Un progetto innovativo porta il linguaggio cinematografico nelle scuole italiane per educare attraverso la creatività e affrontare le grandi sfide del nostro tempo

Quando il cinema incontra la didattica, gli studenti non sono più semplici spettatori passivi, ma diventano autori, registi, sceneggiatori e narratori della propria realtà. Le loro idee prendono vita attraverso cortometraggi che raccontano il loro mondo, le sfide quotidiane, le speranze e le paure di una generazione. È questa la rivoluzione educativa al centro di “Cinema in Aula: un viaggio nell’audiovisivo per una didattica innovativa 4.0”, progetto promosso dal Moige – Movimento Italiano Genitori in collaborazione con WellSee – Consulting and Production.

Un partenariato strategico per l’innovazione educativa

Il progetto nasce dalla sinergia tra due realtà complementari. Il Moige, da oltre quarant’anni punto di riferimento per le famiglie italiane nella promozione di una cultura educativa responsabile e nella tutela dei diritti dei minori, unisce le forze con WellSee, partner tecnico-creativo specializzato in produzione audiovisiva e consulenza creativa. Questa collaborazione coniuga rigore pedagogico ed eccellenza tecnica, trasformando la scuola in un vero set cinematografico dove formazione e arte si incontrano.

Il partenariato si inserisce nel Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MiM), che riconosce il cinema e l’audiovisivo come strumenti fondamentali per lo sviluppo delle competenze trasversali e della consapevolezza critica.

L’iniziativa coinvolge 1.087 studenti in sette regioni italiane – Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna – creando un’ampia rete di esperienze e narrazioni che attraversa l’Italia intera. Questa dimensione geografica valorizza le specificità territoriali e le diverse sensibilità culturali dei giovani partecipanti, dalle metropoli del Nord ai territori del Sud e delle isole.

L’aspetto più innovativo del progetto è l’utilizzo del linguaggio cinematografico come metodologia didattica per affrontare tematiche sociali urgenti. I ragazzi non studiano questi temi solo sui libri, ma li esplorano attraverso la creazione artistica, la narrazione visiva e il lavoro collettivo.

Le quattro tematiche centrali:

Bullismo e cyberbullismo – Attraverso scrittura di sceneggiature e realizzazione di scene, gli studenti mettono in luce le dinamiche di prevaricazione, imparando a riconoscere i segnali e a costruire narrazioni di prevenzione. Il cinema permette di “vedere” il problema da diverse prospettive – vittima, bullo, testimone – sviluppando empatia e consapevolezza.

Violenza di genere – Un tema delicato affrontato con sensibilità, permettendo ai ragazzi di riflettere su stereotipi, rispetto reciproco e parità. L’audiovisivo diventa strumento per dare voce alle storie non raccontate, smontare luoghi comuni e costruire modelli positivi di relazione.

Sostenibilità ambientale – I giovani filmmaker diventano ambasciatori del cambiamento ecologico, traducendo in immagini la crisi climatica, le buone pratiche e la visione di un futuro sostenibile. Il cortometraggio diventa manifesto visivo di un’urgenza generazionale.

Integrazione e inclusione – In un’Italia multiculturale, il cinema offre uno spazio di dialogo interculturale dove le differenze diventano ricchezza narrativa e le storie di diversità trovano espressione autentica.

Laboratori pratici: dalla sceneggiatura al ciak!

Il cuore operativo sono i laboratori pratici e creativi nelle scuole, dove gli studenti attraversano tutte le fasi della produzione audiovisiva: stesura della sceneggiatura, pre-produzione, riprese e montaggio finale. Imparano a usare telecamere, gestire luci e audio, dirigere, montare sequenze e costruire narrazioni visive efficaci.

Oltre alle competenze tecniche, il progetto sviluppa competenze trasversali fondamentali: lavoro di gruppo, problem solving, pensiero creativo, comunicazione efficace e leadership condivisa. Gli studenti imparano a negoziare idee, gestire conflitti creativi, prendere decisioni collettive e rispettare ruoli e tempi. Il set cinematografico diventa palestra di cittadinanza attiva.

Didattica 4.0: un nuovo modo di fare scuola

“Cinema in Aula” rappresenta la didattica 4.0 che integra tecnologie digitali, approcci collaborativi e metodologie esperienziali. Non è un’aggiunta al programma, ma un ripensamento del modo di fare scuola dove lo studente è protagonista attivo, l’apprendimento passa attraverso il fare, le discipline si integrano in progetti multidisciplinari e il digitale diventa strumento di espressione.

Un video corale per raccontare il cambiamento

A conclusione del percorso, verrà realizzato un video corale che documenterà il lavoro di tutte le regioni coinvolte, intrecciando i cortometraggi degli studenti, le loro testimonianze e il dietro le quinte di un’esperienza trasformativa. Questo diventerà testimonianza di come il cinema possa essere strumento di educazione, partecipazione e cambiamento sociale.

Gli studenti al centro

Il vero cuore pulsante sono gli studenti: la loro creatività, le loro storie autentiche, il loro sguardo sulla realtà, la loro voglia di raccontare e farsi ascoltare. Sono i veri innovatori perché portano nelle narrazioni cinematografiche la voce di una generazione che chiede spazio, ascolto e strumenti per costruire il futuro.

“Dare ai ragazzi una telecamera significa dare loro un microfono per amplificare la loro voce, uno specchio per riflettere su se stessi e una finestra per guardare il mondo con occhi nuovi”, afferma Antonio Affinita, direttore Generale del Moige. “Il cinema è democrazia dell’espressione, ed è questo che vogliamo portare in ogni aula d’Italia”.