna la danza, ma la genera, il vinile diventa drammaturgia del movimento, un flusso continuo in cui non esistono confini netti tra un quadro e l’altro e il pubblico de “Il Rossetti”, non ha assistito a una successione di numeri, ma a un unico grande respiro che avanza, si spezza, si ricompone, come la coscienza del protagonista.

La coreografia di Michele Merola si muove su un terreno rischioso e proprio per questo necessario. La danza è spesso aspra, spezzata, lontana da qualsiasi compiacimento estetico. I corpi sono portati al limite, esposti nella loro vulnerabilità, costretti a confrontarsi con la fatica, con la ripetizione, con la caduta. In scena, al Rossetti, la fisicità diventa linguaggio politico: non esiste bellezza senza verità, non esiste armonia senza conflitto. Il gruppo si muove come un organismo unico, ma anche come una massa che opprime, che ingloba, che schiaccia. E dentro questa massa, l’individuo tenta di emergere, di respirare, di affermarsi.

La regia di Manuel Renga costruisce un universo visivo che amplifica questa tensione. Lo spazio scenico del Teatro “Il Rossetti” diventa un paesaggio mentale:è una regia che non spiega, ma mostra, e in questo mostrare lascia emergere il disagio, la rabbia, la fragilità.

Al centro di questo viaggio c’è Jacopo Trebbi, che dà corpo a Pink, figura simbolica del gruppo inglese. Il suo non è un personaggio psicologico, ma una condizione dell’anima di David Gilmur l’autore principale de “The Wall”che attraversa e spazia tra le vite dei suoi compagni, interpretando soprattutto Syd Barrett, co fondatore dei “Pink Floyd”. Grazie alla drammaturgia di Emanuele Aldrovandi, “Pink” non è mai solo un individuo, ma la coscienza del gruppo che si frantuma e si ricompone, un uomo che costruisce il proprio muro per difendersi dal dolore e finisce per rimanerne prigioniero. La sua discesa è caotica, quasi folle, ma proprio per questo autentica. Solo attraversando il disordine, lo spettacolo conduce verso una visione più chiara, una possibilità di riconciliazione.

Fondamentale, nella sala del “Il Rossetti”, è il lavoro delle luci di Gessica Germini, che scolpiscono lo spazio come se fosse materia solida. La luce non serve a rendere visibile, ma a rendere sensibile. I costumi di Nuvia Valestri, essenziali e privi di riferimenti temporali, rendono i danzatori figure universali, corpi che potrebbero appartenere a qualsiasi epoca, a qualsiasi società, a qualsiasi spettatore seduto in platea.

Accanto a Jacopo Trebbi, l’intero cast si muove con una precisione e una generosità che impressiona, Filippo Begnozzi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Fabiana Lonardo, Federico Musumeci, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa formano un corpo collettivo potente, in cui ogni gesto è necessario, ogni presenza è indispensabile. Il loro impegno fisico è totale, la loro presenza scenica costante.

“MM Contemporary Dance Company”, fondata nel 1999 e diretta dal coreografo Michele Merola, si conferma una delle realtà più importanti della scena coreutica italiana. La compagnia ha costruito negli anni un linguaggio riconoscibile, capace di coniugare rigore tecnico e urgenza espressiva. Con “The Wall” questa ricerca raggiunge una maturità rara, dimostrando come la danza possa essere uno strumento potente per rileggere i grandi miti della cultura contemporanea senza trasformarli in reliquie.

Al “Il Rossetti”, “The Wall Dance Tribute” diventa così molto più di uno spettacolo: è stata una esperienza che ha chiesto allo spettatore di lasciarsi attraversare, di riconoscere i propri muri, apre spazi, agitata. Un balletto che è stato un atto di arte che, ancora una volta, ricorda come il corpo possa diventare pensiero e la danza, libertà.

THE WALL_DANCE TRIBUTE”

Coreografia Michele Merola

Regia Manuel Renga

Musica Pink Floyd

Regia video Fabio Massimo Iaquone

Drammaturgia Emanuele Aldrovandi

Luci Gessica Germini

Costumi Nuvia Valestri

Attore Jacopo Trebbi

Danzatori Filippo Begnozzi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Fabiana Lonardo, Federico Musumeci, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa

Produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Ravenna Festival,

MM Contemporary Dance Company