Accelerare i dossier, rafforzare la competitività dello scalo e puntare su intermodalità e grandi opere. A pochi mesi dalla nomina, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale – porti di Trieste e Monfalcone – Marco Consalvo torna a ribadire le priorità già indicate all’insediamento, aggiornandole alla luce delle sfide attuali.
Durante l’incontro promosso e organizzato da Federmanager Fvg, svoltosi sabato 28 marzo all’Antico Caffè San Marco su iniziativa del referente della sede triestina Maurizio Decli e con il contributo della Belletti Group, Consalvo ha fornito una fotografia aggiornata del sistema portuale, in una fase segnata dall’attuazione del PNRR, dalle tensioni geopolitiche e dalla crescente competizione nell’Alto Adriatico.
«Trieste è un hub strategico per l’Italia e per l’Europa», aveva dichiarato all’indomani della nomina, indicando tra i pilastri della sua strategia il rafforzamento dell’intermodalità, anche alla luce dei 25 anni di esperienza nel settore aeroportuale. Per Consalvo, l’integrazione tra porto, ferrovia e retroporto rappresenta la leva principale per lo sviluppo dello scalo.
«La nuova configurazione consentirà al porto di Trieste di raddoppiare la capacità attuale, attraverso un sistema logistico interconnesso», ha ribadito, sottolineando come l’obiettivo sia quello di portare il traffico ferroviario dai circa 12 mila treni annui (di cui quasi 10 mila a Trieste) fino a 25 mila.
Tra le priorità resta centrale il tema delle grandi opere: Molo VIII, Servola e Molo VII rappresentano i cantieri chiave su cui si gioca la competitività del porto.
«L’ottimizzazione del sistema ferroviario portuale è il progetto cardine su cui ruota il futuro del porto di Trieste», ha sottolineato Consalvo. Il progetto, già approvato, non potrà essere completato entro la scadenza fissata a dicembre 2026, ritenuta troppo ravvicinata rispetto a un intervento che richiede almeno due anni di realizzazione. Sono in corso gli aggiornamenti tecnici necessari, al termine dei quali si procederà con la gara.
L’intervento, finanziato per 180 milioni di euro, necessita di una proroga almeno al 2029. Opere considerate decisive per aumentare la capacità dello scalo e sostenere la crescita dei traffici, anche alla luce dei dati contrastanti registrati negli ultimi anni.
In parallelo procede secondo cronoprogramma il progetto di elettrificazione delle banchine (cold ironing), finanziato dal PNRR, che sarà completato entro giugno 2026.
L’accelerazione dei progetti pone anche il tema della capacità operativa interna, con una macchina amministrativa chiamata a gestire simultaneamente numerosi interventi strategici.
Sullo sfondo, uno scenario globale sempre più instabile. Le tensioni in Medio Oriente e le possibili ripercussioni sulle rotte commerciali impongono un adattamento continuo del modello portuale.
«È ancora difficile fare previsioni: siamo a poche settimane dall’inizio del conflitto e non è chiaro come evolverà», ha osservato Consalvo, spiegando che al momento non si registrano effetti diretti sui traffici, mentre le prime ricadute si avvertono soprattutto sul piano macroeconomico, con l’aumento dei costi energetici che rischia di frenare gli investimenti e alimentare l’inflazione. Più critico sarebbe invece uno scenario in cui venissero colpite le infrastrutture nell’area mediorientale, con tempi di ripristino che potrebbero richiedere mesi.
Un ruolo strategico è giocato dal Porto Franco, leva fondamentale per attrarre nuovi investimenti e sviluppare attività logistiche e industriali a maggiore valore aggiunto. A questi si aggiungono la posizione geografica e il pescaggio elevato, che consente l’accesso alle grandi navi.
Un potenziale che può essere pienamente valorizzato solo rafforzando le connessioni logistiche e il sistema retroportuale, su cui sono in corso interventi mirati.
In un contesto competitivo sempre più acceso, segnato anche dalla crescita di Capodistria, diventa centrale la capacità di fare sistema: «La concorrenza tra Capodistria e Trieste è un fatto positivo: l’obiettivo è aumentare i flussi nell’Adriatico, a vantaggio di tutti», ha osservato Consalvo.
Nonostante il calo dei container registrato negli ultimi anni, alcuni segnali restano incoraggianti: il traffico ferroviario e il Ro-Ro mostrano dinamiche positive, confermando l’efficienza del modello intermodale.
Le prospettive restano caute nel breve periodo. «I prossimi tre mesi saranno delicati e difficili», ha spiegato Consalvo, ma la previsione è di un recupero nella seconda parte dell’anno, con una ripresa anche del traffico container.
Una fase complessa ma decisiva, dunque, in cui – ha concluso Consalvo – l’obiettivo resta quello di trasformare le potenzialità del porto in risultati concreti, rafforzando il ruolo di Trieste come snodo strategico per l’Italia e l’Europa.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente vicario di Federmanager FVG Edo Tagliapietra, il consigliere nazionale Fulvio Sbroiavacca, i consiglieri regionali Enrico Bigi, Alessandro Margiotta, Enrico Altran, Uberto Fortuna Drossi e Ileana Sarais, il presidente del Collegio dei Revisori dei conti di Federmanager FVG Lorenzo Pieri, il referente del gruppo pensionati della sezione di Trieste Mario Sica, il console regionale dei Maestri del Lavoro, Roberto Gerin, Valentina Colaiacolo del Coordinamento nazionale Donne Minerva di Federmanager, il referente per le Politiche Attive e la Formazione di Federmanager FVG Claudio Barbina e vari altri dirigenti dell’associazione regionale dei manager privati industriali.
L’iniziativa ha riscosso un’ottima partecipazione e rappresenta il secondo appuntamento di un percorso avviato a settembre con Riccardo Illy, che Federmanager FVG intende rafforzare nel territorio promuovendo occasioni di confronto con esperti, imprenditori e rappresentanti del mondo istituzionale.