Mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 20.00 nella Sala Luttazzi al Magazzino 26 del Porto Vecchio – Porto Vivo a Trieste si terrà uno speciale evento in occasione del Giorno della Memoria 2026: lo spettacolo teatrale Tanto vale divertirsi, che narra le condizioni degli artisti ebrei ai tempi della deportazione e della permanenza nel campo di Westerbork.

Lo spettacolo, prodotto dall’Associazione Culturale Uno&Trio, è stato insignito nel 2025 del Premio Giacomo Matteotti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’evento fa parte del programma di iniziative culturali promosse dal Comune di Trieste e organizzate dal Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale con il contributo del Ministero della Cultura.

L’ingresso è gratuito e libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Info: [email protected]

Tanto vale divertirsi

ore 20.00

Sala Luttazzi, Magazzino 26, Porto Vecchio – Trieste

Progetto, regia e interpretazione: Antonella Carone, Tony Marzolla, Loris Leoci

Drammaturgia: Damiano Nirchio

Scenografia e costumi: Pier Paolo Bisleri

Luci: Giuseppe Pugliese

Produzione: Associazione Culturale Uno&Trio

“Un po’ per celia, un po’ per non morire!” diceva Ettore Petrolini citando Madama Butterfly. E non è proprio per esorcizzare la morte che l’uomo, o qualcuno più su, ha inventato la risata? E cosa c’è di meglio, allora, che cambiare una brutta tragedia, il famoso Amleto di Shakespeare, in una farsa che possa far morire… dal ridere?

Tre strampalati attori comici ci proveranno disperatamente in una misteriosa corsa contro il tempo: vaudeville, teatro comico futurista, kabarett, avanspettacolo, rivista, umorismo yiddish sono mescolati in un gran pentolone con le parole del bardo inglese. Un surreale omaggio alla comicità del ‘900 e alla sua Storia: una incessante gioiosa cavalcata tra frizzi, guizzi e lazzi in fuga da una tragedia che intanto rincorre, s’avvicina, non s’arrende e soprattutto non si rassegna alla sconfitta. Vuole riprendersi ciò che è suo.

Sorge il dubbio che ci sia poco ormai da ridere. Eppure… “Non abbiamo più molto da perdere, mi sembra. Tanto vale… Divertirsi. No?”

Tanto vale divertirsi” si ispira a fatti realmente accaduti durante la Seconda guerra mondiale e, in particolare, al periodo di permanenza dei maggiori attori comici dell’epoca nel campo di transito di Westerbork in Olanda, dove questi artisti dovevano esibirsi in spettacoli leggeri di intrattenimento in cambio di una momentanea immunità.

Espulsi dai set e dai palcoscenici sui quali avevano primeggiato, le loro performance si replicarono in situazioni sempre più dure per allietare i loro carcerieri e aguzzini accomodati nelle prime file.

Si tratta di un’operazione che racconta da una prospettiva inusuale il dramma della Shoah e che mostra come, anche in un contesto di morte e sofferenza, l’Arte e la Risata riuscirono a farsi spazio per aiutare a sopravvivere o anche solo per dare una chance in più.

Info + 39 040 826202 | [email protected] | www.risierasansabba.it