Un convegno tra istituzioni ed economia per ripercorrere mezzo secolo di cooperazione nei servizi, nella logistica e nel lavoro. Presentato in anteprima del libro “Logistica di valore”  dedicato alla storia della cooperativa, un nuovo premio di laurea in collaborazione con Uniud e il nuovo logo di Aster Coop Tra gli ospiti che sono intervenuti, oltre al presidente di Aster Coop, Claudio Macorig, gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, i presidenti di Legacoop nazionale, Simone Gamberini, e di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, e l’intervento video dell’ex Ministro Giuliano Poletti

Cinquant’anni di storia che raccontano molto più di un’impresa. Mezzo secolo che parla di donne e uomini che hanno trasformato un’idea in un progetto di vita condiviso, costruendo nel tempo una realtà solida e radicata nel territorio. Un’esperienza cooperativa capace di attraversare cambiamenti e difficoltà, generando valore economico e sociale per il territorio e per le persone.

È stato questo il filo conduttore dell’evento svoltosi oggi, martedì 31 marzo, nel Salone del Parlamento, sul colle del castello di Udine, dove Aster Coop ha celebrato il proprio cinquantesimo anniversario con un convegno partecipato da istituzioni, mondo economico e cooperativo regionale e nazionale.

Non una celebrazione autoreferenziale, ma un momento di riflessione condivisa sui cambiamenti del lavoro, dell’economia e della logistica, ambiti nei quali la cooperativa è stata protagonista negli ultimi cinquant’anni.

Il senso di un percorso: identità, persone e futuro

A ribadire il valore di questo cammino è stato il presidente di Aster Coop, Claudio Macorig. “Questo anniversario non è un traguardo. È un nuovo punto di partenza. Aster Coop ha una certezza: le sue radici sono solide. E proprio da queste radici dobbiamo continuare a crescere, puntando su sviluppo sostenibile, sulle persone che sono il vero asset aziendale, sull’inclusione e su strumenti che valorizzino concretamente il valore delle persone. L’obiettivo è ambizioso: diventare un ecosistema. Un sistema integrato di persone, tecnologie e processi che collaborano per creare valore. Noi siamo solo i custodi temporanei di questa impresa, con il compito di consolidarla e accrescerla per le generazioni future”.

Concetti ripresi in un video messaggio anche dall’ex Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché presidente nazionale di Legacoop dal 2002 al 2014, Giuliano Poletti, che ha sottolineato il valore del traguardo raggiunto. “Cinquant’anni non sono soltanto il tempo trascorso, sono una porzione autentica della storia della nostra società. Raccontano – ha ricordato – soprattutto di donne e uomini che hanno creduto in un’idea e l’hanno trasformata in un progetto di vita condiviso”.

Il talk: lavoro, impresa e trasformazioni

Cuore della serata è stato il talk “Il lavoro che cambia, l’impresa che evolve”, moderato dal management consultant Michele Valerio, che ha visto confrontarsi l’assessore regionale Alessia Rosolen, il presidente nazionale di Legacoop Simone Gamberini e il manager Waldo Pagani. Nel suo intervento, Gamberini ha evidenziato il valore del modello cooperativo anche in un contesto complesso come quello attuale. “La cooperazione è un modello capace di coniugare efficienza economica e valori sociali – ha commentato –, promuovendo lavoro dignitoso, partecipazione e sviluppo sostenibile. Esperienze come Aster Coop dimostrano che è una risposta concreta alle sfide del presente”.

Al termine della serata sono intervenuti anche il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini, il delegato alle Relazioni esterne di Confindustria Udine Daniele Stolfo e la presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig, che ha sottolineato come Aster Coop “rappresenti un esempio concreto di cooperazione capace di coniugare mutualità interna e responsabilità verso la comunità, contribuendo allo sviluppo del territorio e alla crescita delle persone”.

“Logistica di valore”: la storia di una cooperativa che cresce

Nel corso della serata è stato presentato anche in anteprima il volume “Logistica di valore – Storia di Aster Coop”, scritto da Federico Gangi. Il libro ripercorre le tappe principali della cooperativa, nata nel 1976 come COFAMO – Cooperativa Facchini Mercato Ortofrutticolo di Udine – e cresciuta nel tempo fino a diventare una realtà strutturata che raggiunge oggi un volume d’affari di quasi 50 milioni di euro e circa mille soci nel settore della logistica e della gestione di magazzini, mantenendo al centro i valori della cooperazione e del lavoro condiviso.

Un percorso segnato da sfide, difficoltà, trasformazioni e capacità di adattamento, come evidenziato anche nelle conclusioni del volume affidate all’autore: la cooperativa ha saputo attraversare “mutamenti economici, normativi e culturali senza smarrire la propria identità”.

Nuove iniziative: premio di laurea e formazione

Durante la serata è stato inoltre annunciato il lancio di un premio di laurea, promosso in collaborazione con l’Università di Udine, che ha visto il coinvolgimento dei professori Giovanni Cortella e Agostino Dovier. I dettagli dell’iniziativa verranno resi noti prossimamente, ma già da ora l’obiettivo è chiaro: rafforzare il legame tra cooperazione, formazione e nuove generazioni.

Un nuovo logo per guardare avanti

Nel corso dell’evento è stato infine presentato il nuovo logo di Aster Coop, espressione di un percorso che unisce continuità e innovazione. Un restyling che mantiene saldi i valori fondativi della cooperativa, introducendo al contempo linee e segni grafici più contemporanei, in linea con le sfide future. E restando in tema di immagini, nel corso della serata la visual artist Arianna Ruffinengo ha immortalato con le sue vignette i momenti salienti della serata, presentando poi le sue opere a fine serata.

Cinquant’anni dentro i cambiamenti

La serata ha confermato il ruolo di Aster Coop come soggetto affidabile e contemporaneo, capace di leggere i cambiamenti del lavoro e dell’economia senza perdere la propria identità cooperativa.

Non solo una storia da celebrare, ma un percorso da continuare. Perché, come emerso chiaramente nel corso dell’incontro, cinquant’anni non rappresentano un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase di sviluppo, nel segno del lavoro condiviso e della responsabilità verso il territorio.