C’è un’America sonora che nasce dall’incontro tra radici popolari e slanci moderni, tra la nostalgia delle grandi pianure e il ritmo elettrico delle metropoli. È un paesaggio musicale attraversato da contaminazioni, spiritualità, energia urbana e teatro: un territorio ideale che il SIGNUM Saxophone Quartet, tra le formazioni più carismatiche della scena musicale, esplora trasformando il quartetto di sassofoni in una vera e propria orchestra in miniatura. Questo viaggio prende forma giovedì 5 marzo alle 20.30 in Sala Palco al Teatro Verdi di Pordenone nella rassegna Contrappunti, che prosegue così il suo percorso dedicato alle nuove generazioni di interpreti che, pur giovanissimi, già appartengono al panorama internazionale, portando in dote una padronanza tecnica assoluta, messa al servizio di programmi capaci di rinnovare la musica da camera con visioni sonore non convenzionali. Protagonisti della serata sono Michal Knot (sassofono soprano), Jacopo Taddei (sassofono alto), Alan Lužar (sassofono tenore) ed Edoardo Zotti (sassofono baritono): quattro musicisti uniti da un sodalizio nato negli anni della formazione e cresciuto sui palcoscenici internazionali, dove il Signum si è imposto per carisma, precisione tecnica e una ricerca timbrica che supera ogni etichetta di genere.

Il programma costruisce un arco ideale che unisce tradizione europea e immaginario americano. attraversa spazi, ritmi e contaminazioni del Novecento. Dvořák, Gershwin e Bernstein diventano materia fluida nelle mani di un ensemble che scardina i confini tradizionali dello strumento, dimostrando come il sassofono possa interpretare il repertorio colto con rigore e sorprendente capacità, passando dal sussurro lirico a una potenza quasi orchestrale. Il Quartetto per archi in Fa maggiore op. 96 “Americano” di Antonín Dvořák, qui nella trascrizione firmata dallo stesso ensemble, apre la serata con la sua cantabilità luminosa e le suggestioni popolari filtrate dall’esperienza del compositore nel Nuovo Mondo. La scrittura originale per archi viene riletta attraverso il calore e la duttilità dei fiati, in una trama sonora che esalta colori, dinamiche e contrasti. La dimensione spirituale e introspettiva emerge poi nelle pagine di David Maslanka dove il quartetto si fa veicolo di meditazione e tensione espressiva, alternando raccoglimento e slancio. Con Prized Possessions di Viet Cuong lo sguardo si sposta alla contemporaneità, esplorando le potenzialità virtuosistiche e teatrali dell’ensemble in una scrittura brillante e ricca di sfumature. Il cuore pulsante del Novecento americano risuona nei Three Preludes di George Gershwin, esempio emblematico dell’incontro tra linguaggio colto e ritmo jazzistico, per culminare nell’energia travolgente delle Danze sinfoniche da West Side Story di Leonard Bernstein. Prologo, Mambo, America, Somewhere: pagine in cui teatralità, lirismo e tensione ritmica si fondono in un affresco sonoro di forte impatto, capace di restituire la vitalità e le contraddizioni di un sogno collettivo.
Con il SIGNUM Saxophone Quartet il sassofono abbandona definitivamente il ruolo di strumento “di confine” per affermarsi come protagonista del repertorio cameristico: i quattro strumenti diventano una voce sola, capace di passare dal sussurro lirico alla potenza orchestrale, in un continuo gioco di equilibri e fusioni timbriche.
Alla rassegna si abbina un aperitivo-degustazione riservato ai possessori di biglietti e abbonamenti, al prezzo di 10 euro presso l’Osteria “All’Ombra”, in Viale Martelli 4b, a pochi passi dal Teatro, per accompagnare l’esperienza musicale con un momento di convivialità.
Informazioni e biglietti presso la biglietteria del Teatro Verdi di Pordenone e online www.teatroverdipordneone.it