Nel 2025 il mercato italiano del fotovoltaico residenziale ha registrato un rallentamento significativo: gli impianti sotto i 20 kW – tipici di abitazioni private e piccole attività – hanno segnato una flessione del 30% rispetto all’anno precedente. Un calo che rischia di incidere sul percorso verso gli obiettivi europei al 2030. Non si tratta però di un limite tecnologico. Il fotovoltaico è oggi una soluzione matura, efficiente e finanziariamente accessibile.
A frenare la diffusione, secondo TABO, la scale-up fondata nel 2022 in Veneto dal ventisettenne Nima Oulomi e con oltre 450 impianti già realizzati nel Nord-Est, è soprattutto un fattore culturale: persistono falsi miti che non trovano più riscontro nell’attuale contesto economico e normativo.
I 5 falsi miti in materia di fotovoltaico
- È costoso
Il fotovoltaico oggi è un investimento sostenibile, accessibile e facilmente pianificabile, non un costo fuori portata. L’idea che il fotovoltaico sia un investimento proibitivo non tiene conto degli strumenti disponibili. Oggi per i privati è possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% e, in alcune regioni, di ulteriori incentivi a fondo perduto. Inoltre, è possibile finanziare l’investimento con tassi agevolati. Il risultato è la rata mensile pari o inferiore al precedente costo energetico, con benefici strutturali nel medio periodo.
- Occupa troppo spazio sul tetto
La convinzione che servano tetti ampi e perfettamente esposti appartiene al passato. Grazie ai progressi tecnologici, i pannelli fotovoltaici moderni hanno una potenza di circa 500 W ciascuno: vengono dimensionati sui consumi reali e sulle caratteristiche strutturali dell’edificio, consentendo di sfruttare anche spazi limitati. L’obiettivo non è coprire ogni metro quadrato del tetto ma massimizzare l’autoconsumo e l’efficienza economica dell’impianto.
- Non funziona in inverno o in giornate nuvolose
I pannelli di nuova generazione producono energia anche con luce diffusa: la resa può variare stagionalmente, ma non si azzera mai. Inoltre, l’integrazione con sistemi di accumulo consente di immagazzinare l’energia prodotta durante le ore di maggiore irraggiamento, rendendola disponibile nei momenti di minor produzione. Questo garantisce benefici costanti tutto l’anno e aumenta l’autosufficienza energetica dell’abitazione. Le efficienze dei pannelli oggi oscillano tra il 20% e il 25%, garantendo maggiore resa per metro quadro.
- Ottenere permessi e incentivi sembra difficile
Un’ulteriore difficoltà all’adozione del fotovoltaico è la percezione di un iter autorizzativo farraginoso e incerto. Se in passato la burocrazia rappresentava un ostacolo, oggi la combinazione di digitalizzazione e aggiornamenti normativi semplificano e accelerano le procedure autorizzative per gli impianti domestici. Inoltre, il modello “all-in-one” sviluppato da TABO consente di gestire in modalità centralizzata e da remoto la maggior parte delle pratiche amministrative, dalle autorizzazioni alle connessioni con il gestore di rete, riducendo drasticamente tempi e complessità: l’attivazione dell’impianto può avvenire in circa 15 giorni rispetto alla media di mercato che supera i 60 giorni.
- Non è un investimento conveniente
Per le famiglie, un impianto fotovoltaico correttamente dimensionato e integrato con sistemi di accumulo non rappresenta solo una scelta sostenibile ma anche un’opportunità concreta di risparmio. Grazie alla produzione di energia propria e all’ottimizzazione dei consumi, è possibile ridurre la bolletta fino a circa l’85%, con un tempo di rientro dell’investimento inferiore ai 5 anni. L’accumulo consente di utilizzare l’energia generata anche nelle ore in cui il sole non splende, aumentando l’autosufficienza energetica e riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.
“In uno scenario in cui la stabilità dei costi energetici è diventata un fattore di competitività per le imprese e di tutela per le famiglie, superare i falsi miti significa dare al fotovoltaico la sua reale dimensione: una soluzione concreta, misurabile e sostenibile. La tecnologia è matura, gli strumenti finanziari sono disponibili. Oggi la sfida non è più tecnica ma culturale, la differenza sta nella capacità di semplificare l’accesso, offrire informazioni chiare e accompagnare le famiglie e le PMI in decisioni consapevoli. Nel 2026 il fotovoltaico non è una scelta ideologica né un privilegio per pochi ma un’iniziativa economica razionale”, conclude Nima Oulomi, founder e CEO di TABO.
A proposito di
TABO è un’azienda italiana (con sede a Silea (TV), in Veneto) fondata nel 2022 dal giovane imprenditore Nima Oulomi (classe 1998), con l’obiettivo di semplificare l’accesso al fotovoltaico attraverso un modello digitale, trasparente e orientato all’esperienza del cliente. Dalla progettazione all’installazione, ogni fase del processo è gestita da remoto, riducendo i tempi di attivazione a 15 giorni contro i 60 di media del mercato. TABO è una realtà in crescita che oggi conta oltre 450 impianti fotovoltaici installati nel Nord-Est, e un team di 30 persone (con oltre l’80% dei dipendenti sotto i 30 anni).