I ventuno ragazzi e ragazze della 4^ B del liceo scientifico bellunese hanno partecipato al percorso di educazione cooperativa: cinque incontri immersivi e venti ore di pratica, che permettono alla classe di conoscere il modello cooperativo mettendosi in gioco come veri imprenditori.

Gli studenti hanno sviluppato cinque idee progettuali per migliorare la qualità della vita scolastica: due dedicate ai servizi di ristorazione, due all’organizzazione e alla cura degli spazi comuni e una dedicata all’orientamento al lavoro, alla formazione e al tempo libero di qualità.

Belluno 9 aprile 2026. All’Istituto di Istruzione Superiore Follador De Rossi di Agordo e Falcade, Belluno, si progettano imprese cooperative grazie a “School of Coop”, il percorso formativo di Confcooperative Belluno e Treviso che mutua simpaticamente il proprio nome dal celebre film del 2003 “School of Rock”. Giunto alla seconda edizione nel Bellunese e alla diciottesima edizione nel Trevigiano, il laboratorio permette agli studenti, di conoscere il modello cooperativo mettendosi in gioco come veri imprenditori.

Per tutto il mese di marzo e fino all’8 aprile, i ragazzi e le ragazze della 4^LSB hanno partecipato ai laboratori in classe, 20 ore pensate e sviluppate per apprendere i principi fondanti della cooperazione e sperimentare la creazione e la gestione di una vera e propria impresa cooperativa, nella forma dell’Associazione Cooperativa Scolastica, attraverso un processo di learning by doing, che si integra con i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento. Ad accompagnarli con competenza e professionalità sono stati gli operatori esperti di Società Nuova Cooperativa Sociale, che nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 hanno guidato 4 percorsi di “School of Coop” attivati del territorio bellunese, per un totale di 85 giovanissimi imprenditori in erba coinvolti.

Altissimo il livello di partecipazione degli allievi, che hanno offerto un contributo originale e creativo alla proposta dell’associazione datoriale. Il percorso nasce con lo scopo di avvicinare ragazzi e ragazze alla cooperazione come stile di relazione tra individui, ancora prima che come forma di impresa e offre loro l’occasione unica di affrontare momenti diretti di incontro e confronto con il mondo del lavoro. L’obiettivo strategico, invece, è aiutare i più giovani a sviluppare le soft skill fondamentali per affrontare l’età adulta come la competenza professionale e sociale, la capacità di imparare a imparare, il senso civico, la propensione imprenditoriale, la consapevolezza di sé e l’abilità di espressione.

Con questo obiettivo i ragazzi e le ragazze hanno sviluppato cinque idee progettuali originali pensate per migliorare la qualità della vita in ambito scolastico: due dedicate ai servizi di ristorazione, due all’organizzazione e alla cura degli spazi comuni e una dedicata all’orientamento al lavoro, alla formazione e al tempo libero di qualità.

Sono nate così le ACS (Associazione Cooperativa Scolastica) Pizz Stop e Fame Chimica, che nelle parole dei giovanissimi fondatori: “Hanno lo scopo di attivare un piccolo bar scolastico in cui vendere del cibo che sia sostanzioso, a prezzi accessibili e sano. Il nostro obiettivo, oltre a quello di avere una maggiore scelta di prodotti per la merenda, è quello di creare un servizio utile a studenti, professori e collaboratori scolastici e che, al tempo stesso, ci permetta di raccogliere soldi per finanziare attività utili alla classe e alla scuola.”

Ai progettisti di Free Time e 360 Space School, invece, intendono offrire un servizio che: “Organizzerà e si prenderà cura di alcuni spazi scolastici in modo maggiormente funzionale a noi studenti per poter socializzare, svagarsi e rilassarsi nelle pause scolastiche, migliorando così l’atmosfera della nostra scuola. Immaginiamo una zona allestita con divanetti e pouf, piante e quadri, che abbia anche un angolo biblioteca e uno spazio per giochi da tavola. Inoltre, pensiamo a piccoli accorgimenti che possono migliorare il nostro benessere a scuola come la possibilità di avere degli assorbenti a disposizione nei bagni delle ragazze e un distributore dell’acqua“.

La quinta ACS progettata dagli studenti del Follador De Rossi riassume nel nome il cuore del proprio intervento e sono gli stessi ideatori a spiegarlo: Fuori Classe si propone di organizzare occasioni per l’orientamento nella scelta del percorso futuro di studio o lavorativo per le classi 4^ e 5^, di portare a conoscenza gli studenti delle opportunità di viaggio e formazione all’estero organizzate dalla scuola, da Scuole in Rete o da altre realtà della Provincia che promuovono questo tipo di iniziative e di organizzare attività inclusive per fare sport, stare all’aria aperta e socializzare tra studenti“.

Le progettualità sono state analizzate e valutate dagli stessi studenti che hanno concordato di concentrare il proprio impegno sull’organizzazione di attività e servizi (Fuori Classe) e sul punto ristoro (Pizz Stop e Fame Chimica), progetti che possono effettivamente vedere una realizzazione entro la fine dell’anno scolastico.

Il progetto è stato realizzato grazie al supporto di CortinaBanca, Banca della Marca, Banca delle Terre Venete, Banca Prealpi SanBiagio, Bcc Pordenonese Monsile.

Informazioni: www.bellunotreviso.confcooperative.it

*Confcooperative Belluno e Treviso: l’Associazione rappresenta 130 imprese cooperative con 34.594 soci e 9.223 addetti e un fatturato di 1 miliardo e 730 milioni di euro nel 2024. Il settore agroalimentare, nello specifico, riunisce 33 cooperative a Treviso e 7 a Belluno e da solo genera un fatturato che raggiunge il miliardo e 350 milioni di euro: mentre a Belluno il settore prevalente è quello lattiero-caseario, nella provincia di Treviso le cooperative svolgono molteplici attività e tra queste prevale quella del comparto vitivinicolo. I prodotti delle cooperative bellunesi e trevigiane sono presenti sui più importanti mercati mondiali e partecipano con quote significative all’export del Veneto.

Il settore sociale rappresenta 64 cooperative, di cui 11 a Belluno e 53 a Treviso, tocca i 253 milioni di fatturato e dà lavoro al oltre 10 mila persone. Le tipologie sono: cooperative di tipo A – servizi sociosanitari, ricreativi, educativi e ludico culturali (33 in tutto), di tipo B – inserimento lavorativo di persone svantaggiate (13) e plurime (18).