Dal 26 marzo gli abiti delle star in mostra a ITS Arcademy

Arrivano a Trieste i dieci vincitori di ITS Contest 2026, selezionati tra oltre 700 candidati provenienti da 74 Paesi. Per due settimane la città diventerà un laboratorio creativo all’avanguardia, cuore di una delle piattaforme internazionali più prestigiose dedicate ai talenti emergenti della moda. Il percorso culminerà nelle giornate finali del 19 e 20 marzo, quando sono attesi oltre cento ospiti internazionali tra giurati, partner e giornalisti.

Il progetto, ideato ventiquattro anni fa da Barbara Franchin, è oggi sostenuto da alcuni dei nomi più importanti della moda e del design – da OTB Group di Renzo Rosso a Ray-Ban, parte di EssilorLuxottica, fino a Swatch – insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia e a PromoTurismoFVG. Il Comune di Trieste è co-organizzatore delle mostre.

Dal 2023 ITS ha infatti compiuto un ulteriore passo evolutivo con la nascita di ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion, il primo museo italiano interamente dedicato alla moda contemporanea. Nella sede di via Cassa di Risparmio 10 custodisce oggi oltre 15.000 opere tra abiti, accessori, portfolio e progetti fotografici: una collezione unica al mondo, preservata con il supporto di Generali, che racconta la storia di ITS Contest e insieme documenta oltre vent’anni di evoluzione del design internazionale.

Dieci giorni di residenza: la città come laboratorio

I dieci designer che parteciperanno alla residenza creativa a Trieste rappresentano una nuova generazione di talenti, chiamata a esprimere la propria visione del futuro attraverso la moda. Una pluralità di voci con un obiettivo comune: affrontare le sfide e le incertezze del nostro tempo con chiarezza, coraggio e immaginazione, ripensando materiali e forme per un domani più sostenibile.

  • Darius Betschart (Francia) traccia il futuro consapevole dello streetwear nella forma di un commento a capitalismo, media e circolazione culturale ispirato a Bernard Stiegler e Hito Steyerl. Richiamandosi agli indumenti del feudalesimo medievale, le creazioni di Betschart funzionano su due livelli: un’estetica sottoculturale visivamente sorprendente e uno sguardo critico alla contemporaneità.
  • Tra memoria e protesta, Steven Chevallier (Francia) associa impegno politico odierno e omaggi alla biografia di artisti-attivisti queer come Derek Jarman e David Wojnarowicz. Lo sguardo urgente sul presente del designer traduce tensioni politiche e istanze di libertà in una forma di protesta visiva indossabile, costruita su uno stile e una tecnica esperti, trasformando la moda in un manifesto visivo di resistenza e consapevolezza.
  • Nella collezione di Yi Ding (Cina) il passato viene preservato e reinventato allo stesso tempo. La designer celebra l’indipendenza femminile ripensando la tradizionale tecnica cinese del ritaglio della carta attraverso la maglieria jacquard 3D.
  • Al connubio tra precisione ingegneristica e istinto creativo, Jamie O’Grady (Regno Unito) sviluppa sneakers modulari senza l’utilizzo di colle, ispirate ai 10 principi del design di Dieter Rams. Componenti sostituibili, materiali riciclabili e design unico sono la formula per creazioni ad alta sostenibilità. Alla sua profonda competenza tecnica si affianca una spiccata sensibilità estetica: costruzioni funzionali, palette di colori studiate e un linguaggio che unisce l’utilità outdoor all’esplorazione formale.
  • Con grande ironia e apparente leggerezza, William Palmer (Regno Unito) costruisce una critica ironica alla mascolinità britannica, sovvertendone i modelli e i tratti tossici. Grazie a pezzi che richiamano la giocosità dei rituali infantili, la collezione mette in discussione gli ideali più rigidi del mondo maschile, proponendo una visione più aperta, vulnerabile ed espressiva.
  • Su ispirazione di artisti visionari come Isamu Noguchi, Zaha Hadid e Charles e Ray Eames, Stan Peeters (Belgio) trasforma l’abbigliamento in eleganti sculture architettoniche da indossare, fondendo materiali naturali e industriali. Tra le sue creazioni, anche occhiali scultorei stampati in 3D con plexiglass tagliato al laser, dal tocco audace e futuristico.
  • Chloë Reners (Belgio) si concentra sulla rappresentazione delle donne nel surrealismo, con i loro corpi frammentati o trasformati. Il realismo magico del pittore George Underwood, che ha reimmaginato le figure femminili in un modo che sembra importante dal punto di vista mitico o simbolico, l’ha ispirata nell’esplorare il concetto di come le rappresentazioni possano plasmare la nostra percezione della realtà.
  • Tidjane Tall (Francia) omaggia l’eredità del nonno Baïdy Tall, fondatore dell’esclusivo La Boule Noire, iconico club ivoriano degli anni Settanta. La sua collezione riflette sull’identità e la blackness: un dialogo tra tradizione e individualità che crea narrazioni nuove, giovanili e ricche di sfumature, reinterpretando l’eleganza oltre le convenzioni, con i capi che diventano forme scultoree.
  • Anna Maria Vescovi (Stati Uniti) rievoca le atmosfere Secondo Impero attraverso le tradizioni tessili siciliane. La designer ha incentrato la propria collezione di abbigliamento femminile su una ricerca d’archivio sui gioielli di costume dell’Opéra Garnier del XIX secolo, abbinandoli a un patrimonio siciliano fatto di ricami, ornamenti, e tessuti “decadenti”.
  • Wenji Wu (Cina) trae ispirazione dal Libro Rosso di Carl Jung per esplorare il subconscio attraverso la maglieria. Se lo psicanalista suggerisce che i mostri potrebbero essere aspetti repressi della nostra personalità che si manifestano nel sonno, la collezione di Wenji Wu li porta sugli abiti, in un mix perfetto di tradizione e innovazione.

I finalisti lavoreranno con tutor, partner e membri della giuria internazionale in un programma intensivo che intreccia mentoring individuale e confronto collettivo. Le sessioni riporteranno a Trieste anche designer partecipanti alle edizioni precedenti di ITS, oggi affermati, che torneranno per condividere esperienze e competenze con la nuova generazione.

Il percorso includerà inoltre una visita al quartier generale di OTB Group in Veneto, occasione di dialogo diretto con una delle realtà più rilevanti del sistema moda internazionale sui temi della crescita professionale, dello sviluppo creativo e della sostenibilità.

Tra le sessioni, il laboratorio Scarpetti, realtà artigianale collegata al Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani, che metterà in dialogo artigiani esperti nelle tecniche tradizionali e la creatività internazionale dei designer. Il risultato sarà una reinterpretazione contemporanea delle calzature friulane, frutto dell’incontro tra patrimonio manifatturiero locale e nuove visioni progettuali da tutto il mondo.

Ognuno dei dieci finalisti è vincitore dell’ITS Excellence Award 10 × 10 × 10: dieci giorni di residenza a Trieste, diecimila euro di borsa di studio e dieci mesi di esposizione a ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion.

Dal 26 marzo: a ITS Arcademy gli abiti delle star

Dal 26 marzo il pubblico potrà visitare le nuove mostre di ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion.

Al centro del programma 2026 c’è EXPOSURE – Quando il mondo ti guarda. Da Harry Styles a Lady Gaga, a cura di Tom Eerebout, stylist belga che collabora da lungo tempo con Lady Gaga. La mostra indaga il ruolo dello styling nella costruzione dell’identità pubblica e dell’immaginario pop contemporaneo: non solo abiti iconici, ma la moda intesa come linguaggio potente ed espressivo.

In esposizione capi e accessori indossati da Madonna, Harry Styles, Beyoncé, Gwyneth Paltrow e Nicole Kidman, fino alle nuove stelle della musica internazionale come Charli XCX – di cui è presente l’abito indossato al recente Met Gala – e Damiano David, frontman dei Måneskin e oggi anche solista. Ma anche figure del nuovo immaginario digitale come Kylie Jenner.

Accanto alle grandi maison – da Gucci a Dolce&Gabbana – trovano spazio anche designer legati alla storia di ITS Contest. Tra questi Christian Boaro, autore dioutfit neo-glam rockper i Måneskin, Thomasine Barnekow, in mostra con i guanti creati per Beyoncé in occasione dei Grammy Awards, e Maximilian Raynor, vincitore del premio della giuria ITS Contest 2025, presente con l’ensemble realizzato per l’astro emergente Chappell Roan, indicata da molti come erede della teatralità pop di Lady Gaga. Il percorso mette così in dialogo maison storiche e nuove generazioni, celebrity globali e talenti cresciuti nell’ecosistema di ITS, restituendo l’immagine di un sistema creativo complesso ed affascinante.

Accanto a questi capi saranno esposte le creazioni delle nuove leve del design, riunite nella mostra Rise and Shine – I dieci designer di ITS Contest 2026. I progetti dei giovani designer vincitori dell’edizione dialogheranno quindi direttamente con gli abiti che hanno segnato la cultura visiva globale, all’interno dello stesso percorso espositivo. È in questo passaggio che l’evento internazionale diventa esperienza pubblica: ciò che nasce durante la residenza a porte chiuse diventa accessibile alla cittadinanza prima di entrar a far parte della Collezione permanente del museo. Per Trieste significa non solo ospitare un concorso, ma consolidare un presidio culturale che unisce dimensione internazionale e partecipazione locale.

La mostra sarà visitabile fino a gennaio 2027. Nei prossimi dieci mesi i visitatori potranno votare il proprio progetto preferito attraverso il Public’s Choice Award, partecipando direttamente all’assegnazione del premio del pubblico del valore di 5000 €.

Ogni anno migliaia di cittadini e turisti prendono parte alla selezione, trasformando la visita in un gesto attivo: non solo osservare, ma scegliere. Un momento partecipativo fortemente voluto dalla fondatrice Barbara Franchin:

«ITS è nato come un progetto internazionale, ma ha sempre avuto un cuore profondamente radicato a Trieste e la città ha sempre partecipato con entusiasmo. Per questo abbiamo voluto istituire il Public’s Choice Award, che è fondamentale perché restituisce il processo creativo alle persone. I cittadini, assieme agli altri visitatori, non sono soltanto spettatori di un evento riservato agli addetti ai lavori: entrano nel museo, osservano, scelgono, partecipano. Il loro sguardo diventa parte della storia di questi designer e contribuisce a costruire la Collezione di ITS Arcademy. È anche questo il senso del nostro lavoro: creare un ponte tra pubblico, talenti internazionali e la comunità che li accoglie.»