A inizio gennaio 2026 si apre ufficialmente il nuovo anno artistico del Teatro Verdi di Pordenone che conferma la vocazione di un palcoscenico vivo e originale, attraversato da diversi linguaggi e proposte variegate, spesso in prima o in esclusiva regionale, capace di parlare a pubblici differenti, per età e interessi. Un grande avvio d’anno che intreccia prosa, musica, danza, teatro civile, appuntamenti per le famiglie e momenti di riflessione, restituendo l’immagine di un Teatro come luogo di incontro e scoperta.

Il cartellone 2026 si apre venerdì 9 gennaio nel segno delle Nuove Scritture con “Vorrei una voce” di e con Tindaro Granata, intenso monologo costruito sulle canzoni di Mina e ispirato da un percorso teatrale realizzato nel carcere femminile di Messina. Uno spettacolo profondamente umano, che dà voce a storie di riscatto, inaugurando l’anno con uno sguardo poetico e civile sul presente.
Grande attenzione anche ai più piccoli e alle famiglie con Anni Verdi, che domenica 11 gennaio, alle 16.30, propone “Tutto cambia”, nuova creazione di Teatro Gioco Vita: un viaggio tra teatro d’ombre, affabulazione e scienza, pensato per accompagnare i bambini alla scoperta del cambiamento come occasione di crescita.
Sempre a gennaio tornano anche i laboratori Happy Kids: domenica 18 “Cinque personaggi in cerca di una mano” invita i bambini dai 5 ai 10 anni a sperimentare il teatro come spazio di gioco, immaginazione e condivisione.
Nel cuore del mese, la Prosa trova uno dei suoi momenti più attesi con “Amadeus” di Peter Shaffer, in scena venerdì 16 e sabato 17 gennaio alle 20.30 e domenica alle 16.30, nella raffinata messinscena firmata per il Teatro dell’Elfo da Francesco Frongia e Ferdinando Bruni (che interpreta Antonio Salieri). Un grande affresco teatrale sul genio e l’invidia, impreziosito dai sontuosi costumi di Antonio Marras – fresco Premio Ubu per i suoi abiti di un ‘700 immaginario – che riporta al Verdi una commedia brillante e intelligente, capace di divertire e interrogare lo spettatore.
Il percorso della prosa prosegue a inizio febbraio, con “La gatta sul tetto che scotta” di Tennessee Williams, in scena venerdì 6 e sabato 7 febbraio alle 20.30 e domenica 8 alle 16.30, nella nuova regia di Leonardo Lidi, con Valentina Picello (che per lo spettacolo ha vinto il Premio Ubu) e Fausto Cabra: uno sguardo contemporaneo su un classico intramontabile, che scava nelle ipocrisie familiari e nei desideri inconfessati.
La danza arriva al Verdi il 23 gennaio con l’energia primordiale di “Brother to Brother – dall’Etna al Fuji”, nuova creazione della Compagnia Zappalà Danza con i tamburi giapponesi Munedaiko: un dialogo potente tra due vulcani simbolici, due culture lontane eppure unite da una fratellanza ancestrale di grande impatto.
Spazio anche alla musica sinfonica: sabato 31 gennaio sul palco la Luzerner Sinfonieorchester diretta da Michael Sanderling con Nikolai Lugansky al pianoforte: un concerto che attraversa il Romanticismo di Chopin e Čajkovskij, mettendo in scena due diverse visioni del destino e dell’interiorità umana.
Gennaio segna inoltre la prosecuzione del ciclo R-Evolution Green dedicato quest’anno al tema del cibo di montagna, inteso come chiave per leggere il rapporto tra ambiente, cultura, economia e sostenibilità: dopo l’appuntamento inaugurale nell’ambito del Montagna Teatro Festival, è atteso giovedì 15 gennaio il nuovo incontro su “Latte crudo e formaggi di montagna”.
Completa il calendario domenica 25 gennaio il ritorno delle visite guidate teatralizzate del Teatro, che accompagnano il pubblico alla scoperta dei dietro le quinte dell’edificio. Un inizio d’anno denso e articolato, che restituisce l’immagine di un Teatro aperto capace di accogliere linguaggi diversi e di offrire proposte per tutti i gusti, rinnovando il proprio ruolo di cuore culturale della città e del territorio.
Come di consueto il Caffè Licinio sarà aperto dalle 19.00per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo, la domenica dalle 15.30 (per prenotazioni: [email protected]).