Il Comune di Premariacco e il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana hanno presentato alla cittadinanza martedì sera il progetto di bonifica e ripristino ambientale del sito Aspica–Cecutti, un’area composta da tre discariche contigue sulla sinistra idraulica del Natisone. L’intervento riguarda in particolare l’ex discarica Aspica, utilizzata per soli due anni negli anni Ottanta e caratterizzata da criticità strutturali: l’impermeabilizzazione di fondo non è documentata, la vasca di raccolta del percolato è assente e la contaminazione della falda era stata rilevata già nel 2001.

L’assemblea pubblica del 31 marzo, ospitata nella Sala Mons. Pizzoni a Orsaria, ha visto la partecipazione dell’assessora all’Ambiente e vicesindaca Monika Drescig e del sindaco Michele De Sabata, che hanno illustrato il percorso amministrativo e progettuale finora compiuto, sottolineando l’importanza della trasparenza e del coinvolgimento della popolazione. Per il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana sono intervenuti le ingegnere Alessandra Tonelli ed Eleonora Iannozzi, la presidente Rosanna Clocchiatti e il direttore generale Armando Di Nardo, che hanno spiegato gli aspetti tecnici del progetto e i possibili scenari successivi qualora il primo lotto non fosse sufficiente.

Le indagini condotte tra il 2021 e il 2023 hanno confermato la presenza di circa 11.000 metri cubi di percolato all’interno del corpo discarica, con uno strato di rifiuti spesso circa cinque metri e un fondo in ghiaia a oltre nove metri di profondità. Non è stata rilevata presenza di biogas. Nel 2023 il Comune ha delegato al Consorzio la progettazione e realizzazione del primo lotto di intervento, che comprende la copertura impermeabile della discarica e l’emungimento del percolato, con l’obiettivo di interrompere il flusso di contaminazione verso la falda e, se possibile, evitare la necessità dei lotti successivi.

Il progetto prevede la realizzazione di pozzi di estrazione del percolato, la posa di una stratigrafia di copertura conforme alla normativa (geocomposito bentonitico, geomembrana in HDPE, geotessile, strato drenante e terreno superficiale), la gestione delle acque meteoriche e la creazione di un’area di servizio esterna con cisterna monolitica da almeno 30 metri cubi per lo stoccaggio temporaneo del percolato. È inoltre previsto un nuovo impianto elettrico per alimentare pompe, illuminazione e sistemi di allarme. “Dopo una fase progettuale in cui ci siamo premurati di effettuare valutazioni puntuali e di dettaglio, vista anche la storia del sito, siamo lieti di essere in dirittura d’arrivo della fase autorizzativa e contiamo di consegnare i lavori entro l’anno – specifica l’ing. Tonelli -. Il primo step ha avuto come obiettivo proprio quello di massimizzare l’efficacia di questo primo lotto, in modo da non dover procedere con i lotti successivi, più invasivi e costosi”.

L’iter amministrativo ha visto l’adozione del progetto di fattibilità tecnico‑economica nel novembre 2025, la successiva approvazione da parte del Comune e l’avvio del procedimento regionale. La Conferenza dei Servizi si è svolta nel febbraio 2026 e il Consorzio presenterà le integrazioni richieste entro aprile, prima della redazione del progetto esecutivo e della gara d’appalto. Il monitoraggio ambientale sarà fondamentale: la velocità dell’acquifero nell’area varia tra 0,06 e 0,3 metri al giorno, con tempi di percorrenza dei contaminanti i tra due e dodici anni, a seconda della distanza. L’intervento punta quindi a restituire finalmente un’area rinverdita e ambientalmente sicura, accompagnata da un piano di monitoraggio pluriennale.

“Questo lavoro nasce da una sinergia tra Comune, Consorzio e Regione FVG – sottolinea la presidente dell’ente consortile Rosanna Clocchiatti -. L’attività di bonifica ambientale è ormai entrata a pieno titolo fra le attività che sempre più vengono richieste al consorzio dal territorio e dalle istituzioni, fra le quali la Regione e le amministrazioni locali, per una sempre migliore tutela e gestione del territorio. Basti pensare alle molteplici deleghe che ci sono state affidate e che, pur tra tante difficoltà di carattere normativo e procedurale, riusciamo a realizzare, e per alcune di esse già concluderenei tempi previsti e con la piena soddisfazione di tutti i soggetti interessati”.

“Il percorso che ci ha portati fin qui è stato impegnativo e condiviso: abbiamo ereditato una situazione complessa, con la bonifica tornata in capo al Comune e la necessità di reperire i finanziamenti – spiega l’assessora all’Ambiente Monika Drescig -. Non disponendo delle professionalità interne, ci siamo affidati al Consorzio, mantenendo sempre un dialogo costante. Oggi, grazie a questa sinergia, presentiamo alla cittadinanza il progetto di fattibilità, un passo concreto verso la messa in sicurezza e il recupero ambientale dell’area, con l’obiettivo di interrompere la contaminazione della falda acquifera”. “Si tratta di un passaggio importante per il nostro territorio – sottolinea il sindaco Michele De Sabata – che affronta in modo concreto una situazione ereditata dal passato, con un intervento che guarda alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza dei cittadini”.