La XXIV edizione de I mille occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti si terrà a Trieste dal 12 al 17 settembre 2025. A realizzare l’immagine di questa edizione sarà ancora una volta Alessandro Baronciani. L’illustratore firma una locandina che rielabora, à la Hitchcock, la sua inconfondibile estetica: una rilettura che anticipa una delle sezioni portanti del programma e ne richiama le atmosfere più profonde.

L’anteprima del festival è in programma lunedì 1° settembre alle ore 21.00 alla Casa del Cinema di Trieste con Porte aperte (Italia, 1990) di Gianni Amelio, interpretato da Gian Maria Volonté. Tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia e candidato all’Oscar come miglior film straniero, il film introduce la sezione “Una storia semplice? Leonardo Sciascia e il cinema”, che attraverserà l’intera edizione con opere di Petri, Damiani, Greco, Amelio e interpretazioni di attori come Gian Maria Volonté e Claudia Cardinale.

Il festival, fondato da Sergio M. Grmek Germani e diretto da Giulio Sangiorgio, propone quest’anno la carta bianca “Young and Innocent: il cinema interminabile dei cineasti più grandi”, a cura dello stesso Germani: un dialogo tra Hitchcock, Jerry Lewis, Disney, Dreyer, Ford e McCarey, con l’intento – nelle parole del curatore – di offrire “un programma di capolavori assoluti, film bellissimi che mai finiremo di conoscere”.

Il Premio Anno Uno, in collaborazione con il Trieste Film Festival, sarà conferito al regista serbo Želimir Žilnik – un cineasta che “laicamente si spende per incontrare l’umanità infinita e sofferente del nostro tempo” – di cui verrà presentata un’ampia retrospettiva fino all’anteprima italiana di Eighty Plus.

Il festival propone inoltre “Kino Basaglia”, che mette alla prova del tempo l’eredità dello psichiatra triestino attraverso opere di autori quali Bellocchio, Wiseman e Costanza Quatriglio; la sezione “Tecnica Mista”, in cui si prosegue il lavoro su Dino Buzzati con l’anteprima del visionario Orfeo di Virgilio Villoresi, e su Italo Calvino con il restauro di Il cavaliere insistente di Pino Zac. A completare la proposta, il focus sul cinema della diaspora armena, che interroga storia e identità attraverso tre opere di diversa provenienza e linguaggio.

Chiude il programma il concorso “Cinema sul Cinema”, che sintetizza lo spirito del festival: prendersi cura della settima arte, reinterpretarla e rilanciarla. Tra le opere selezionate si va dai ritratti di David Lynch e Eric Rohmer al cinema erotico filippino rivisitato da un fantasma in A.I., fino a un gruppo di studenti ungheresi che ricostruisce un’opera muta e perduta su Dracula.

Dal 12 al 14 settembre al Teatro Miela e dal 15 al 17 settembre al Cinema Ariston, I mille occhi rinnova la sua vocazione a un cinema inteso non come prodotto di consumo, ma come esperienza critica e comunitaria, capace di connettere passato e presente.

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