Dopo il debutto a Roma, l’Osservatorio Sud Est Europa (SEE) è stato presentato questa mattina a Trieste, nel Salone di Rappresentanza della Prefettura, alla presenza del prefetto di Trieste e commissario del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Petronzi.

L’Osservatorio SEE nasce dalla partnership tra la Fondazione Luigi Einaudi e il MIB Trieste School of Management, con il sostegno di Open Society Foundations e di Generali, e avrà sede proprio a Trieste, città storicamente ponte tra Italia, Europa centrale e Balcani.

L’obiettivo dell’Osservatorio è favorire il dialogo tra i Paesi del Sud-Est Europa, rafforzare il confronto tra classi dirigenti e società civili dell’area e contribuire ad accelerare il processo di adesione all’Unione europea dei Paesi balcanici ancora esclusi.

Luigi Einaudi credeva nel dialogo, nello studio e nella trasmissione del sapere ai più giovani – ha spiegato Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Einaudi e direttore dell’Osservatorio SEE. “Credeva soprattutto nell’Unione Europea come unico argine al ritorno dei nazionalismi, dei conflitti e delle fratture che hanno insanguinato il nostro continente. Oggi questi principi sono messi in discussione proprio nei Balcani, un’area sempre più esposta a disinformazione e condizionamenti esterni, in particolare da Cina e Russia”. Secondo Cangini, l’area balcanica rischia di tornare una polveriera d’Europa, schiacciata dall’influenza di potenze che non hanno interesse a un’Europa forte e coesa. Accelerare il percorso di integrazione europea non è solo nell’interesse dei Balcani, ma dell’Italia e dell’Unione Europea nel suo complesso”.

Nel corso della conferenza è stato illustrato il programma delle attività dell’Osservatorio, che comprenderà iniziative di analisi e ricerca, momenti di confronto tra esperti internazionali e un forte investimento sulla formazione delle nuove generazioni. Si parte con il progetto Liberal Dialogues, una serie di incontri e lezioni con accademici e intellettuali italiani ed europei, in collaborazione con docenti locali, per diffondere il metodo liberale e rafforzare l’ideale europeista tra i giovani. Gli appuntamenti si terranno inizialmente in alcune capitali dell’area balcanica, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’iniziativa ad altre città nei prossimi anni.

Tra i partner del progetto, anche il MIB Trieste School of Management, che contribuirà alle attività dell’Osservatorio attraverso iniziative formative dedicate ai giovani dei Paesi balcanici, come Summer School e percorsi di alta formazione, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra nuove generazioni e imprese europee.

Il MIB è nato nel 1988 con la vocazione di essere una cerniera naturale tra l’Italia e il Centro-Est Europa – ha sottolineato Vladimir Nanutfondatore e amministratore delegato del MIB Trieste School of Management. “Da allora abbiamo sempre lavorato per accompagnare la crescita manageriale e istituzionale dei Paesi della regione. L’Osservatorio SEE si inserisce in questa missione, creando un ponte concreto tra formazione, sistema produttivo e integrazione europea”.

Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi ha commentato: “La nascita dell’Osservatorio Sud Est Europa è una scelta politica nel senso più alto del termineAccelerare l’integrazione del Sud-Est Europa è un investimento strategico per la sicurezza, la stabilità e la coerenza dell’Unione Europea. L’Osservatorio nasce per stare tra studio e azione, lavorando soprattutto sulle nuove generazioni, perché senza una cultura della libertà e del metodo liberale l’integrazione rischia di ridursi a un fatto puramente tecnico”.

All’incontro è intervenuto anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha ribadito il ruolo della città come crocevia europeo e naturale sede dell’Osservatorio. “Un’Europa forte e unita è l’unica condizione per garantire un futuro ai nostri cittadini– ha affermato.Trieste è storicamente una città di dialogo, di pace e di incontro tra popoli e ospitare qui la sede dell’Osservatorio Sud Est Europa significa ribadire il ruolo della città come ponte naturale tra l’Italia, l’Europa e i Paesi balcanici, in un momento in cui è fondamentale lavorare insieme per crescita, sviluppo e stabilità”.

È intervenuta inoltre Barbara FabroSenior Executive Officer dell’InCE, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare cooperazione regionale, dialogo istituzionale e prospettiva europea dei Balcani. L’Iniziativa Centro Europea condivide pienamente gli obiettivi dell’Osservatorio Sud Est Europa e sostiene questa iniziativa – ha affermato. “I Paesi di riferimento e le priorità sono comuni, a partire dalla promozione del dialogo, della cooperazione e dell’integrazione europea. Con un’esperienza trentennale maturata a Trieste e una rete consolidata nella società civile dei Paesi dell’area – ha aggiunto – l’InCE potrà collaborare con l’Osservatorio in particolare sui temi della formazione e delle politiche giovanili, favorendo il coinvolgimento delle nuove generazioni”.

Ogni anno, a partire dal 2026, l’Osservatorio Sud Est Europa organizzerà a Trieste un grande evento internazionale dedicato ai temi dell’allargamento e del futuro dell’Unione europea.

Nel corso della conferenza stampa, Eva Ciuk, coordinatrice del comitato scientifico dell’Osservatorio SEE, ha inoltre illustrato il programma dei Liberal Dialogues, che prenderanno il via a marzo e si svolgeranno nelle principali capitali del Sud-Est Europa. Il ciclo di appuntamenti, ospitato nelle Europe Houses, sarà dedicato ai fondamenti del pensiero liberale, al ruolo dell’economia di mercato, ai diritti individuali, alla libertà dei media e al processo di integrazione europea. Ogni incontro prevede lezioni introduttive, momenti di confronto con accademici e policy maker europei e sessioni interattive rivolte in particolare ai giovani.

Il primo appuntamento si terrà a Trieste il 10 marzo, presso il MIB Trieste School of Management, con un focus sulle radici del pensiero liberale e sul contributo della tradizione einaudiana al processo di integrazione europea. Seguiranno gli incontri di Lubiana (31 marzo), Belgrado (14 aprile), Podgorica (5 maggio) e Tirana (19 maggio), dedicati rispettivamente a economia liberale, diritti e media, costituzionalismo europeo e imprenditorialità giovanile.

Il programma rappresenta il primo tassello di un’attività continuativa dell’Osservatorio, che intende affiancare ricerca, formazione e dialogo istituzionale per rafforzare la prospettiva europea dei Paesi balcanici.