Al Magazzino 26 la scorsa settimana è stata inaugurata con grande partecipazione di pubblico, artiste, curatori, istituzioni e partner la V edizione della Biennale Internazionale Donna, intitolata La Boemia sta sul mare, visitabile fino al 2 maggio 2026 presso il Magazzino 26 a Trieste, con il Progetto Satellite ospitato a Portopiccolo Art Gallery e Spazio O2 a Sistiana.

Giunta alla sua quinta edizione, la Biennale Internazionale Donna conferma il proprio ruolo di piattaforma culturale capace di interrogare criticamente il presente attraverso le pratiche artistiche contemporanee, la ricerca teorica e il dialogo internazionale.

Realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste e con il patrocinio di Io Sono FVG, la Biennale rinnova la propria vocazione a costruire uno spazio aperto di riflessione, trasformazione e confronto.

Curata da Riccardo Rizzetto in qualità di curatore invitato, questa edizione prende forma attorno al titolo La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti, sviluppando una riflessione sulla nostalgia non come desiderio di ritorno, ma come possibilità critica di riaprire il tempo, restituire visibilità a ciò che è stato marginalizzato e immaginare alternative nel presente.

In un’epoca segnata da categorie sempre più rigide e da una crescente pressione alla semplificazione del reale, la Biennale assume la parola donna non come definizione identitaria o categoria descrittiva, ma come campo critico, luogo di tensione e ridefinizione, in cui si intrecciano aspettative culturali, proiezioni politiche, economie del desiderio e forme di esclusione. In questa prospettiva, la Biennale non offre risposte chiuse, ma apre uno spazio di immaginazione, resistenza e trasformazione.

Accanto al percorso espositivo principale, la mostra accoglie anche una serie di attivazioni a cura di Riccardo Rizzetto riunite sotto il titolo interferences PUBLIC PROGRAMME. Pensato come una costellazione di interventi che intersecano la mostra e talvolta se ne discostano, il programma non opera come una semplice sequenza parallela di eventi, ma come un insieme di interferenze interne al campo curatoriale, capaci di complicarne, amplificarne e rilanciare le traiettorie.

Attraverso proiezioni, walkshop, workshop, performance e display temporanei, interferences apre la Biennale a ulteriori voci, pratiche e forme di conoscenza. Ogni attivazione introduce uno spostamento di scala o di prospettiva, permettendo alla mostra di rimanere permeabile a incontri, gesti e situazioni collettive che si dispiegano nel tempo. Molti di questi momenti si svolgono all’interno dell’Ephemeral Library – A Library for the Time Being, concepita non come archivio stabile ma come infrastruttura temporanea di incontro, scambio e sperimentazione; altri abitano differenti spazi della Biennale, tra cui la Sala Luttazzi, sede delle proiezioni curate all’interno di BID the Screen. Insieme a interventi come il walkshop Architetture del Postporre di Communal Matters, il workshop TRACEFORM e il display temporaneo Stories as Forms, queste attivazioni compongono una costellazione mobile di pratiche che attraversa la Biennale dall’interno, aprendola a forme ulteriori di incontro, scambio e costruzione collettiva di significato.

Accanto al percorso espositivo e al public programme, la mostra accoglie anche A Library for the Time Being, una biblioteca effimera ideata come organismo vivo e commons contemporaneo, attiva esclusivamente per la durata della Biennale. Più che conservare saperi, la biblioteca li mette in circolazione, li espone all’uso, allo scambio, alla trasformazione, configurandosi come soglia condivisa di attivazione culturale nel presente.

Il programma si amplia con un Progetto Satellite, curato da Marlene Elvira Steinz, che per questa quinta edizione assume un rilievo particolare: presso Portopiccolo, il Satellite Pavilion austriaco sviluppa infatti un dialogo autonomo ma strettamente connesso alla mostra principale, rafforzando il carattere internazionale e plurale della Biennale. Il progetto approfondisce i temi della luce, della fragilità e del desiderio come forze attive del presente, costruendo un ponte curatoriale tra Trieste e l’Austria.

La V edizione della Biennale sarà accompagnata anche dal catalogo La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti, con progetto editoriale a cura di Antonella Trotta, che affianca la mostra come spazio autonomo di riflessione e condivisione.

Dichiarazione della presidente di BID, Šeherzada Ahmetović

“Questa inaugurazione restituisce con chiarezza la forza collettiva che sostiene oggi la Biennale Internazionale Donna. La partecipazione del pubblico, il dialogo tra artiste, curatori, istituzioni e partner, e la qualità delle opere e dei contenuti presentati confermano la solidità di un progetto che continua a crescere, mantenendo viva la propria capacità critica.
Questa edizione si distingue per una composizione curatoriale e progettuale ampia e articolata: il lavoro di Riccardo Rizzetto, il contributo editoriale di Antonella Trotta, il progetto satellite curato da Marlene Elvira Steinz e la biblioteca effimera A Library for the Time Being aprono insieme un campo di ricerca condiviso, in cui il sapere, l’arte e il pensiero si incontrano in forme vive e trasformative.
Ringrazio il Comune di Trieste, le artiste, la giuria, i partner, il team organizzativo e tutte le persone che hanno reso possibile questa apertura. Trieste si conferma ancora una volta un luogo capace di accogliere un progetto culturale internazionale che non si limita a esporre opere, ma costruisce relazioni, domande e possibilità.”

Informazioni per il pubblico

La mostra è visitabile fino al 2 maggio 2026. Biglietto unico: 5 euro.

Date utili – interferences PUBLIC PROGRAMME

03.04.2026 – Venerdì | Ephemeral Exhibition
17:00–20:00 Stories as Forms – Preview della Ephemeral Exhibition di Malles Design Mediterraneo (in mostra fino al 12.04.2026) Magazzino 26, Porto Vecchio – Porto Vivo, Trieste

19.04.2026 – Domenica | Screening
15:00 BID the Screen – Lagoon / Ice / Data
Sonia Levy (We Marry You, O Sea), Susan Schuppli (Moving Ice), Felix Lenz (Brute Force), Sala Luttazzi, Magazzino 26, Porto Vecchio – Porto Vivo, Trieste

25.04.2026 – Sabato | Screening
15:00 BID the Screen – Optics / Communication
Filipa César & Louis Henderson (Sunstone), Nick Calori & Nicola Sersale (Letters from the Blue), Sala Luttazzi, Magazzino 26, Porto Vecchio – Porto Vivo, Trieste

01.05.2026 – Venerdì | Ephemeral Exhibition
17:00–19:00 TRACEFORM – Preview della Ephemeral Exhibition che presenta i risultati del workshop curato da Riccardo Rizzetto con Sarah Staton per il Royal College of Art MA Sculpture 2026 (in mostra fino al 02.05.2026), Magazzino 26, Porto Vecchio – Porto Vivo, Trieste

02.05.2026 – Sabato | Finissage
16:30–18:00 Presentazione di Intersections Research Art Residency, presentazione catalogo. Magazzino 26, Porto Vecchio – Porto Vivo, Trieste.

Artiste invitate

Veronica Barbato, Francesca Centonze, Luisa Elia, Arianna Giorgi, Silvia Giordani, Francesca Pionati, Marta Ravasi, Laura Russell, Vittoria Serena (Claudia Zaggia), Andrea Solaja, Sarah Staton, Vivianne van Singer, Sarah Kate Wilson, Alba Zari.

Artiste partecipanti alla V edizione della Biennale Internazionale Donna

Gaia Aducchio, Karina Akopyan, Aliteia (Alice Babolin), Anastasiia Artiukhina, Beatrice Bartolozzi, Franca Bertani, Letizia Carattini, Chiara Anna Colombo, Marina Comerio, Tiziana Contu, Martina Dallastella, Marie-José D’Aprile, Marija Delić, Donatella Donatelli, Elisabetta Eleutieri Serpieri, Fabiola Faidiga, Marica Fasoli, Kikki Ghezzi, Monica Gorini, Valentina Grilli, Barbara Grossato, Jane Kerry Lowery, Paulina Jazvić, Sofia MacGregor Oettler, Micol Magni, Eliana Marinari, Pamela Martinez Rod, Maria Cristina Marzola, Viviana Rasulo, Giorgia Razzetta, Ann Russell, Claudia Villani, Ana Vivoda.

Artiste Satellite Pavilion

Julia Bugram, Julia Dorninger, Julia Hovorka, Marion Kilianowitsch, Gabriele Kutschera, Dora Mai, Teresa Maria von Matthey, Viktoria Morgenstern, Nora Mü, Lea Radatz, Michaela Schwarz-Weismann, Birgit Schweiger, Hannah Stippl, Heike Stuckstedde, Noémi Kiss, Billi Thanner, ISA Stein.

Crediti

Promozione: Biennale Internazionale Donna APS

Presidente: Šeherzada Ahmetović

Consiglio direttivo: Mirela Ahmetović, Alessandra Postir
Presidente onorario: Alda Radetti

Coorganizzazione: Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo

Assessore: Giorgio Rossi

Curatore invitato: Riccardo Rizzetto
Progetto Satellite: a cura di Marlene Elvira Steinz

Direzione artistica: Šeherzada Ahmetović, Francesca Carmellino, Antonella Trotta
Progetto editoriale / Catalogo: a cura di Antonella Trotta

Biennale Internazionale Donna
Via San Giorgio 1, 34123 Trieste, Italy
[email protected]
www.bidartbiennale.com