Ph. Alberto Mariani per US Triestina Calcio 1918
I padroni di casa come prevedibile fanno la partita, l’Unione tiene bene il campo difendendo con grande ordine e spirito di sacrificio. Per una ventina di minuti nessun pericolo per Matosevic, sollecitato al 21′ da un destro dall’interno dell’area di Pellegrini sul quale il portiere si fa trovare pronto di piede. Nei successivi 5′ i padroni di casa ringhiano due volte, colpendo una traversa con Capone e trovando ancora prontissimo l’estremo alabardato nel duello a tu per tu con Ladisa. Ma al di là di questo forcing a cavallo di metà frazione, per merito dell’Unione la supremazia territoriale dei gialloblù risulta sterile, gli alabardati così provano ad affondare e in chiusura di frazione capitalizzano al meglio una bella giocata sulla sinistra di D’Urso, chiusa da un perentorio colpo di testa di Faggioli sul primo palo e andando al riposo in vantaggio.

Il Trento cerca di ripartire all’attacco in avvio di ripresa, ma dopo un destro fuori giri di Ladisa è ancora una splendida Unione a trovare il bersaglio grosso, punendo al 9′ una superficiale costruzione dal basso prima con il pressing di Voca al limite dell’area, poi col chirurgico mancino rasoterra di Vertainen che raddoppia. Gialloblù mentalmente in difficoltà e Triestina che palleggia a piacimento, vedendosi annullare per questione di centimetri il tris ad opera di Faggioli al 21′, 0-3 che viene successivamente sfiorato da Vertainen e Voca in rapida sequenza poco prima della mezz’ora. A 12′ dal termine in una ripresa che sembra quasi senza storia, i padroni di casa con una fiammata trovano la deviazione vincente a centro area di Ebone su cross dalla sinistra di Chinetti. L’episodio rianima i gialloblù che attingono alla lunga panchina per giocare tutte le carte spendibili in attacco, sfiorando il pari con un gran movimento ancora di Ebone a 5′ dal recupero. Nel lungo extra-time, su azione d’angolo in mischia i padroni di casa trovano il pari, con un tocco sottoporta di Trainotti in posizione molto più che sospetta, appoggiando in rete un colpo di testa di Chinetti. Fossati a ridosso del triplice fischio impegna ancora Matosevic che però salva porta e risultato. L’Unione esce dal Briamasco col rimpianto di una doppia rimonta subìta, al termine di una prestazione eccezionale per spirito di sacrificio e senso di appartenenza.
Primo tempo
15′ Candelari prova a liberarsi sulla destra e crossa sul secondo palo, Capone controlla e calcia sbilenco col mancino dall’interno dell’area, tiro-cross gestito senza affanni dalla difesa alabardata.
21′ Matosevic respinge d’istinto di piede un destro appena dentro l’area di Pellegrini, abile nel liberarsi nello stretto dopo un controllo impreciso di Silvestri su un lancio dalle retrovie.
24′ Pellegrini entra in area da sinistra e accomoda all’indietro per Capone, che calcia da ottima posizione con l’esterno destro scheggiando la parte alta della traversa.
27′ Bella palla di Capone dalla trequarti a premiare il taglio in area di Ladisa, controllo e tiro sul quale Matosevic mura alla grande lo specchio della porta.
41′ GOL TRIESTINA: D’Urso sugli sviluppi di un angolo scappa sulla sinistra e crossa morbido dal fondo, Faggioli alle soglie dell’area piccola stacca sul primo palo e schiaccia imparabilmente in rete.
46′ Maffei accentua un lievissimo contatto in area con Pedicillo, la panchina di casa chiede la revisione ma l’arbitro dopo il controllo non assegna il tiro dal dischetto, confermando la propria iniziale decisione.

Secondo tempo
49′ Ladisa vince un rimpallo e cerca il destro in area da posizione defilata, palla di poco alta con Matosevic sulla traiettoria.
54′ GOL TRIESTINA: Pressing alto di Voca alle soglie dell’area su una superficiale gestione dal basso della difesa di casa, palla che arriva a Vertainen che insacca chiudendo imparabilmente il mancino alla sinistra di Barlocco.
66′ Faggioli troverebbe lo 0-3 in spaccata alle soglie dell’area piccola su un tiro-cross dalla destra di Pedicillo, l’arbitro però annulla confermando dopo rapida revisione un fuorigioco di centimetri.
72′ Vertainen converge dal vertice sinistro e calcia potente col mancino, mandando largo non di molto sul secondo palo alla destra di Barlocco.
74′ Splendida azione corale alabardata chiusa da un potente destro di Voca dal limite, sul quale Barlocco si salva d’istinto.
78′ Gol Trento: Chinetti scappa sulla sinistra e crossa al centro per Ebone, che indirizza di testa nell’angolo alla sinistra di Matosevic.
85′ Bella azione manovrata del Trento con Pellegrini che da sinistra accomoda a centro area per Ebone, gran movimento spalle alla porta e destro secco di poco a lato alla sinistra di Matosevic.
92′ Gol Trento: su azione d’angolo Trainotti appoggia in rete in mischia un colpo di testa di Chinetti, posizione molto più che sospetta ma la rete viene comunque convalidata.
95′ Destro dal limite di Fossati e Matosevic in tuffo sbarra la strada al centrocampista gialloblù, deviando alla propria sinistra in tuffo.

Trento 2-2 Triestina
Marcatori: 41′ Faggioli, 54′ Vertainen, 78′ Ebone, 92′ Trainotti
Trento (4-3-3): Barlocco; Triacca, Corradi, Sangalli (46′ Trainotti), Maffei (77′ Dalmonte); Benedetti (77′ Mehic), Fossati, Candelari (62′ Chinetti); Ladisa (68′ Ebone), Pellegrini, Capone.
A disposizione: Tommasi, Malinverni, Rigione, Genco, Corallo, Miranda, Tarolli.
Allenatore: Luca Tabbiani
Triestina (3-4-1-2): Matosevic; Anzolin, Silvestri, Tonetto; Pedicillo, Jonsson, Voca (88′ Attys), Vicario; D’Urso (84′ Begheldo), Faggioli (88′ Gningue), Vertainen (84′ Okolo).
A disposizione: Borriello, Neri, Kosijer, Mullin, Bagnoli, Kljajic, Guillen Gamboa, Ascione.
Allenatore: Giuseppe Marino
Arbitro: Picardi (Viareggio)
Assistenti: Lauri (Gubbio) e Gentile (Isernia)
Quarto uomo: Migliorini (Verona)
Operatore FVS: Tomasi (Schio)
Ammoniti: Sangalli (Tr), Silvestri (Ts)
Recupero: 3′ e 6′

POST PARTITA IN SALA STAMPA
Al termine della partita Trento-Triestina terminata 2-2, è intervenuto in sala stampa nel post partita l’allenatore alabardato Giuseppe Marino.
Marino
“I nostri avversari avevano tanta quantità e qualità e i loro cambi nel secondo tempo hanno fatto la differenza nel finale, noi abbiamo dovuto inserire ragazzi che stanno facendo esperienza e che hanno un’encomiabile volontà, ma che chiaramente peccano di esperienza in momenti chiave. È stata forse l’unica partita nella quale abbiamo inizialmente impostato un atteggiamento di maggior contenimento, cercando poi di ripartire pensando che fosse la strategia giusta, infatti a dieci più recupero dal termine eravamo in doppio vantaggio e il piano gara aveva pagato.
La tranquillità mostrata oggi? È stata sempre messa sul campo perché c’è qualità tecnica e non solo, perché questi ragazzi sono abituati a giocare la palla. Il rammarico è veramente tanto perché oggi è stata una prestazione che avrebbe meritato il giusto premio, tutti quanti come al solito pensavano che dopo le vicissitudini e i verdetti arrivasse qui una vittima sacrificale, una squadra morta. Invece una partita come questa fatta di sacrificio, di sofferenza, in doppio vantaggio fino all’ultima porzione di gara, è stata la prova da parte nostra di dimostrare con i fatti che lotteremo fino all’ultimo minuto dell’ultima partita.

I giovani? Okolo ma anche Gningue si stanno allenando bene, come ho detto nel prepartita vanno tutti inseriti in contesti nei quali possano far bene, senza buttarli nella mischia col rischio di bruciarli. La loro crescita è quotidiana e costante e bisogna continuare a lavorare così, dando loro la possibilità di mettersi in mostra.
Il Trento ha sofferto Faggioli? Si, ma anche Vertainen, così come Vicario, così come altri ragazzi. Hanno sofferto le nostre ripartenze, perché è una squadra che gioca bene e qualche spazio inevitabilmente lo lascia, l’abbiamo preparata cercando di approfittare proprio di queste situazioni. Oggi una strategia diversa rispetto ad altre gare precedenti ha pagato, purtroppo nel finale due situazioni ci hanno fatto uscire da qui con un pareggio. Se prima della partita si fosse parlato di questo risultato, la firma l’avrebbero messa tutti quanti, si esce da qui col rammarico ma quando questa sensazione c’è, significa che si è dato tutto”.