Ma per il 50% di loro restano da superare le lunghe rielaborazioni
Workday, Inc (NASDAQ: WDAY) ha presentato oggi una nuova ricerca globale in occasione dell’inaugurazione dell’Innovation Lab di Milano, il primo hub in Italia dedicato alla sperimentazione e alla co-creazione di soluzioni di intelligenza artificiale per la finanza e le risorse umane. L’indagine mostra che, sebbene l’IA stia generando guadagni di produttività, molte organizzazioni non ne stanno cogliendo appieno il valore. I dipendenti risparmiano tempo significativo con gli strumenti di IA, ma troppo spesso questi guadagni vengono assorbiti dalla rielaborazione, correggere errori, riscrivere contenuti e verificare i risultati di strumenti generici, lasciando sul tavolo un valore considerevole.
Il report, “Beyond Productivity: Measuring the Real Value of AI”, rivela ciò che distingue le organizzazioni più avanzate da quelle ancora in fase di maturazione: le aziende di maggior successo non si limitano a implementare l’AI, ma reinvestono il tempo che essa fa risparmiare nelle proprie persone. Costruendo competenze, ridisegnando i ruoli e modernizzando il modo in cui si lavora, queste aziende trasformano la velocità in un impatto aziendale duraturo.
“Con il nostro nuovo ufficio e Innovation Lab a Milano, facciamo un passo decisivo in avanti in Italia, un mercato sempre più importante per la crescita di Workday in Europa – ha dichiarato Fabrizio Rotondi, Country Manager di Workday per l’Italia – Crediamo in un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventa la nuova interfaccia per il lavoro, capace di amplificare il potenziale umano e liberare nuove energie creative. Il nostro impegno è accompagnare le organizzazioni italiane verso modelli di gestione più intelligenti e collaborativi, in cui tecnologia e persone avanzano insieme”.
Il paradosso della produttività dell’AI
In Italia, un lavoratore su tre (29%) utilizza strumenti o tecnologie di intelligenza artificiale almeno una volta al giorno, mentre la maggioranza (42%) li utilizza più volte a settimana. A ciò si aggiunge il riscontro positivo della maggior parte dei dipendenti: il 92% dichiara di essere più produttivo grazie all’uso dell’AI negli ultimi 12 mesi. L’intelligenza artificiale fa risparmiare una quantità considerevole di tempo nelle attività lavorative: complessivamente, il 94% dei lavoratori italiani afferma di risparmiare da 1 a 7 ore settimanali grazie all’AI, superando il dato globale (85%). Più nel dettaglio, il 52% dei lavoratori italiani dichiara di risparmiare da 1 a 3 ore a settimana e il 42% da 4 a 7 ore. Ma questa velocità non si traduce sempre in risultati migliori: gran parte di quel tempo viene vanificata dalla rielaborazione di contenuti generati dall’AI di scarsa qualità, creando una falsa percezione di produttività e di ritorno sull’investimento. L’AI sta facendo la sua parte aumentando la capacità, ma troppo spesso i ruoli, le competenze e i processi non si sono evoluti per trasformare quella capacità in risultati costantemente migliori.
I principali risultati mostrano che:
- A livello globale, quasi il 40% del tempo risparmiato grazie all’AI viene perso in rielaborazioni, tra cui la correzione di errori, la riscrittura di contenuti e la verifica dei risultati di strumenti di AI generalisti. Solo il 14% dei dipendenti ottiene risultati netti chiaramente positivi dall’AI in modo costante. In Italia, un lavoratore su due (50%) trascorre tipicamente da 1 a 2 ore a settimana a chiarire, correggere o riscrivere risultati di scarsa qualità prodotti dalla tecnologia.
- Gli utenti più assidui sono quelli sotto maggiore pressione: i dipendenti che usano l’AI ogni giorno sono in larga misura ottimisti, più del 90% ritiene che li aiuterà ad avere successo. Ma sono anche quelli che portano il peso maggiore: il 77% revisiona il lavoro generato dall’AI con la stessa attenzione, se non maggiore, del lavoro svolto da esseri umani.
- I lavoratori più giovani sopportano il carico maggiore: i dipendenti tra i 25 e i 34 anni costituiscono quasi la metà (46%) di coloro che affrontano la maggiore quantità di rielaborazione dell’AI. Nonostante siano considerati i più esperti di tecnologia, sono quelli che trascorrono più tempo a verificare e correggere i risultati dell’AI.
- Le lacune nella formazione persistono: sebbene il 66% dei dirigenti indichi la formazione sulle competenze come una priorità assoluta, solo il 37% dei dipendenti che affrontano la maggiore quantità di rielaborazione dichiara di avervi accesso, rivelando un chiaro divario tra le intenzioni della dirigenza e l’esperienza dei dipendenti.
- I ruoli lavorativi non hanno tenuto il passo con l’AI: nella maggior parte delle organizzazioni (89%), meno della metà dei ruoli è stata aggiornata per accogliere le innovazioni dell’AI. I dipendenti usano strumenti del 2025 all’interno di strutture lavorative del 2015, e si trovano a dover conciliare un output più rapido con processi o sistemi rimasti invariati.
Reinvestire i guadagni dell’AI nella forza lavoro
La maggior parte delle organizzazioni concorda sul fatto che i guadagni dell’AI dovrebbero andare a vantaggio dei dipendenti, ma oggi il reinvestimento tende ancora ad avvenire altrove. Le aziende sono più propense a reinvestire i risparmi dell’AI in tecnologia (39%) che nello sviluppo dei dipendenti (30%). E invece di usare il tempo risparmiato per sviluppare competenze, molte si limitano ad aumentare il carico di lavoro (32%), lasciando i dipendenti a gestire l’AI da soli. In Italia la situazione sembra migliore: il 59% dei dirigenti afferma che la propria organizzazione ha dato priorità al reinvestimento di questi guadagni nella formazione e nello sviluppo delle competenze, mentre solo il 54% dei dipendenti ha riscontrato un aumento degli investimenti in quest’area.
Ma le organizzazioni che stanno ottenendo risultati concreti stanno facendo una scelta diversa. I dipendenti con esiti positivi dall’AI sono molto più propensi a usare il tempo risparmiato per aumentare il valore del proprio lavoro, attraverso analisi più approfondite, un processo decisionale più solido e un pensiero strategico (57%), piuttosto che semplicemente assumere più compiti e hanno anche molte più probabilità di aver ricevuto una maggiore formazione sulle competenze (79%).
Le organizzazioni che realizzano il maggior valore dall’AI trattano il tempo risparmiato come una risorsa strategica. Reinvestono nell’aggiornamento professionale dei propri team, nel miglioramento della collaborazione e nel potenziamento del lavoro basato sul giudizio. La più grande opportunità è aiutare i dipendenti a imparare a usare l’AI in modo efficace, soprattutto nelle aree che richiedono pensiero critico, creatività e capacità decisionale. La ricerca rende una cosa chiara: reinvestire nelle persone è il modo più rapido per ridurre la rielaborazione, migliorare i risultati e trasformare la velocità dell’AI in valore aziendale duraturo.
Dall’AI al valore umano: il ruolo strategico dell’Innovation Lab di Milano
In questo contesto, l’apertura del nuovo Innovation Lab di Milano assume un significato strategico ancora maggiore. Se la ricerca dimostra che il vero valore dell’AI emerge quando le organizzazioni reinvestono nel potenziale umano, il nuovo hub di Workday è stato creato proprio con questo obiettivo: aiutare le aziende italiane a trasformare la tecnologia in competenze, collaborazione e capacità decisionali. L’Innovation Lab è stato progettato come uno spazio di co-creazione in cui clienti, partner ed esperti di Workday possono sperimentare applicazioni pratiche dell’AI per la finanza e le risorse umane, rendendo l’innovazione davvero utile per il lavoro delle persone.
“Troppi strumenti di AI scaricano sui singoli utenti le questioni difficili di fiducia, accuratezza e ripetibilità – ha dichiarato Gerrit Kazmaier, Presidente Product and Technology di Workday – In Workday, abbiamo trascorso anni a sviluppare soluzioni AI semplici e a misura d’uomo – non come tecnologia grezza, in modo che i clienti non debbano arrangiarsi a mettere insieme i pezzi e verificare ogni risposta da soli. La nostra filosofia è che l’AI dovrebbe svolgere il lavoro complesso dietro le quinte, così le persone possono concentrarsi sul pensiero critico, la creatività e le relazioni. È così che le organizzazioni trasformano la velocità dell’AI in un vantaggio duraturo guidato dalle persone”.
Per maggiori informazioni
- Scarica il report completo: Beyond Productivity: Measuring the Real Value of AI
- Leggi altre ricerche sull’AI di Workday: Elevating Human Potential: The AI Skills Revolution
Informazioni sul Report
I dati provengono dallo studio globale “Beyond Productivity: Measuring the Real Value of AI”, una ricerca condotta da Workday e realizzata da Hanover Research nel novembre 2025. Lo studio ha coinvolto 3.200 intervistati in Nord America, Asia-Pacifico (APAC) e Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA). Tutti i partecipanti erano dipendenti a tempo pieno di organizzazioni con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di dollari e utenti attivi di tecnologie di intelligenza artificiale.
Informazioni su Workday
Workday è la piattaforma AI per la gestione finanziaria, di persone e agenti. Workday è progettata con l’intelligenza artificiale al centro per aiutare i clienti a valorizzare le persone, potenziare il lavoro e far progredire la loro attività per sempre. La piattaforma è utilizzata da oltre 11.000 organizzazioni in tutto il mondo e in diversi settori, dalle medie imprese a oltre il 65% delle aziende Fortune 500. Per ulteriori informazioni su Workday, visita il sito workday.com.
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