Ha preso il via oggi a Trieste il ciclo di incontri Liberal Dialogues, promosso dall’Osservatorio Sud Est Europa (SEE), l’iniziativa nata dalla partnership tra la Fondazione Luigi Einaudi e il MIB Trieste School of Management, con il sostegno di Open Society Foundations e Generali e il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste e dell’Università degli Studi di Trieste.

Liberal Dialogues, primo progetto operativo dell’Osservatorio SEE, nascono con un obiettivo chiaro: creare uno spazio di confronto e scambio di idee tra i giovani, favorendo il networking tra le nuove generazioni dell’area sud-orientale europea. 

Accademici, studiosi e policy maker italiani ed europei, insieme a docenti e ricercatori locali, partecipano agli incontri non solo per discutere di temi liberali, economici e politici, ma soprattutto per coinvolgere i giovani, stimolare il dibattito tra loro e promuovere un dialogo aperto tra diverse prospettive. 

Il primo appuntamento, ospitato al MIB Trieste School of Management e dedicato alle radici del pensiero liberale, ha riunito esperti e istituzioni europee per riflettere sul ruolo del liberalismo nella costruzione dell’integrazione europea e nello sviluppo dei Balcani.

Ad aprire i lavori è stato Vladimir Nanut, fondatore e AD di MIB Trieste School of Management. Nel suo intervento, Nanut ha tracciato la visione della Scuola: formare una nuova classe dirigente capace di coniugare competenza tecnica e valori solidi, in grado di operare in un contesto globale e di contribuire attivamente allo sviluppo dell’economia e della società. Al centro del messaggio, il legame indissolubile tra formazione manageriale e principi liberali: democrazia, stato di diritto, libertà politica ed economica. “Integrità, merito e responsabilità”, ha sottolineato Nanut, “non sono concetti astratti, ma sonole fondamenta su cui si costruisce una leadership capace di creare valore per le imprese e per la società”.

Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi e direttore dell’Osservatorio SEE, ha evidenziato l’importanza di trasmettere il pensiero liberale alle giovani generazioni.  

Come teorizzò e dimostrò in pratica Luigi Einaudi, crediamo nel liberalismo come unico metodo capace di garantire il pieno sviluppo della persona in un contesto di pace e crescita economica – ha affermato Cangini –. Crediamo nell’importanza dello studio, del confronto tra idee diverse e nel dovere morale di trasmettere conoscenze alle giovani generazioni, affinché possano diventare donne e uomini davvero liberi”.

Nel suo intervento Cangini ha sottolineato anche il contesto geopolitico attuale. “Viviamo un momento di profonda trasformazione dell’ordine internazionale. In questo scenario i Balcani sono da anni esposti a campagne di disinformazione e a crescenti influenze economiche da parte di Russia e Cina, con il rischio di alimentare nazionalismi, spinte separatiste e sentimenti anti-europei. Per questo l’Europa deve assumere fino in fondo la responsabilità di integrare quanto prima i Paesi balcanici nel progetto europeo”.

Ad aprire la sessione di lavori vera e propria è stato un videomessaggio di Valentina Superti, direttrice per i Balcani occidentali della Commissione europea, che ha sottolineato l’importanza del processo di integrazione europea dell’area e del dialogo tra istituzioni, accademia e società civile per rafforzare il percorso dei Paesi balcanici verso l’Unione europea.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti tre accademici italiani che hanno approfondito i fondamenti teorici e storici del pensiero liberale e il suo rapporto con il processo di integrazione europea.

Alberto Mingardi, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università IULM di Milano e direttore dell’Istituto Bruno Leoni, ha illustrato le radici storiche del pensiero liberale e la sua evoluzione nella tradizione politica ed economica europea.

Emma Galli, professoressa ordinaria di Scienza delle finanze all’Università La Sapienza di Roma e direttrice scientifica della Fondazione Luigi Einaudi, ha approfondito la teoria economica liberale di Luigi Einaudi e il suo contributo alla riflessione sul ruolo dello Stato, della libertà economica e delle istituzioni di mercato.

Arrigo Bonifacio, docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università eCampus e all’Università di Trieste e alla Sapienza di Roma, ha infine analizzato il percorso storico e politico dell’Europa sud-orientale, soffermandosi sulle prospettive di integrazione europea della regione e sulle sfide geopolitiche che oggi interessano l’area balcanica.

Il ciclo dei Liberal Dialogues riunisce come detto accademici, studiosi e policy maker italiani ed europei insieme a docenti e ricercatori locali, con l’obiettivo di coinvolgere i giovani, creare network tra loro, offrire spazi di confronto e stimolare lo scambio di idee, promuovendo al contempo il metodo liberale e il dialogo intergenerazionale.

Dopo l’appuntamento inaugurale di Trieste, il programma proseguirà con una serie di incontri nelle principali capitali del Sud-Est Europa: Lubiana (31 marzo), Belgrado (14 aprile), Podgorica (5 maggio), Tirana (19 maggio), per poi tornare a Trieste il 15 settembre per l’Annual Forum. Gli incontri, ospitati nelle Europe Houses, saranno dedicati ai temi del pensiero liberale, dell’economia di mercato, dei diritti individuali, della libertà dei media e del processo di integrazione europea, sempre con un forte focus sui giovani e sul loro coinvolgimento.

Il progetto rappresenta il primo tassello di un’attività continuativa dell’Osservatorio SEE, che intende rafforzare la cooperazione culturale e accademica tra Italia, Unione europea e Paesi balcanici, contribuendo alla diffusione dei valori del liberalismo e della prospettiva europea tra le giovani generazioni.