Grazie a 5 donne speciali si è realizzata una speciale mostra sulla Romania, presso la sala espositiva dell’Archivio di Stato di Trieste in via Lamarmora.

La prestigiosa presenza del Ministro degli Esteri della Romania, dott.ssa Oana-Silvia Țoiu, a Trieste per inaugurare la sessione presieduta dal suo paese dell’INCE ha suggerito all’Ambasciatrice di Romania, dott.ssa Gabriela Dancău, in Italia di arricchire questa occasione con una mostra prestigiosa. La Console Generale della Romania a Trieste, dott.ssa Adina Lovin, ha organizzato una mostra di cartine geografiche alcune dal 1500 e documenti originali sulla formazione dello stato romeno, sulla nascita del consolato a Trieste e sull’accoglienza e rapporti che Trieste ha avuto nel passato, dai cicci ai rifugiati romeni dopo il secondo conflitto mondiale.

Tutto il materiale privato, una collezione raccolta in oltre mezzo secolo, è stato messo a disposizione dall’ing. Elena Pantazescu segretaria generale dell’Associazione italo – romena Decebal. La mostra si terrà in collaborazione con l’Archivio di Stato diretto dalla dott.ssa Antonietta Colombatti, nella sede dell’Archivio.

L’allestimento sarà curato dal cav. uff. dott. Ervino Curtis, presidente dell’Associazione culturale di amicizia italo-romena Decebal operante dal 1987 a Trieste.

La Romania e Trieste. Pillole di storia.

Il primo legame che troviamo nella storia tra la Romania e Trieste è quando la Dacia e Tergestum facevano parte della più grande estensione dell’impero sotto l’Imperatore Traiano dopo la costituzione dell’ultima provincia romana. Proprio a Trieste il console Quinto Modesto Petronio, dopo aver partecipato alla prima guerra dacica e con i proventi della stessa, costruisce il teatro romano intitolandolo a Traiano. Poi, le pressioni dei turchi sui Balcani fanno sì che, dopo l’anno mille, piano piano piccoli gruppi di popolazioni oramai romanizzate provenienti dalla Dacia inferiore si trasferiscano prima in Dalmazia e poi nel centro dell’Istria. Il primo storico che li ricorda è Ireneo della Croce nella Histroria sacra e profana di Trieste trascrivendo anche un piccolissimo vocabolario di questa lingua. Ma ancora di più Ireneo della Croce attesta la presenza dei cicci ovvero di queste popolazioni romene in tutto l’altipiano carsico. Una svolta più precisa sulla loro storia avviene con gli studi del Kandler che li chiama i Rimigliani o Vlahi d’Istria, con il Vassilich che fa derivare il nome di Cattinara dal loro idioma (Catun= borgo) e da Schiffrer che afferma che il terzo elemento del contado triestino è quello dei rumeri. Questi sono i praticamente i primi romeni che vengono a Trieste. Reciprocamente, abbiamo poi il capitano di Trieste, Pompeo de Brigido, che viene prima nominato reggente di Trieste e poi anche Governatore a Timisoara capoluogo del Banato. Uno dei primi consolati presenti nella grande Trieste emporiale della fine Ottocento è quello del neocostituito Regno di Romania affidato alla famiglia greca Di Demetrio, grazie ad interessi imprenditoriali e commerciali in Romania, i cui membri saranno anche componenti di rilievo della comunità greca e della Camera di Commercio di Trieste. Dopo la Seconda guerra mondiale il consolato onorario si trasforma in comitato di aiuti internazionale per i profughi romeni in collegamento e rappresentante degli organismi creati negli Stati Uniti ed in Francia. Migliaia saranno i profughi romeni che passeranno per Trieste ricevendo accoglienza e supporto. Da non dimenticare la forte presenza in Romania delle Assicurazioni Generali e le navi costruite dal cantiere San Marco per lo Stato Romeno dalla sua costituzione fino alla Seconda guerra mondiale. Pochi saranno i romeni che rimarranno a Trieste dopo la Seconda guerra mondiale da ricordare sicuramente Traian Sofonea dirigente delle Assicurazioni Generali e uomo di cultura. Dopo la rivoluzione 1989 Trieste e la nostra regione, porta dell’occidente, saranno anche meta di molti romeni e nel 2009 si riapre il Consolato Generale di Romania con competenze anche sul triveneto. Da ricordare infine che i romeni sono la seconda comunità straniera a Trieste e la prima in Regione ed in Italia. Importante la presenza anche della chiesa romena in tutte le province del Friuli Venezia Giulia.