La Giunta comunale di Pordenone ha approvato, su proposta del Vicesindaco Mara Piccin, il progetto di fattibilità tecnico‑economica dell’opera n. 34.24 “Parco Museo Antiche Mura”, un intervento di recupero e valorizzazione del tratto superstite del sistema murario medievale della città, per un importo complessivo di 1,8 milioni di euro. Il finanziamento è interamente coperto da contributo regionale ai sensi della legge regionale 14/2015, articolo 7 ter, nell’ambito dei fondi FESR destinati a progetti di investimento di valenza territoriale sovracomunale.
«Si tratta di un’opera strategica per l’amministrazione comunale. I lavori avranno inizio ai primi di giugno e termineranno nell’arco di circa sei mesi. È uno dei progetti che rientra nel dossier Capitale della Cultura, con l’obiettivo di offrire a chi visiterà la nostra città e parteciperà all’evento una realtà bella e accogliente. Questo è uno dei tasselli di quella che vogliamo essere: la città che sorprende» dichiara il vicesindaco Mara Piccin.
L’area interessata è quella dell’ex pastificio Tomadini, circa 9.450 mq di proprietà comunale ubicati nel cuore del centro storico, tra il Duomo di San Marco, via San Marco, via Riviera del Pordenone e vicolo del Lavatoio. Il sito, oggi poco accessibile e quasi nascosto alla cittadinanza, conserva l’unico tratto superstite delle mura erette nel XIII secolo a difesa del primo nucleo urbano della città. Nei secoli il contesto ha accolto anche una cartiera e poi un pastificio — i Tomadini vi operarono dal 1934 al 1966 — di cui restano la villa padronale dei primi del Novecento e l’annessa barchessa. Il progetto intende restituire quest’area alla comunità trasformandola in un museo all’aperto, capace di raccontare attraverso i suoi elementi la storia stratificata di Pordenone.
Gli interventi previsti
Il progetto si articola in un percorso pedonale continuo da via San Marco a vicolo dei Molini, accessibile e integrato con la rete ciclopedonale esistente, sviluppato attorno a tre ambiti principali: il tratto da Calle degli Andadori all’abside del Duomo di San Marco, il nuovo passaggio lungo le antiche mura affacciato su Villa Tomadini e la riqualificazione della parte terminale verso il molino Pagotto.
Gli interventi comprendono:
• Restauro e consolidamento delle mura storiche: opere puntuali e diffuse per il ripristino della continuità strutturale e la conservazione dell’aspetto materico originario del paramento murario del XIII secolo, incluso il rinforzo fondazionale, secondo modalità concordate con la Soprintendenza per i Beni Culturali del Friuli Venezia Giulia.
• Nuova pavimentazione dei percorsi: realizzazione con materiali coerenti con il contesto storico e con caratteristiche tecnico-prestazionali adeguate all’uso, in parte su strutture sopraelevate per rispettare il regime idraulico dell’area, classificata a rischio idraulico elevato R3.
• Recupero dell’accesso in corrispondenza del Duomo: ripristino dell’originario camminamento che, attraverso un basso pertugio sul lato dell’abside di San Marco, collega direttamente il centro storico all’area di intervento.
• Valorizzazione illuminotecnica: nuovo impianto di illuminazione per esaltare in chiave monumentale le mura e i percorsi, con attenzione alla tutela della fauna presente lungo la roggia dei Mulini.
• Pulizia vegetazionale e riqualificazione a verde: rimozione selettiva delle alberature infestanti e alloctone, piantumazione di specie autoctone idrofile adatte al contesto alluvionale, con soluzioni progettuali nature-based orientate alla connettività ecologica e alla biodiversità lungo il corridoio del fiume Noncello.
• Messa in sicurezza dei fabbricati storici: consolidamento delle parti pericolanti della villa padronale e demolizione delle superfetazioni incongrue della barchessa, realizzate in epoca recente in blocchi di calcestruzzo con copertura in Eternit, così da restituire leggibilità all’architettura originaria.
• Pannelli espositivi e allestimento didattico: installazione di elementi informativi che illustrano la storia delle mura, il rapporto della città con l’acqua, le tecnologie legate alla roggia dei Mulini e la memoria industriale del sito.
Il progetto si integra con le altre iniziative già avviate sull’area ex Tomadini — tra cui il futuro Parco Energetico dedicato alle energie rinnovabili — e con il più ampio programma di recupero dei percorsi lungo le mura antiche previsto nelle linee programmatiche di mandato dell’Amministrazione.