Ci voleva proprio un “gran finale” per salutare la partenza della straordinaria “Pala Gozzi” di Tiziano (1520), per la prima volta, e per soli due mesi, esposta nel paese natale del grande artista, nell’occasione speciale dei 450 anni dalla sua morte e delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

Così, l’ultimo week-end della mostra “TIZIANO E IL PAESAGGIO. Dal Cadore alla Laguna. La Pala Gozzi e La Sommersione del Faraone” – a Pieve di Cadore presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore – sarà una vera festa, con aperture serali straordinarie rese necessarie anche dal notevole afflusso di visitatori delle ultime settimane, sabato 28 (dalle 20.30 alle 22.30) e domenica 29 marzo ultimo giorno di mostra (apertura continuata dalle 15.30 alle 22.30), e con un concerto di musiche d’epoca – domenica 29 marzo alle ore 17.30 – che risuoneranno negli ambienti dello storico edificio che chiude Piazza Tiziano, a Pieve, a pochi passi dalla Casa Natale del pittore riaperta dopo il lungo restauro e visitabile con lo stesso biglietto della mostra.

Guide e mediatori culturali saranno sempre a supporto del pubblico con visite guidate gratuite a partenza cadenzata.

Il concerto, con strumenti rinascimentali ispirati a famosi manufatti o a dipinti d’epoca, vedrà Elena Modena al canto e alla viola contralto rinascimentale  (copia da Juan Maria da Brescia) e Ilario Gregoletto con una viola bassa rinascimentale da un quadro di Benvenuto Tisi detto il Garofolo, e un clavicembalo Giovan Battista Giusti: un percorso nel nome di compositori tra i più rappresentativi dei generi musicali  rinascimentali, attivi in particolare in area veneta e a Venezia.

Dunque, con  queste iniziative, sarà l’ultima occasione  per quanti desiderano ammirare da vicino l‘opera monumentale del grande Tiziano firmata eccezionalmente “Titianus Cadorinus”, centrale nella sua maturazione artistica; ultima occasione per ammirare e comprendere,  particolare su particolare, i molteplici significati e i messaggi che il Cadorino affida alla tela, a partire dal valore innovativo attribuito al paesaggio, con la prima veduta in pittura dell’area marciana di Venezia.

Accanto, una xilografia potente e monumentale dove il mare-laguna, tanto minaccioso quanto centrale,  invade l’opera  mescolandosi alle figure, colte nella tragedia umana e dalle molteplici espressioni: uomini e cavalli trascinati nelle acque, Mosè che possente conduce il suo popolo in salvo, ma anche una donna che allatta, e un cane che, irrispettoso, fa i propri bisogni.

La mostra-dossier, curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, è il primo dei due eventi espositivi sul tema del paesaggio nell’opera di Tiziano promossi dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, con la collaborazione del Comune di Pieve Cadore e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, nell’ambito delle celebrazioni TITIANUS CADORINUS 1576-2026 per i 450 dalla morte del geniale Maestro del Rinascimento.

Per la seconda mostra, che proporrà un affondo ancora maggiore sul paesaggio tizianesco e l’influenza avuta su generazioni d’artisti in Europa, l’appuntamento sarà a luglio.