Nello stand B8 nel pad 4 la cantina, con sede a Lazise e vigneti in Veneto, Puglia e Toscana, presenterà i vini delle sue cinque aziende agricole tra cui nove in anteprima. L’esperienza in fiera sarà arricchita dalla partecipazione di Francesca Tinazzi ad una tavola rotonda sull’enoturismo e dalla presenza di una delle nuove etichette, svelate a Vinitaly, in una masterclass conclusiva a cura di Paolo Massobrio sui vini da varietà poco conosciute.
Cinque tenute agricole di proprietà, quindici vini, di cui nove presentati per la prima volta in fiera. È l’ambiziosa promessa di Tinazzi, azienda veneta presente anche in Puglia e Toscana, che si prepara come di consueto a partecipare a Vinitaly, manifestazione di riferimento per il vino italiano in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile, con una ricca palette di novità. Nello stand aziendale, B8 nel Pad. 4, al centro di questa nuova edizione ci saranno proprio le aziende agricole acquisite dalla famiglia nel corso del tempo, tre delle quali in provincia di Verona: Tenuta Valleselle a Bardolino, Cascina Montelupo a Sona e Poderi Campopian a Sant’Ambrogio di Valpolicella. Un progetto cresciuto passo dopo passo, ettaro dopo ettaro, che trova oggi una veste completa e coordinata con le quindici etichette della collezione: vini prodotti in quantità limitate che rappresentano la punta di diamante della produzione Tinazzi.

I primi tre vini proposti a Vinitaly 2026 provengono da Tenuta Valleselle, con i suoi 15 ettari di vigneti, boschi e uliveti a Bardolino, sulle colline affacciate sul Lago di Garda: sono Arnasi Pinot Grigio delle Venezie IGP, I Seregni Chiaretto di Bardolino Classico DOP e Pieve San Vito Bardolino Classico DOP. A questi si aggiungono i tre protagonisti di Cascina Montelupo, tenuta nel cuore del Custoza dove l’azienda dispone di 19 ettari. Evocativi i nomi che richiamano il luogo: Lupo Zero è il primo Metodo Classico di Tinazzi, dove lo zero si riferisce al dosaggio. Un vino ottenuto da Chardonnay, dal sorso intenso e persistente. Lupo Bianco è un Bianco Verona IGP a base di Garganega, Chardonnay, Trebbiano e Cortese, mentre Lupo Nero è un Rosso Verona IGP ottenuto da uve Spigamonti: un vitigno storicamente coltivato nel veronese ma poco diffuso, in grado di regalare rossi dal sorso pieno e dai tannini vellutati. Sempre il Lupo Nero sarà protagonista, insieme ad altre etichette da varietà e territori “nuovi” nel futuro del vino italiano, di una masterclass condotta da Paolo Massobrio il giorno 15 aprile alle ore 11 in Sala Iris, Palaexpo. La proposta delle aziende agricole venete della famiglia Tinazzi si chiude con il Marziale Amarone della Valpolicella Classico Riserva DOCG, il Reguso Valpolicella Classico Superiore DOP e Lunante Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOP di Poderi Campopian: una tenuta che, con i suoi 650 metri sul livello del mare, è la più alta della Vapolicella classica.

I vini presentati da Tinazzi a Vinitaly 2026 proseguono poi fuori regione con una selezione dalla Puglia. Sono le nuove proposte di Feudo Croce: una masseria contornata da 35 ettari di vigneti acquisita dalla famiglia Tinazzi nel 2002 a Carosino (TA). Croce Primitivo Manduria DOP, Cavallere Chardonnay Puglia IGP e Cassegnano Merlot Puglia IGP sono le tre etichette che racconteranno l’impronta Tinazzi in un contesto mediterraneo. Chiudono la rosa i vini di Pian del Gallo in Toscana a Greve in Chianti, la più recente tenuta del gruppo: Chianti Classico DOCG, Chianti Classico Riserva DOCG e Contessa Eletta Merlot Toscana IGT.
“Oggi raggiunge la piena maturità un progetto cresciuto nel tempo, passo dopo passo, grazie a investimenti graduali e scelte mirate in tre regioni d’Italia. Siamo davvero orgogliosi di presentare la selezione di vini delle nostre cinque tenute agricole da Veneto, Puglia e Toscana” commenta Francesca Tinazzi, AD dell’azienda. “Requisito essenziale per noi è sempre stato che ogni tenuta fosse dotata di una struttura capace di offrire ospitalità, perché il vino è esperienza: si gusta e si comprende davvero nel luogo in cui nasce. Stiamo infatti puntando con grande decisione sull’enoturismo, con un programma che vedrà nuovi sviluppi e aperture nei prossimi mesi e ancora nel 2027”.

Ed è proprio per raccontare la propria esperienza in questo ambito che Francesca Tinazzi interverrà nella tavola rotonda sul ruolo dell’enoturismo per lo Sviluppo delle imprese vinicole italiane, durante la quale verrà presentata la ricerca Unicredit – Nomisma Wine Monitor. Questo momento di approfondimento è in programma martedì 14 aprile dalle 10:30 alle 12 in Sala Vivaldi, Piano -1 Palaexpo.

Per ulteriori informazioni: www.tinazzi.it
“Tinazzi” nasce nel 1968 e cresce nel tempo sotto la guida di Gian Andrea Tinazzi, oggi al timone della cantina insieme ai figli Francesca e Giorgio. Presente in oltre 50 mercati al mondo, la famiglia Tinazzi possiede oltre 60 ettari di proprietà con tenute in diverse regioni d’Italia: dal Veneto (con Poderi Campopian in Valpolicella, Tenuta Valleselle a Bardolino, Cascina Montelupo a Sona e la sede aziendale a Lazise) alla Toscana (con Tenuta Pian del Gallo a Greve in Chianti) fino alla Puglia (dove sono ubicate Cantine San Giorgio e Feudo Croce). L’ospitalità è parte integrante della filosofia aziendale, grazie a strutture che offrono ai visitatori alloggi nel cuore dei vigneti, percorsi di degustazione, corsi di cucina e attività mirate alla valorizzazione del territorio.