Domenica 25 gennaio alla Sala Sbisà del Magazzino 26 nel Porto Vecchio di Trieste alle ore 11, la Casa del Cinema di Trieste ospita Daniele Sandri per un evento dedicato alla fotografia minutera e alla fotografia analogica di strada nell’ambito della mostra “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque” a cura di Claudio Ernè e Massimiliano Muner

Domenica 25 gennaio 2026, alle ore 11.00, negli spazi della Sala Sbisà del Magazzino 26 (Porto Vecchio di Trieste), la Casa del Cinema di Trieste propone l’incontro Il ritratto di strada oggi. Daniele Sandri e la sua minutera, un appuntamento dedicato alla fotografia analogica di strada, durante il quale verranno realizzati dal vivo ritratti con la tradizionale tecnica della fotografia minutera.

L’evento offre al pubblico l’occasione di assistere e partecipare a una pratica fotografica antica e affascinante, oggi sempre più rara. La tradizionale fotografia, a processo analogico immediato, in strada ed in piazza, assume la denominazione latina di fotografia minutera. Viene eseguita con camere ottiche che integrano un laboratorio fotografico essenziale per il trattamento rapido del materiale sensibile. Le street box camera interpretano e concretizzano, fondendole insieme, la magia della posa in ripresa e quella della camera oscura. Le fasi chimiche dello sviluppo e del fissaggio avvengono al buio, nascoste alla vista dei protagonisti. Il fotografo minutero manipola come un cieco le impronte che la luce ha inciso nei sali d’argento.

Protagonista dell’incontro è Daniele Sandri, fotografo e artigiano dell’immagine, che ama creare con le mani non solo le fotografie, ma anche gli strumenti per realizzarle. Padroneggiare il processo fotografico significa per Sandri costruire, modificare o reinventare le fotocamere stesse, dando vita a dispositivi unici, battezzati con nomi propri perché dotati di un carattere individuale. Le sue fotocamere stenopeiche – realizzate in cartone, faesite, legno o alluminio – si chiamano PinKiev, Azzurra, Pinroll, illy deca, Limes120, PinHassy; le box-camera per fotografia minutera prendono invece il nome di Miniminu, La Repubblica e altre ancora. Oggetti finemente personalizzati che diventano essi stessi creazioni d’arte, capaci di produrre immagini irripetibili per le persone che si lasciano coinvolgere nelle sue performance iconografiche.

Nell’oscurità della camera oscura integrata, le figure rubate in pochi istanti allo scorrere del tempo si manifestano e si stabilizzano, assumendo consistenza tattile su un foglio di carta destinato a sopravvivere ai protagonisti stessi dell’atto fotografico. Nessuna mediazione digitale o meccanica: solo la luce riflessa dai soggetti imprime segni in chiaroscuro, fissando per sempre la memoria di un momento effimero.

La fotografia minutera è un procedimento negativo-positivo su carta che produce una matrice fotografica unica, potenzialmente riproducibile, ma soprattutto genera un’azione condivisa. L’atto fotografico richiede la partecipazione consapevole dei soggetti, del fotografo e spesso anche degli spettatori, trasformandosi in un’esperienza quasi teatrale.

La mostra “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”, visitabile fino al 15 marzo 2026 dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 17 a ingresso libero, riunisce 70 fotografie stampate su pannelli e 100 fotografie originali, componendo un insieme di grande fascino che permette di riscoprire atmosfere, gesti e volti di un’epoca in trasformazione.

L’iniziativa è realizzata dalla Casa del Cinema di Trieste nell’ambito delle attività culturali ospitate al Magazzino 26 con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali, in collaborazione con Associazione Hubgrade, I.R.C.I., Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e Trart, e in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo. 

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