Nel “Il Funzionario”, come nel Revisore nel romanzo di Gogol”’, tutto ruota intorno al malinteso ma Pasini sposta l’asse dalla beffa al disagio. I personaggi, anche quando scivolano nel ridicolo non fanno più ridere: semmai suscitano un sorriso quasi imbarazzato e assaporano la trasformazione di Pasini in uno spettacolo con un ritmo più asciutto, contemporaneo, che accentua la dimensione farsesca senza svuotarla de contenuto.

Ricordiamo che per i giovani attori di “Star TS-Lab è stata una impresa non da poco seguire le direttive del Maestro Pasini: questo è uno dei testi più complessi e taglienti del teatro attuale. Si propende per la via del ribaltamento minimale, con una sola sfumatura lessicale, “Il Funzionario” diventa chiave di lettura.

In questo caso “Il Funzionario” rimane solamente l’ospite misterioso di una cittadina corrotta, ma diventa simbolo di un ruolo sociale che impersona il potere, quella condizione che alla fine tende ad intrappolare chi ne fa parte.Il regista affronta Gogol’ senza la reverenza per un gigante della sua statura, non desidera attualizzarlo a tutti i costi: preferisce far parlare l’ironia dell’autore, sottile, deformante, ambigua, mettendo alla prova i giovani interpreti del laboratorio teatrale Star TS Lab.

La burocrazia – il grande tema del testo – diventa metafora di un rituale: quello dell’apparenza: le relazioni umane si sottomettono alla convenienza: si teme di perdere la posizione, i servigi tra un inchino e l’altro per una firma. Quasi un rituale di sopravvivenza.”Il Funzionario” parla più al presente che al passato anche se queste dinamiche oggi sono più sfumate, spersonalizzate nel mondo in cui viviamo che cambia così velocemente.

La contemporaneità però la troviamo nei corpi, nei volti: addirittura nella nostra risata che si sforza di essere bonaria. Il teatro, “Il Rossetti” diventa strumento di conoscenza, di riflessione: Pasini orchestra quasi un processo. E lo fa insegnando a questi talentuosi attori in erba di “ Star TS-Lab” come raffrontarsi con grandi autori facendoli propri nella propria drammaturgia.

Pasini, con Elke Burul, mantiene la struttura originaria di Gogol’ ma la filtra attraverso un linguaggio sobrio: niente ridondanze verbali dell’Ottocento, il ritmo della pièce è più asciutto, contemporaneo.

Come detto la regia lavora per sottrazione, costruendo un equilibrio tra comicità e riflessione con un occhio attento per sottolineare delicatamente anche il grottesco, quasi un momento per la risata amara rivelatrice.

Dobbiamo dire che si è evitato l’effetto cartolina della Russia ottocentesca, lo spazio scenico è sospeso: un luogo dove il diabolico ingranaggio burocratico dei faldoni, timbri, sedie, porte girevoli si fa paesaggio mentale: un atmosfera kafkiana.

Le scene di Rebecca Quintavalle e Paolo Giovanazzi sono costruite su un principio geometrico, con piani inclinati, scrivanie che si moltiplicano, varchi che diventano trappole per un ambiente infernale che inghiotte i personaggi che ne fanno parte, una scenografia veramente studiata per accattivarsi l’atezione dello spettatore.

I costumi, curati in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, si forgiano di respiro ottocentesco dove il dettaglio fa la differenza: una cravatta, un prezioso orologio ci immergono già in quel di Gogol’.

Le luci ritagliano i volti accentuandone l’espressività, la musica di Ilaria Zanetti, delizia in modo discreto accompagnando le sensazioni con ironia: tutto concorre a costruire un mondo in bilico con un misto di inquietudine.

“Il Funzionario” è un lavoro che offre all’affezionato pubblico de “Il Rossetti” un teatro pedagogico di alta qualità : riesce nell’impresa di conciliare il rigore del laboratorio con la complessità della scena professionale. Pasini ha intuito che ancor oggi Gogol’ parla di noi, delle nostre esperienze quotidiane, quasi non ci fosse un lontano arco temporale: il classico è vicino alle nostre vite più di quanto pensiamo e ci costringe ad interrogarci: non moralizza ma con l’antidoto dell’ironia ci fornisce la chiave giusta. Il lavoro sugli interpreti è forse l’aspetto più interessante: i giovani e sorprendenti attori agiscono come un coro dinamico, con tempi e gesti precisi.

Questo spettacolo lascia spazio all’invenzione, alla naturalezza, ma tenendo fede alla “disciplina dell’etica”: la regia di Pasini ci insegna la libertà attraverso la forma drammaturgica e la sua bravura nel offrirla ai suoi allievi.

In replica alla “Sala Bartoli” de “il Rossetti”, venerdì 12 Dicembre alle ore 19.30, sabato 13 e Domenica 14 Dicembre alle ore 17.00 , il 16, 17, 18, 19 Dicembre alle ore 10.30 Sabato e Domenica 20 e 21 Dicembre alle ore 17.00

“IL FUNZIONARIO”

Liberamente tratto da “L’ispettore generale” di Nikolaj Gogol’

Adattamento Elke Burul

Regia Luciano Pasini

Con gli allievi dell’Associazione Culturale StarTS Lab Gianluca Antonaz, Alma Maria Atzori, Silvia Baroncini, Loris Carboni, Ottavia Castellacci, Laura Ceppi, Susanna Cerna, Giulia Delle Donne, Giorgia Demichele, Federico Di Bella, Caterina Lanza, Adriano Marco Lenoci, Ginevra Mancuso, Luca Mezgez, Christian Mozzo, Edoardo Pahor, Stefano Parmesan, Alice Pinelli, Carlo Arturo Scalcinati, Leonardo Tritta, Lorenzo Verga Falzacappa e Zoe Viel

Scene Rebecca Quintavalle e Paolo Giovanazzi

Sartoria Carola Periatti

Suono Carlo Turetta

Curatrice musicale Ilaria Zanetti

Luci Alessandro Macorigh

Direttore di scena Paolo De Paolis

Produzione Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia e Associazione Culturale StarTS Lab